ALTRA MORTE ALL'OPG DI BARCELLONA

 

COMUNICATO STAMPA 
ALTRA MORTE ALL'OPG DI BARCELLONA, stopOPG Sicilia: "SI ACCELERI PERCORSO CHIUSURA"   "L' ennesima morte, a distanza di pochi giorni dall' ultima, nell' ospedale pschiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto conferma una situazione insostenibile che va subito affrontata accelerando il percorso che deve portare alla chiusura di questa struttura": lo dice Elvira Morana, del Comitato StopOpg,  a proposito del decesso di un internato nell'Opg della citta' del messinese. " Su questa morte- aggiunge Morana- chiediamo sia fatta chiarezza. Sollecitiamo inoltre- prosegue-  l'immediato ripristino di condizioni di civilta', cosa che significa piani di cura individualizzati in contesti del tutto diversi dagli Opg, che, come e' ampiamente dimostrato, non fanno altro che aggravare la condizione delle persone fino alla morte".
 ufficiostampacgilsiciliaPalermo, 10 luglio -

Nota per il Sig. Sindaco Dott. Luigi De Magistris e l'Assessore Sergio D'Angelo, per l'attivazione di un Centro Diurno in Via Bernardo Tanucci n.9 (ex Albergo dei Poveri), a favore di persone senza fissa dimora (sfd).

 

Così come abbiamo avuto modo di ricordare - durante il cordiale incontro, svoltosi con il Sindaco Luigi De Magistris, e con l'Assessore alle Politiche Sociali Sergio D'Angelo di recente, nel Palazzo comunale - è in grande aumento nella nostra città  il numero di quanti vivono per strada. La persona senza fissa dimora perchè in grave difficoltà, fa fatica a veder riconosciuti,oggi, anche i più elementari diritti costituzionalmente garantiti: un luogo dove dormire, un luogo dove lavarsi, cura e assistenza sanitaria, residenza anagrafica, accesso ai servizi sociali, riconoscimento del diritto a percepire pensioni e sussidi, ecc. La mancata risposta a tali elementari bisogni, ha fatto registrare anche  l'aumento di  persone decedute nelle strade di Napoli, situazione, questa, che sollecita risposte complessive, articolate ed integrate tra i diversi attori in campo, così come affermato dal primo cittadino nel corso del confronto.

Articolare risposte differenziate e sempre più adeguate, in grado di rispondere realmente alle tante necessità di chi è costretto in strada, è quanto mai urgente ed in ragione di questa emergenza resa cronica dall'insensibilità delle precedenti Amministrazioni comunali che chiediamo di procedere per tappe. Tappe credibili, con risorse adeguate e tempi certi di attuazione, ma anche lotta agli sprechi e, perciò, necessità di coordinare il preesistente a favore di un progetto/percorso in grado di fare fronte a qualsivoglia necessità.

In ragione di questa scelta di fondo, si richiede di destinare i locali di proprietà comunale di via B. Tanucci n.9 a "Centro diurno per persone sfd", promosso dal Comune di Napoli e, in una prima fase, così articolato:

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DALLO SMANTELLAMENTO DELLE ISTITUZIONI TOTALI AL PROTAGONISMO DEGLI UTENTI: LA COOPERAZIONE SOCIALE PER LA SALUTE MENTALE

Utenti, familiari, operatori e associazioni a Roma per l’incontro
nazionale di Legacoopsociali

“Fermare il Ddl Ciccioli passato alla Camera e costruire una Rete tra
servizi pubblici, associazionismo e cooperative”


Roma, 23 maggio 2012  Oltre un centinaio i partecipanti, cooperative
sociali e associazioni degli utenti, dei familiari e degli operatori
(Airsam, Coordinamento Nazionale Utenti Salute Mentale, Psichiatria
Democratica, Unasam), hanno partecipato al seminario nazionale “Dallo
smantellamento delle istituzioni totali al protagonismo degli utenti: la
Cooperazione sociale per la Salute Mentale” organizzato da
Legacoopsociali sul futuro del settore e che si è tenuto ieri al Nuovo
Cinema Aquila. Il dibattito si è articolato sulle tante questioni legate
al reinserimento e all’inclusione dei sofferenti psichici: superamento
degli Opg, abitare, budgets di cura, doppie diagnosi, lavoro, esordi,
salute mentale come bene comune, salute mentale e dipendenze da
sostanze, salute mentale e nuove dipendenze, partendo dalla
presentazione delle buone pratiche che le cooperative sociali stanno
sviluppando su questi temi.

