Napoli: proteste per una nuova struttura psichiatrica

Napoli: proteste per una nuova struttura psichiatrica nella ASL Napoli 2 Nord

 

Per una Salute Mentale di Comunità e i pericoli di una nuova istituzionalizzazione.

L’apertura della mega struttura psichiatrica della Asl Napoli 2 nord, inaugurata recentemente in pompa magna, ha suscitato, immediatamente, sui social, una serie di reazioni critiche da parte di autorevoli operatori e rappresentanti di associazioni di familiari di utenti della Salute Mentale, per una serie di motivi che andiamo, in sintesi, a rappresentare.

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CON LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DESTINA IL 5 x MILLE A PSICHIATRIA DEMOCRATICA

 ANCHE QUEST'ANNO E' POSSIBILE DESTINARE - CON LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI - IL 5 PER MILLE A FAVORE DI PSICHIATRIA DEMOCRATICA.
 
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IL SERVIZIO PSICHIATRICO TERRITORIALE: MUTAMENTO ISTITUZIONALE E NUOVA OPERATIVITA’

 

 Le tesi proposte nello scritto che segue scaturiscono soprattutto da una sperimentazione sul campo: si tratta del tentativo, compiuto da chi scrive, di trasformare un servizio prevalentemente clinico, in un servizio etico.  L’esperimento, oltre ai documentati e riconosciuti risultati ottenuti, in termini di riduzione dei ricoveri, dei trattamenti in SPDC, di restituzione del diritto alla casa e al lavoro per un numero significativo di pazienti ,altrimenti condannati alla psichiatrizzazione addizionale, ha compreso una sistematizzazione, provvisoria e locale, delle pratiche di inclusione, che ritengo possa avere una qualche utilità come indicazione di metodo e come invenzione di prassi, mirate alla soluzione del problema della marginalità, partendo dalle condizioni concrete e dalle connotazioni che tale problema ha assunto localmente

 

Raffaele GALLUCCIO- Psichiatra

Servizio di Salute Mentale di Castelnovo nè Monti (Reggio-Emilia)

(Rivista Sperimentale di  Psichiatria - n. 1 -Anno 2011, Vol. CXXXV

 

IL SERVIZIO PSICHIATRICO TERRITORIALE: MUTAMENTO ISTITUZIONALE E NUOVA OPERATIVITA’

 

                                                                  PREMESSA

I Servizi Psichiatrici istituiti subito dopo la promulgazione della L. 180 assunsero i connotati di Servizi eclettici: servizi che, come chimere, combinavano in “collage” riferimenti differenti ed eterogenei. Più precisamente, in tali servizi l’operatività aveva i suoi rimandi teorico-operazionali nei modelli paradigmatici prevalenti in quegli anni, che erano diversi e contraddittori e che erano nati fuori dai contesti della lotta anti-istituionale: lo studio privato del clinico, il lettino dello psicoanalista, lo specchio bidirezionale del terapista relazionale, ecc. Il motivo principale per cui nei primi servizi si realizzò tale apposizione di modelli eterogenei e tale eterotopia, sta soprattutto nel fatto che il processo riformatore non fu mai pienamente e consapevolmente assunto, dalla gran parte degli operatori, come  atto di cura, gravido di implicazioni teoriche, da disvelare ed  elaborare, alle quali riferire  formazione e operatività; in altre parole, la fondazione dei servizi territoriali non si compì, oltre che come atto istituzioanle, anche come fase iniziale di una  ricerca. Ne conseguì, fra l’altro, una schizofrenia formativa, che persiste tuttora, per cui gli psichiatri si formavano nelle scuole di specializzazione universitarie, sulle tesi della vecchia psichiatria accademica di stampo organicista e apprendevano la psicoterapia, pagando uno dei tanti training privati, ispirati ai modelli cui si è accennato in precedenza.

Gli interventi psicoterapici, che venivano praticati nei Servizi eclettici, erano confusi, segnati dalla competizione tra professionisti, che si riferivano a modelli diversi e dalla trasposizione in un contesto, quello del Servizio pubblico, di fatto inagibile, sia per il tipo di utenza che vi aveva accesso, sia per la non riproducibilità dei setting previsti per l’applicazione di tali modelli.

La pratica sociale si declinava in svariate operazioni di apparente inclusione ed era ispirata dalla adesione, ideologica ed axiologica, al movimento nato con la riforma.

