Documento per la discussione elaborato da PD e MD a Genova (1998)

Superamento degli O.P.G. e norme relative all’imputabilità dei malati di mente

Un contributo alla discussione di M.D. e P.D. sull’abolizione dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario e sulle norme relative all’imputabilità dei malati di mente. Riportiamo di seguito una delle molteplici posizioni sul superamento degli O.P.G.

Questo contributo (di cui riportiamo per motivi di spazio solo le considerazioni finali) è il frutto del lavoro comune delle due Associazioni liguri. E’ stato difatti presentato e diffuso dagli estensori nell’Aprile scorso a Genova. Si ringraziano pertanto i magistrati A. BECONI e L. MONTEVERDE e gli psichiatri C. BONDIOLI, P.IOZZIA ( Coordinatore) e P. PELOSO per lo sforzo prodotto e per le riflessioni e gli stimoli alla discussione su temi così delicati ed importanti.

Considerazioni finali :

le nuove concezioni sulla malattia mentale e la forte spinta sociale alla riattribuzione dei diritti al paziente psichiatrico hanno determinato il superamento degli Ospedali Psichiatrici e l’avvio di una nuova forma di assistenza e cura ricollocata negli spazi della vita comune;

l’idea della malattia mentale come fenomeno caratterizzante in modo assoluto l’individuo è stata superata:ci sono persone portatrici di una malattia,che non pervade l’intero mondo del paziente e non è sufficiente a rendere ragione di tutti i suoi comportamenti;

i nuovi sistemi di assistenza si pongono come obiettivo l’autonomia e la responsabilità del paziente;in questo senso è inaccettabile affermare che una persona in quanto affetta da psicosi non può mai rispondere dei propri atti , mentre semmai si tratterebbe di valutare nei confronti del soggetto imputabile l’eventuale esistenza di una correlazione tra malattia e reato commesso per determinare nel modo più adeguato l’entità della pena;

il concetto di pericolosità non ha un fondamento scientifico e, quindi, non si presta a fornire la base per la soluzione giuridica del problema del trattamento giudiziario dell’infermo psichico autore del reato;

tutti i cittadini debbono essere considerati imputabili;

ciascun imputato ha diritto al proprio processo, come ricostruzione dei fatti che lo riguardano e di un frammento della propria storia;

per quanto riguarda la determinazione e l’esecuzione della pena,si dovrà tenere conto, a monte, delle eventuali attenuanti speciali connesse all’esistenza di una relazione tra malattia mentale e fatto commesso e, a valle, della necessità di prevedere luoghi e condizioni di esecuzione della pena tali da garantire l’adozione delle più opportune misure sanitarie…….

all’interno di almeno un istituto penitenziario di ciascuna regione andrà attivata una piccola sezione,operante in stretto collegamento con il DSM territorialmente competente ,destinata ai soggetti che presentino in carcere disturbi psichici o siano stati condannati a pene detentive ed esclusi dalle misure alternative.

 

 

Note sulla "chiusura" degli O.P.G.del Dott. Lorenzo TORESINI ( Primario C.S.M. Portogruaro)

Si ritiene atualmente improcrastinabile la necessità di unprocesso di graduale chiusura degli O.P:G.. Stante tuttora l’ineludibilità della questione delle"misure di sicurezza" tale processo dovrà essere necessariamente lento seppur radicale.

1)Riteniamo di essere contrari alla "riconversione" degli O.P.G. in strutture "forensi" decentrate. Tali strutture infatti:

a)rischierebbero di alimentare l’equivoco della pericolosità, mantenendo l’ambiguita del controllo psichiatrico;

b)sarebbero caricate inevitabilmente di una congerie di risposte poco pertinenti,attinenti alla fascia generica della devianza sociale(persone con reati minori,minacce ecc,"normalmente " depenalizzate).

c)stornerebbero quote sempre più cospicue del budget per la Salute Mentale,a detrimento di questi ultimi Servizi (vedi Gran Bretagna).

2)Si deve quindi agire sulla seguente tetrade culturale e di lavoro:

a)la definizione peritale di incapacità totale.Oggi è sempre più chiaro che ad una diagnosi di psicosi non necessariamente corrisponde una perdita totale del senso etico comune. L’incapacità totale(art.88 c.p.) praticamente non esiste (solo esseri vegetativi o forse epilettici temporali, casi in cui l’esecuzione di reati commessi è rarissima se non impossibile).

b)l’avvio di tutti questi casi a regolari procedure giudiziarie.Diritto al processo(elaborazione anche riabilitativa e terapeutica)e diritto alla difesa,sia pure all’interno delle attenuanti derivanti dall’art.89 c.p.

c)l’apertura dei Servizi territoriali nelle Case Circondariali mediante apposite convenzioni fra Ministero di Grazia e Giustizia ed Aziende Sanitarie Locali.

d)l’affido di questi casi alle misure alternative del Codice Penitenziario:arresti domiciliari presso i Servizi,semilibertà.Tali misure valorizzano la quota di responsabilità dei rei pazienti.

Si sicorda quindi:

-il ruolo dei magistrati di periti peritorum, che consente di respingere la linea della tradizione di ritenere tutti i casi di reati ii psicosi come totalmente incapaci(art.88 c.p.)

-l’opportunità di ampliare la dottrina attraverso coinvegni ,pubblicazioni ecc. e giurisprudenza . In tal modo la graduale chiusura e riconversione degli O.P.G. sarà radicale,seppure evidentemente e inevitabilmente graduale.

Dott. Lorenzo Toresini