«Le politiche di Salute Mentale – ha affermato Gian Luigi Bettoli,
responsabile per il settore nella Presidenza di Legacoopsociali – non
sono un intervento rivolto a una pretesa “minoranza deviante” ma sono un
elemento fondativo del benessere generale della popolazione. A
dimostrarlo sono i dati: un quinto degli italiani incontra almeno una
volta nella vita problematiche di disagio psichico. Analogamente, per la
cooperazione sociale l’impegno e l’intervento sulla Salute Mentale sono
elemento fondativo dell’iniziativa delle cooperative sociali, sia sul
versante dell’inserimento lavorativo che dei servizi socio sanitari ed
educativi, sin dai tempi delle prime esperienze di deospedalizzazione
che portarono alla Legge 180 del 1978.”

“Non ci culliamo nel tentativo di riproporre i sacrifici, le battaglie e
i successi del passato” ha proseguito Bettoli. “Oggi, una nuova
generazione di cooperatori sociali sta prendendo in mano quel testimone,
con una visione che si rinnova ma non è meno ferma e netta nei suoi
riferimenti sostanziali: il superamento di ogni forma di
istituzionalizzazione reclusoria e contenitiva, la promozione di servizi
a base comunitaria operanti in rete nei territori e, in primo luogo, la
centralità e il protagonismo della persona concreta  soggetto del lavoro
di cura e del percorso di inclusione. Come cooperatori sociali,
riteniamo un fatto storico il sorgere finalmente, anche nel nostro
paese, di associazioni di utenti, che recentemente si sono riunite in un
loro Coordinamento nazionale.”

  “Per questo” ha sostenuto Paola Menetti, Presidente dell’Associazione,
“Legacoopsociali esprime pesanti riserve sul DdL Ciccioli approvato
dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nei giorni
scorsi (che, all’indomani della chiusura degli Ospedali Psichiatrici
Giudiziari, ripropone la contenzione manicomiale sotto altre
definizioni) e si unisce  alle iniziative che chiedono sia fermato.”

“Il problema non è certo quello di avere ulteriori nuove leggi, ce ne
sono abbastanza per operare” ha ribadito Bettoli. “E’ la situazione
reale di incompleta applicazione della legge 180 e delle normative
attuative a preoccuparci. Parlare di applicazione a macchia di leopardo
appare francamente riduttivo. Bisogna avere il coraggio di dire con
forza che la legge 180 non è applicata nella globalità del territorio
nazionale, in "coerenza" frustrante con la mancanza di risorse, di una
rete diffusa di servizi di neuropsichiatria infantile e
dell'adolescenza, con la centralità tuttora inviolata delle strutture
ospedaliere e perfino con la permanenza di pratiche di contenimento, non
solo farmacologiche. Ci preoccupano le iniziative di progressivo
smantellamento dei Dipartimenti di Salute Mentale in diversi territori,
ed il crescente numero di servizi di territorio che vengono chiusi,
quasi sempre a beneficio di ben più costosi reinternamenti in strutture
sanitarie private.”

“I fatti” ha concluso Paola Menetti “confermano la nostra convinzione
che mettere al centro delle politiche per la Salute Mentale il lavoro di
rete, tra servizi pubblici, associazionismo e cooperazione sociale, tra
risposte specialistiche e lavoro di inclusione sociale, è non solo più
utile ed efficace per le persone, ma nel tempo anche più efficiente e
meno costoso. Chiediamo che questo orientamento sia pienamente assunto
nel percorso di definizione del nuovo Patto per la Salute.”