Nel complesso, le pratiche del Servizio eclettico erano contraddittorie e deboli perché prive di espliciti e coerenti fondamenti teorici. Se non si fosse posto rimedio a queste carenze, tali pratiche rimanevano esposte, nel lungo periodo, alla revisione del processo di deistituzionalizzazione e alla restaurazione, in forma aggiornata, della psichiatria intramuraria, con il prevalere della funzione di controllo che la caratterizza.

 

I Servizi eclettici si sono trasformati, nel corso degli anni, secondo due direttrici completamente diverse, così che, attualmente, possono essere descritti due tipi ideali di Servizio di Salute Mentale: il Servizio di tipo clinico, o ermeneutico ed il Servizio di tipo etico¹, o dialettico.

Questi Servizi, apparentemente non si differenziano: ambedue i tipi sono dotati di ambulatori, strutture residenziali, centri diurni, appartamenti, possibilità di erogare sussidi e borse lavoro. Ambedue hanno la stessa dotazione di professioni: medici, educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri, assistenti sociali, psicologi, amministrativi. Essi, tuttavia, sono incommensurabili per quanto riguarda la definizione dell’oggetto del proprio agire, per il tipo di relazioni che intercorrono all’interno dell’equipe e con i pazienti, per il tipo di relazioni con il

contesto umano e sociale nel quale agiscono, per il modo in cui declinano le proprie pratiche e per la concezione implicita della cura che ispira ognuno di essi.

 

¹Ad evitare confusioni, si fa presente che <<etico>> viene qui usato in contrapposizione a <<tecnico>> e non come sinonimo di <<equo>>.

 

 

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aut aut dedicato ad Agostino Pirella

aut aut dedicato ad Agostino Pirella

autaut

 Presentazione da remoto del numero di aut aut dedicato ad Agostino Pirella

 

Parteciperanno Massimo Bucciantini, Martino Pirella, Roberto Beneduce, Silvia Calamai, Marica Setaro, Pompeo Martelli, Pier Aldo Rovatti, Pierangelo Di Vittorio e Mario Colucci

 

Diretta streaming sul YouTube canale di aut aut al link:

 

Agostino Pirella : l'esperienza di Arezzo

 

Pubblicati gli atti del Convegno di Arezzo

Pirella Bondioli

 

 

E' appena uscito il volume "Agostino Pirella : l'esperienza di Arezzo a quarant'anni dalla legge 180", con il contributo di Psichiatria Democratica e del Centro Franco Basaglia di Arezzo.

Il volume - curato da Cesare Bondioli- contiene gli atti del Convegno tenutosi presso il Campus del Pionta nel giugno del 2018. Numerose e interessanti le relazioni sulla straordinaria esperienza aretina nel campo della Salute Mentale europea, e sul ruolo svolto dal prof. Agostino Pirella, che, insieme ai suoi collaboratori, scrisse pagine importanti di riscatto e liberazione dal manicomio di migliaia di uomini e donne, tracciando la via per lo sviluppo sempre maggiore di una Salute mentale comunitaria.

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PER IL CENTRO DIURNO “CUNEGONDA” DI BARI

PSICHIATRIA DEMOCRATICA PUGLIA

A DIFESA DEL CENTRO DIURNO “CUNEGONDA” DI BARI

 

Al Sindaco di Bari Ing. Antonio Decaro

 Al Presidente del Consiglio Comunale di Bari  dott. Michelangelo Cavone

 Al  Presidente del Municipio 3 S. Paolo  dott. Nicola Schingaro

Al Direttore Dipartimento Salute Regione Puglia  dott. Vito Montanaro

 Al Direttore Generale ASL BA  dott. Antonio Sanguedolce

 In un momento in cui , per l'emergenza sanitaria del coronavirus, gli essere umani si sono distanziati tra loro, delegando affettività e legami personali a computer e apparecchiature elettroniche, la sofferenza psicologica, nascosta dietro le pareti di case ,uffici e mascherine, cresce sempre più silenziosamente perché impoverita di relazioni significative che nessun intervento  a distanza può sostituire.

