Bari:consegnato il libro su i 50 anni di P.D.

Consegnato al Sindaco ed al Presidente del C.C. di Bari

Il volume che racconta e testimonia i 50 anni di Psichiatria Democratica

 

sindaco di bariQuesta mattina, presso il Comune di Bari, alcuni componenti del gruppo pugliese di Psichiatria Democratica hanno incontrato il Sindaco Antonio Decaro e il Presidente del Consiglio Comunale, Michelangelo Cavone - sempre attenti e sensibili alle tematiche della Salute Mentale - ai quali hanno fatto dono del volume “Psichiatria democratica 50 anni straordinari – Cento voci a narrare di salute mentale, libertà ed eguaglianza”, edito da Marotta & Marotta.

 

Le Autorità, alle quali è stato brevemente illustrato il contenuto del libro - riccamente corredato dallesindaco di bari 2 grafiche di Sergio Staino, Guido Silvestri (Silver) e Riccardo Dalisi - che ospita riflessioni e commenti sia di operatori della psichiatria, italiani e stranieri, che di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, della chiesa, dell’informazione e delle professioni, si sono dette disponibili a presentare il volume, presso una sede cittadina, nei primi mesi del prossimo anno.

 

Bari, 28 dicembre 2023

il libro 50 anni di Psichiatria Democratica

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copertina

Comunicato stampa

 

Presentato a Roma, al Palazzo delle Esposizioni il volume: “Psichiatria Democratica, cinquant’anni straordinari”, curato da Emilio Lupo.

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Psichiatria Democratica (PD) ha celebrato i suoi cinquant’anni di vita e di attività presentando, martedì 28 novembre alle ore 18,00, in un affollato incontro che si è svolto negli accoglienti locali della libreria del Palazzo delle Esposizioni in Roma, un corposo volume, curato dal dott. Emilio Lupo per i tipi dell’Editore Marotta & Marotta (Napoli). Nel volume sono ospitati cento contributidi operatori della Salute Mentale italiani e stranieri e di quella parte della Società civile che ha condiviso e sostenuto, lungo i decenni, le battaglie portate avanti dall’Associazione. Il volume, dal titolo “Psichiatria Democratica,cinquant’anni straordinari” contiene documentazione storica e contemporanea ed è riccamente corredato da grafiche di Sergio Staino, Guido Silvestri, Riccardo Dalisi e Luca Dalisi.

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50 anni straordinari

50 straordinari

 

 

per la scomparsa di Sergio Staino

Psichiatria Democratica per la scomparsa di Sergio Staino

 

Sergio Staino è vivo e lotta insieme a noi…..!

Di Emilio Lupo

 

Caro Sergio, No, no,no: nun ce l’aviva fa’ (non ce lo dovevi fare!). Così, a tradimento, sì a tradimento che dal napoletano non si traduce in maniera letterale di inganno, piuttosto tende a rimarcare che quanto accaduto ha prodotto nell’altro meraviglia, sgomento e al contempo incredulità perché 2013 Staino Congresso PDassolutamente inaspettato, in quanto agito da persona alla quale si vuole bene. E per Psichiatria Democratica, questa grande famiglia allargata, laica e testarda che come te ha fatto una scelta di campo chiara e netta per una società giusta e di eguali, di bene te ne ha voluto sin dal primo appuntamento, quando nel 1999 mi inviasti la vignetta “numero uno”, nella quale tua moglie Bruna (che abbracciamo forte Staino Coreinsieme a Ilaria e Michele) ti offriva “ ’O core ” a un banchetto del nostro Congresso nazionale di Vico - Equense.