Maria Antonietta Farina Coscioni a Venezia per la presentazione del libro "Matti in libertà"

 

Venerdì 20 aprile alle ore 17.30 a Venezia presso la Scoletta dei Calegheri - San Tomà (vicino chiesa dei Frari a 5 minuti da piazzale Roma), presentazione del libro di Maria Antonietta Farina Coscioni: Matti in libertà, un viaggio nei sei ospedali pschiatrici giudiziari italiani.


Ne discutono con l'autrice:

·                     Emilio Lupo - psichiatra segretario nazionale di psichiatria democratica

·                     Anna Maria Marin - avvocato camera penale veneziana

·                     Delia Murer - deputata componente XII commissione affari sociali

·                     Maria Teresa Menotto - associazione il granello di senape

·                     Franco Fois - associazione Luca Coscioni Venezia

 

 

Matti in libertà:

Dimenticati da tutti e costretti a vivere in strutture fatiscenti, circondati da agenti penitenziari, invece che da esperti medici e infermieri professionali. Ecco le disumane condizioni cui sono sottoposti gli internati degli Opg (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), così come emergono dal viaggio inchiesta di Maria Antonietta Farina Coscioni. Le voci di chi in questo mondo ci vive, dai pazienti ai loro familiari, dai medici agli agenti di polizia penitenziaria. Gli accorati appelli di chi "non può essere aiutato perché il dolore lo porta dentro".
Il report di una realtà volutamente ignorata, impreziosito da sei vignette inedite di Sergio Staino.

 

IL CARCERE POSSIBILE ONLUS

    

 IL CARCERE POSSIBILE ONLUS

CAMERA PENALE DI NAPOLI

 Mercoledi 18  APRILE 2012 ORE 12.30

sede della Camera Penale

Palazzo di Giustizia di Napoli

 

 

 

 

 

 

PRESENTAZIONE DELLO

SPORTELLO GIURIDICO

PRESSO L' O.P.G.  DI NAPOLI

un'iniziativa in collaborazione con

il Tribunale di Sorveglianza e

il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli

Introduzione:

AVV. FRANCESCO CAIA

 Presidente Ordine Avvocati  di Napoli

AVV. DOMENICO CIRUZZI 

Presidente Camera Penale di Napoli

DOTT. CARMINANTONIO ESPOSITO

Presidente Tribunale Sorveglianza di Napoli

AVV. RICCARDO POLIDORO

 Presidente "Il Carcere Possibile Onlus"

Relazione sull'attività dello sportello:

DOTT.SSA DARIA VECCHIONE

Magistrato di Sorveglianza

AVV. MASSIMO VETRANO

Vice-Presidente "Il Carcere Possibile Onlus"

 DOTT. STEFANO MARTONE

Direttore OPG Napoli-Secondigliano

 

 

Chiusura degli OPG: non è un buon inizio. Allarme di Psichiatria Democratica.

 

Le notizie pubblicare dal Sole 24 Ore sulla bozza riservatache fisserebbe i “requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi” delle strutture destinate a sostituire gli attuali OPG in base alle Legge n.9 del 17.2.2012,  destano grande allarme e preoccupazione assai forte in Psichiatria Democratica (PD) per l’ipotesi di una  gestione privata – anche imprenditoriale! -  delle strutture, per le loro dimensioni come pure per alcune per interpretazioni sulla natura di queste strutture. Psichiatria Democratica , anche in questa occasione, ribadisce la propria contrarietà e opposizione netta , ferma e decisa a formulazioni che, se approvate, stravolgerebbero spirito e lettera della Legge.