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13 maggio 1978: legge Basaglia

13 maggio 1978: 

è approvata 

la legge Basaglia

cosi lo ricorda, con un bellissimo cartone animato,  "la Bottega del Tempo"

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riflessioni sul numero verde di ascolto per l'emergenza COVID-19

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Società Italiana di Psichiatria Democratica ONLUS

 

 

Alcune riflessioni sul numero verde di ascolto per l'emergenza COVID-19

Il numero verde di supporto psicologico attivato dal Ministero della Salute e della Protezione Civile introduce una rilevante novità e suggerisce alcune riflessioni.

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P. D. chiede la convocazione del Tavolo Tecnico Salute Mentale del Ministero della Salute

logoPsichiatria Democratica chiede di nuovo la convocazione del Tavolo Tecnico Salute Mentale del Ministero della Salute 

 

Gentile Direttore, care e cari colleghi, membri tutti del Tavolo Tecnico Salute Mentale,

 

l’emergenza COVID ha inevitabilmente monopolizzato l’attenzione in questi ultimi due mesi portando a concentrare le forze sui provvedimenti organizzativi e logistici necessari a fronteggiarla.

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W Il Primo Maggio 2020

W IL 1° MAGGIO

calvino

“… L’ideale che in un 1° Maggio non lontano gli uomini si riconoscano tutti liberi e fratelli, le fabbriche cessino di forgiare strumenti di morte, ci sia per tutti lavoro e riposo, la produzione non subisca carestie né congestioni, l’arte e la scienza, veri fini dell’umanità attingano a nuove conquiste.

Utopie? Ci si arriverà, siatene certi. Dipenderà da noi l’arrivarci in dieci anni o in dieci secoli. Solo allora potremo dire che il sacrificio dei tanti caduti nella lotta non è stato sterile.”

Italo Calvino (1945)

Dalla “La voce della democrazia”, uscito martedì 1° maggio 1945

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Pillole per affrontare lo stress del soggiorno obbligato a casa

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pubblicato anche su psichiatriademocratica.org 

LT-A.214 copia

Pillole   per affrontare lo stress del soggiorno obbligato a casa

Buongiorno, buongiorno, buongiorno da tutti noi di Psichiatria Democratica.

E visto che dobbiamo restare a casa per poter sconfiggere presto e, ci auguriamo, definitivamente, questo Coronavirus, proviamo a non annoiarci e, magari, a scegliere come farlo, attraverso l’acquisizione di semplici concetti.

Per tutti gli operatori che aderiscono alla nostra società scientifica, quella che viene chiamata Salute Mentaleè determinata dalla coesistenza, in stretta correlazione e interazione, tra due aspetti: la salute psichica e la salute sociale. Tutto questo lo affermiamo per la lunga esperienza maturata sul campo, nel corso degli anni, in questo settore così delicato e complesso, a fianco e con quanti soffrono condizioni, spesso gravi, di disagio mentale.

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Il Paradigma dell’ultimo

Il Paradigma dell’ultimo

“…Sul piano relazionale corrisponde alla identificazione con gli oppressi, ci ha permesso di partire dal paziente più grave, dal più regredito, da quello ritenuto più incomprensibile, pericoloso, per dimostrare che era possibile cambiare la situazione…” [1]

A quasi trent’anni di distanza torna alla ribalta il Pio Albergo Trivulzio, la “Baggina”, dalle cui vicende nel 1992 partì l'inchiesta di “ Mani pulite che sfocerà poi in Tangentopoli.

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L’emergenza sanitaria non lasci indietro i pazienti psichiatrici

Coronavirus, l’appello di Psichiatria Democratica: «L’emergenza sanitaria non lasci indietro i pazienti psichiatrici»

intervista a Salvatore Di Fede (Segretario Nazionale di P.D.) su Sanitainformazione.it

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no agli algoritmi per scegliere

La scelta tra chi lasciar vivere e chi morire non si può basare su un algoritmo

di Claudio Agostini  Coordinatore Dipartimento di Psichiatria APSS Trento

segui il link su quotidianosanità.it

APPELLO – Covid-19: la tutela della salute mentale

APPELLO – Covid-19: la tutela della salute mentale cruciale per contrastare i danni dell’epidemia.

Pubblichiamo l’Appello rivolto a Governo e Regioni:

Covid-19: la tutela della salute mentale deve diventare uno degli obiettivi cruciali della strategia per contrastare i danni dell’epidemia.