E poi, per venticinque anni con grande attenzione e tantissima sensibilità, calore e affetto hai seguito e sostenuto tutte le nostre battaglie attraverso i tuoi segni inequivocabili e netti, perché si realizzassero Servizi di Salute Mentale territoriali in grado di soddisfare i bisogni dei pazienti, contro i manicomi civili e giudiziari e Staino 2022 Bobo e Brunal’elettroshock e perché si dessero risposte giuste ai bisogni degli immigrati e dei senza dimora. E tutte le compagne ed i compagni di Psichiatria Democratica (che da ieri mi scrivono o telefonano dopo aver appreso la notizia della tua partenza ) e che hanno avuto il piacere di conoscerti di persona durante i nostri incontri a cui partecipavi con Bruna, ( ricordiamo tutti la vostra presenza agli eventi di Roma, Napoli,2012 Contro ESK Caltagirone e Torino), oggi insieme alle lacrime di dolore, fanno ‘o pizzo a riso ( e come te lo traduco questo ?) si regalano un sorriso a mezza bocca mentre guardano i tuoi disegni sul nostro sito o i poster che campeggiano nelle nostre case o perché ricordano le ore trascorse insieme, a dibattere dei massimi sistemi o ad ascoltare le tue straordinarie storie e gli aneddoti più gustosi, raccontati in maniera magistrale, davanti ad una pizza e a un buon bicchiere di vino, fino a tarda sera. E in questi venticinque anni di amicizia ci hanno affascinato le tue battaglie sempre controcorrente, da uomo libero che usava la matita per difendere i diritti e la libertà di ciascuno e di tutti e l’ironia come grimaldello per fare breccia nelle stanze del potere e costruire alleanze per 2017 Staino Convegno Castelvolturnosbaragliare i nemici del popolo.

No, nun ce l’aviva fa’,a tradimento, Sergio, mò che festeggiavamo da un lato le nozze d’argento tra te e noi di Psichiatria Democratica e, allo stesso tempo, ci facevi giungere, attraverso tuo figlio Michele, le vignette che avevi realizzato per noi in occasione del cinquantenario dalla nascita dell’Associazione fondata da Franco Basaglia e altri nel 1973!.

A tradimento ci hai lasciati, dopo averci illusi perché solo lunedì scorso ti avevamo sentito al telefono quando a Paolo Handel avevi detto di passarti la2003 Congresso Nazionale PD cornetta.

A tradimento Sergio, perché mi volevi salutare….?!

E ora come facciamo tutti?

Lo capiremo presto, perché le persone a cui si vuole bene trovano sempre il modo di fare battere il cuore.

Un abbraccio grande e forte da tutta Psichiatria Democratica per la quale continuerai a vivere ogni giorno.

Ciao carissimo Sergio. Ciao. Ciao.

Comunque nun ce l’aviva fa’!

Emilio

i suicidi nelle carceri

logo PD

COMUNICATO STAMPA

I suicidi nelle carceri:

le proposte di Psichiatria Democratica

 

nuovi commenti al 5/4/24

Grande dolore, angoscia e forti preoccupazioni, è quanto ha registrato Psichiatria Democratica nel Paese a seguito delle tragiche morti avvenute nelle carceri italiane in questi ultimi giorni. Tre vite spezzate richiamano Governo e Parlamento a passare dai rituali e generici annunci di interventi ad atti concreti capaci di affrontare – in maniera organica – tutte le problematiche relative alla detenzione. Non dimentichiamo che si tratta di persone affidate allo Stato che ne doveva garantire dignità, salute e incolumità fisica e che l’articolo 27 della nostra Costituzione richiama esplicitamente l’umanità della pena e la sua finalità di rieducazione del condannato.

Sempre più oggi le carceri, invece, sono ridotte a discariche sociali, dove vengono rinchiusi i soggetti considerati “difficili” che sono esclusi dal welfare. Senza veri ed efficaci percorsi di recupero.

Per questo, secondo Psichiatria Democratica, va denunciata e contrastata la ritualità che ad ogni tragedia vede indicare come soluzione al sovraffollamento la costruzione di nuove carceri o l’utilizzo di nuove strutture detentive come le caserme dismesse. Invece, chi vi opera sa bene che lo si contrasta efficacemente con congrui stanziamenti sociali e con il ricorso alle pene alternative. Per le persone ristrette che non abbiano commesso reati gravi e/o con pene da scontare inferiori ai quattro anni Psichiatria Democratica ritiene indispensabile definire autentici percorsi di inclusione sociale che preveda l’istituzione di corsi di formazione interni e il rilancio dell’occupazione esterna presso gli Enti Locali e/o nella Cooperazione.