Tutto l’impianto della legge attribuisce ai Dipartimenti di Salute Mentale un ruolo centrale nella gestione dei soggetti sottoposti a misura di sicurezza laddove stabilisce la “gestione sanitaria” delle strutture di accoglienza e che “le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose devono essere, senza indugio. dimesse e prese in carico, sul territorio, dai Dipartimenti di Salute Mentale”. E’ ovvio, considerato che in qualunque momento può essere richiesta la revoca anticipata della misura di sicurezza, che il ruolo dei DSM non si espleta unicamente verso quei soggetti che hanno scontato il periodo minimo di durata della misura di sicurezza o che già si trovano in regime di proroga. Il DSM è, nei fatti, responsabile del progetto terapeutico-riabilitativo per la dimissione di qualunque soggetto sottoposto a misura di sicurezza, è l’interlocutore istituzionale in ogni fase dell’iter del percorso giudiziario del soggetto autore di reato quindi tanto del giudice che della magistratura di sorveglianza. Appare quindi gravemente contraddittorio ed inaccettabile che la gestione delle strutture sanitarie destinate ad accogliere soggetti in misura di sicurezza possa essere affidata in toto, come sembra evincersi, ad un privato.

Cosa ben diversa è se la gestione delle strutture, per es. per gli aspetti alberghieri, sia affidata dal DSM titolare a terzi o che questi, forniscano, come già spesso avviene, personale per l’attuazione dei programmi formulati dai DSM:  questi aspetti vanno ben chiariti nel Regolamento anche per evitare che si crei il grave precedente, non previsto dalle nostre leggi, di strutture detentive, sia pure sui generis, gestite da privati.

Per Psichiatria Democratica, insomma, la centralità del Servizio pubblico resta il fulcro dell'intera legge: la titolarietà dei DSM è fondamentale e ineludibile in qualsivoglia progetto di presa in carico.  

Come pure deve essere ben ribadita, secondo PD, la “esclusiva gestione sanitaria all’interno delle strutture”: questo nulla ha a che vedere con l’applicazione del regolamento penitenziario quasi che questo fosse necessitato dalla misura di sicurezza. Già oggi la misura di sicurezza si può scontare in ambienti diversi dall’OPG, per es. agli arresti domiciliari anche presso strutture nelle quali ovviamente non si applica il regolamento penitenziario. Oltremodo peregrino è, pertanto, il richiamo al codice penale o a presunti automatismi regolamento penitenziario/ misura di sicurezza e speriamo che si tratti solo di unainfelicesintesi delle posizioni degli esperti ministeriali.

L’altro aspetto che suscita perplessità è quello delle dimensioni delle strutture: si parla di 20 – 30 posti. Gli “ulteriori requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi” sono da determinare con riferimento al DPR 14.1.1997 che fissa gli standard per le strutture residenziali psichiatriche indicando in 20 il numero massimo dei posti letto. Questo limite appare, per Psichiatria Democratica, già eccessivo, dovendo le strutture conservare il carattere delle civili abitazioni, quindi le ulteriori specificazioni dovrebbero determinare standard più ridotti e non il contrario. In questo senso Psichiatria Democratica si è espressa fin dall’inizio del dibattito sul superamento degli OPG, avendo avuto modo di ribadire questa nostra posizione anche nel corso della recente audizione presso la Commissione di Inchiesta sulla efficienza ed efficacia del SSN. Il 3 aprile, difatti, dove abbiamo anche denunciato, al Senato, allarmanti segnali (proprio nel senso delle modifiche annunciate) per l’attivismo registrato da parte di grandi strutture psichiatriche private per accogliere gli ex internati (ovviamente tutto questo non può avvenire senza il consenso dei DSM che ne porterebbero comunque la responsabilità): per questo abbiamo invitato la Commissione a vigilare sulle modalità di applicazione della legge. 

Se venissero approvate le modifiche annunciate si aprirebbe una deriva neo-manicomiale che certamente la legge non auspicava: d’altra parte l’allarme è giustificato perchè l’esperienza della gestione privatistica delle strutture psichiatriche, tanto nel passato che anche oggi, si è sempre tradotta in cronicizzazione e separatezza prevalendo gli interessi economici dei gestori su quelli di cura e riabilitazione del paziente.