PER ADERIRE SCRIVI A: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  

 

  • L’emergenza determinata dall’epidemia Covid-19 ha pesanti effetti sulla vita di tutti i cittadini, ancor più gravi per le persone con sofferenza mentale, per i più anziani, per le persone con disabilità e con malattie croniche.
  • E’ unanimemente riconosciuto che questa emergenza determinerà conseguenze a lungo termine. I disagi dell’attuale situazione, e la crisi economica e occupazionale che si profila, rischiano di provocare forti sofferenze nel corpo sociale, che devono essere affrontate con misure economiche e occupazionali; e che non devono essere rappresentate come problema psichiatrico, oggetto di un’ennesima diagnosi.
  • Pur tuttavia vanno sottolineate gravi preoccupazioni per la salute mentale delle popolazioni. L’OMS, nella consultazione sul Global Action Plan (2020-2030), ha aggiunto un obiettivo riguardante “La salute mentale nelle emergenze umanitarie”. E proprio in questi giorni è stata diffusa la Guida OMS “COVID-19: Guida operativa per mantenere i servizi sanitari essenziali durante un epidemia”, che indica tra i servizi essenziali da garantire quelli riferiti alle persone con problemi di salute mentale e più in generale alle persone non autosufficienti e con patologie croniche.
  • La tutela della salute mentale deve diventare dunque uno degli obiettivi cruciali della strategia più generale per contrastare i danni dell’epidemia Covid-19.
  • In Italia ancora non è così. Le importanti misure disposte dal Governo per il potenziamento delle risorse del SSN e del personale impegnato in prima fila per fronteggiare l’emergenza della pandemia da Covid-19 non tengono conto della salute mentale.
  • Mentre tutta la sanità è sottoposta a un grandissimo stress e ad una sfida senza precedenti, la salute mentale, i suoi utenti, le famiglie, gli operatori, soffrono in silenzio. L’impoverimento dei servizi, la loro riduzione e accorpamento, la carenza del personale, già presenti e denunciati da molti anni, si sommano al fatto di essere messi oggi in coda alla lista delle priorità di salute. Paghiamo oggi lo scotto di una lunga assenza o di una debolezza dei governi centrali e locali nel contrastare il riduzionismo assistenziale (poca assistenza domiciliare, poca rete nelle comunità locali, un’escalation di impiego farmaci a lunga azione, carenti interventi per l’inclusione sociale) in perfetta linea con la “trilogia” predominante: visita ambulatoriale, ricovero in SPDC, invio in strutture residenziali, un circuito che favorisce la cronicità e non la ripresa e la guarigione delle persone. Eppure una delle convinzioni maturate in questa pandemia è che il mantenimento e il rafforzamento dei presidi territoriali sono decisivi per sconfiggere il Covid 19.
  • In questa emergenza, si rischia la catastrofe del sistema territoriale di salute mentale italiano. Occorre agire immediatamente.
  • Per la tutela della salute pubblica bisogna garantire il funzionamento della rete territoriale della Salute Mentale, come dei servizi territoriali rivolti agli anziani, alle persone con disabilità, alle persone con malattie croniche.
  • Riteniamo necessario che il Governo d’intesa con le Regioni emani disposizioni chiare valide su tutto il territorio nazionale chiarendo che i servizi di prossimità devono garantire ovunque le attività terapeutiche e riabilitative, rispettando le misure di prevenzione e protezione per operatori e cittadini-utenti, e indicando esplicitamente le tipologie di attività da garantire. Questo orientamento è tanto più necessario di fronte a scelte difformi tra le regioni.
  • Servono ulteriori e più stringenti disposizioni rispetto a quelle contenute nelle attuali norme, per:

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La proposta di Psichiatria Democratica

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La proposta di Psichiatria Democratica per affrontare la crisi del Covid-19

(Tavolo della Salute Mentale presso il Ministero della Salute)

Abbiamo apprezzato i contributi fin qui pervenuti al Tavolo che rappresentano proposte organizzative intese a omogeneizzare e unificare le azioni da intraprendere e le misure da adottare in questo frangente. Essi andranno in qualche modo unificati così che il prodotto finale promosso dal Tavolo stesso sia unico, espressione della posizione del Ministero a livello nazionale per quanto riguarda l’interfaccia tra servizi di Salute Mentale, utenza e cittadini.

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