Parallelamente alle pene alternative, dovranno essere stanziati congrui fondi per migliorare ambienti e strutture carcerarie la cui carenza (acqua, docce, servizi igienici, aree verdi, attività di formazione e lavoro, ecc.) finisce, nei fatti, per aggravare la pena. In alcuni istituti penitenziari vi è, infatti, una vera assenza di civiltà da affrontare e risolvere.

Scelta prioritaria deve comunque essere quella di adeguare gli organici non solo del personale di custodia, ma anche di tutte quelle figure – medici, psichiatri, psicologi, infermieri, educatori professionali, assistenti sociali, ecc. – senza le quali i progetti auspicati rimarrebbero impraticabili. Per Psichiatria Democratica, infine, è necessaria una approfondita riflessione sulla realtà e sul funzionamento delle sezioni carcerarie psichiatriche per valutare la loro adeguatezza a rispondere ai bisogni di salute dei detenuti ivi ristretti.

Psichiatria Democratica fa suo l’ammonimento, contenuto nella Relazione al Parlamento, del Garante Nazionale dei Diritti detenuti, dott. Mauro Palma : “il primo diritto che l’umanità deve garantire è l’appartenenza ad essa”.

15 agosto 2023

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che cos'è la psicologia

Vi segnaliamo l'articolo della d.ssa Loredana di Adamo 

pubblicato su quotidianosanita.it

 

 

 

Che cos’è la psicologia? Infanzia, adolescenza ed età adulta. Quale cura? 

 

Sostegno dei lavoratori della cooperazione sociale in lotta

Psichiatria Democratica a sostegno dei lavoratori della cooperazione sociale in lotta.

Psichiatria Democratica (PD) sostiene la lotta degli operatori della cooperazione sociale, impegnati da oltre trent’anni nei Servizi di Salute Mentale della ASL Napoli 1, in difesa del posto di lavoro ora - da quanto apprendiamo - in pericolo per molti educatori ed operatori socio sanitari.

PD ricorda il contributo di innovazione e creatività, offerto dal Terzo settore, sia nella grande battaglia per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici della città di Napoli, sia nel processo di realizzazione, negli anni, delle articolazioni funzionali territoriali del Dipartimento di Salute Mentale napoletano ( Centri diurni di riabilitazione, Case-famiglia e gruppi appartamento, inserimento lavorativo etc.) un processo esaltante, che ha visto il Servizio sanitario pubblico al centro del radicale cambiamento nell’ assistenza psichiatrica.

Psichiatria Democratica è certa che nel confronto tra le parti prevarrà sia la necessità di mantenere i livelli occupazionali degli operatori - in un momento, peraltro, di grave crisi soprattutto al sud – ed altresì che non venga disperso l’enorme patrimonio di saperi e pratiche di cui sono portatori questi lavoratori, i quali hanno sempre sostenuto e difeso i dettami e lo spirito della legge 180/78.

Napoli, 2 agosto 2023

 

Solopaca: Le forme dell'emozione...

le forme dellemozione

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fuori e dentro le mura

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45 anni della legge 180

La legge 180 ha 45 anni.

Non è un anniversario qualsiasi questo dei 45 anni dall’approvazione della legge 180. Oggi non è concesso far ricorso a quel tanto di retorica che accompagna sempre le celebrazioni: la recente morte della dottoressa Barbara Capovani a Pisa e il clima diffuso di allarme che ne è derivato stanno dando uno impulso a tutti coloro che auspicano una revisione legislativa. È possibile che si crei una saldatura tra una psichiatria istituzionale e accademica di stampo medico e organicista e alcuni dei partiti che compongono l’attuale coalizione di governo, che del tema della sicurezza hanno da sempre fatto il loro cavallo di battaglia: l’equazione follia-violenza ripropone, alla ricerca di consensi e conferme, soluzioni reclusive, repressive, pretestuosamente preventive.

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1maggio2023

w 1 maggio

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dialoghi sulla clinica contemporanea

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Spazio7

ritorno a basaglia

per la scomparsa di Franco Rotelli

La scomparsa di Franco Rotelli

 

La storia della psichiatria italiana del dopo Basaglia è stata travagliata ma, nel suo complesso, ha visto per decenni l’affermarsi di pratiche e di esperienze avanzate di valorizzazione delle persone e delle loro risorse, di affermazione di diritti e di allargamento degli spazi di vita e di salute tempo addietro impensabili. A questi sviluppi hanno apportato il loro contributo, così come era avvenuto prima della legge, persone, équipe, operatori, cittadini, pazienti e famiglie in molti luoghi d’Italia. La morte di Franco Rotelli, come era avvenuto per quella di Agostino Pirella sei anni orsono, rappresenta l’uscita di scena di testimoni decisivi, una perdita per tutti coloro, noi per primi, che di una psichiatria dei diritti e delle persone hanno fatto una ragione di vita, di professione, di impegno e di militanza. Rotelli ha rappresentato con il suo percorso un passaggio dalla dimensione clinica e sociale di una psichiatria del manicomio e del post-manicomio a quella delle aziende sanitarie, legando la sua competenza professionale a quella politica alla consapevolezza che il filo tra salute mentale e scelte politiche deve essere saldato e costantemente annodato per mantenere i valori e l’efficacia delle pratiche. Lo abbiamo imparato nel tempo pagandone anche il prezzo nel momento in cui, come avvenuto di recente nella sua Trieste, il quadro politico è mutato rischiando di travolgere decenni di lavoro e con essi migliaia di vite riscattate e restituite alla loro ricchezza e complessità umana. Molti ricorderanno il Rotelli triestino, ma c’è anche quello che ha contribuito alla denuncia e allo smantellamento di manicomi non solo italiani, si pensi a Leros, e che ha accompagnato con scritti impeccabili anche il processo di chiusura degli OPG che ha visto anche noi di Psichiatria Democratica partecipi e in prima linea. Sono tempi difficili questi, in cui quell’articolazione di pratiche e politiche patisce scelte partitiche di evidente involuzione pratica e culturale, in cui i princìpi costituzionali sono piegati o assunti a vago orientamento e non a fondamento ispirativo, in cui le basi universali ed accessibili del Servizio Sanitario Nazionale pubblico sono minate ogni istante da pressanti interessi mercantili. Anche per questo la voce di Franco Rotelli mancherà. Abbiamo inviato a firma del Direttivo Nazionale le nostre condoglianze ai familiari unendoci al loro dolore.

Antonello D’Elia, Presidente di Psichiatria Democratica

intervento del dr. Pietro Pellegrini

 

ECM “La valutazione in salute mentale. Numeri, parole e persone “

organizzato da Psichiatria Democratica nei giorni 13 -14 dicembre 2022.

 

Intervento del dott. Pietro Pellegrini[1] svolto alla Tavola rotonda del Corso

"Annotazioni per un sistema di cura e giudiziario di comunità"

Abstract

La normativa italiana ha portato alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici civili e giudiziari tramite i dipartimenti di salute mentale. Per completare e rendere stabile il nuovo approccio occorre affrontare “i determinanti sociali della salute”, garantire i diritti delle persone con disturbi mentali autrici di reato, sostenere adeguatamente il welfare pubblico universale fondato sulla Costituzione. A partire dalle contraddizioni aperte e dalle crisi della politica, del sociale, della giustizia, del sistema penale, della psichiatria, il prendersi cura di tutti i bisogni della/con la persona sempre inserita nella comunità consente di andare oltre il curare o il punire, superare le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Un approccio olistico (One Health e Planetary Health) responsabilizzante e una giustizia riparativa applicabile, pur con le differenze regionali, nel contesto italiano sono i riferimenti per costruire un sistema di cura e giudiziario di/nella comunità.

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