Il Regolamento è determinante non solo per l’applicazione della Legge per determinare le caratteristiche delle nuove strutture e il destino dei soggetti che continueranno, per ora, ad esservi ospitati ma anche per favorire modifiche legislative future: come PD ha da sempre sostenuto queste strutture non saranno nuovi manicomi (mini – opg) e le persone ivi ricoverate pazienti e non internati, se avranno piccole dimensioni, una gestione affidata ai DSM trasparente e in cui gli aspetti sanitari, come impone la legge, siano i prevalenti. Strutture così organizzate contribuiranno a favorire quella modifica dei codici in materia di imputabilità e misura di sicurezza auspicata dall’ordine del giorno (Miotto e altri) approvato dal Parlamento insieme alla Legge oltre che da tante espressioni della società civile.

 

Nuova audizione di Psichiatria Democratica al Senato.

 

Nella giornata di martedì 3 aprile, una delegazione di Psichiatria Democratica (PD) composta dai dirigenti nazionali dell'Associazione ( Bondioli, Lupo, Attenasio, Interlandi e Morlicchio) è stataconvocata, per una audizione, in Senato "in merito alla recente riforma degli OPG, nonché ad eventuali proposte integrative o volte ad una migliore attuazione della nuova disciplina". Durante il lungo incontro, gli esponenti di Psichiatria Democratica hanno avuto modo di rappresentare le loro preoccupazioni per il permanere di condizioni ambientali assolutamente carenti, rilevate -di recente - durante lo svolgimento di visite in alcuni OPG, perla detenzione di persone ultraottantenni od in regime di proroga sine die; grave allarme ha suscitato anche il riferito trasferimento in blocco di pazienti dagli OPG verso strutture convenzionate.

Per Psichiatria Democratica- è stato sottolineato- chiudere presto e bene gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari significa:

1)Definire progetti individualizzati per ciascun ospite da parte degli operatori dei Dipartimenti di Salute Mentale, ribadendo che le ASL mantengono la titolarità in tutte le fasidel progetto, attraverso le loro articolazioni funzionali, ivi compresi i servizi geriatrici e quelli dell'handicap;

2) Che nella dimissione in strutture comunitarie queste siano di piccole dimensioni, con assistenza di personale in quantità confacenti alle esigenze degli ospiti e adeguatamente formato;

3)PD ha inoltre lamentato la mancata emanazione - da parte dei Ministeri competenti –  del Decreto sui requisiti strutturali,  tecnologi e organizzativi di cui al comma 2 dell'art 3-ter della Legge, auspicando che comunque vengano adottati criteri molto restrittivi soprattutto per le dimensioni delle strutture, anche al di sotto del limite previsto (20 p.l.), vietando l’accorpamento di più moduli nella stessa struttura, onde evitare nuove concentrazioni o aggiramenti dello spirito della legge;

4) L'emanazione di un Regolamento attuativo che governi il processo di dismissione ;
5) Un idoneo finanziamento teso allo sviluppo di pratiche di inclusione territoriale, relativamente all'abitare e alla possibilità di lavorare per gli utenti;

6 ) Che venga affrontato, al più presto, il tema della riforma dei codici in materia di imputabilità, pericolosità sociale e misure di sicurezza psichiatriche.

I Senatori che sono intervenuti nel dibattito che si è sviluppato successivamente agli interventi dei rappresentanti di PD -dal Presidente Marino ai SenatoriMascitelli, Poretti, Cosentino e Soliani - si sono detti molto d’accordo sulle articolate proposte avanzate dagli esponenti l'Associazione.  Si sono detti daccordo, anche sulla necessità della riforma dei codici che, peraltro, come hanno rimarcato, nonrientra nelle disponibilità della Commissione, ringraziandoli, altresì, perquanto riferito a seguito delle recenti visite negli Istituti . Infine hanno ribadito il loro interesse a mantenere aperto il canale dello scambio e del confronto permanente, indispensabile per il miglior esito di questo complesso percorso.

Lettera di Psichiatria Democratica a Susanna Camusso.

 

                                                                     Al Segretario Generale della CGIL

                                                                                            Susanna CAMUSSO

SEDE                          

 

Psichiatria Democratica apprezza assai l’impegno con cui tu difendi le ragioni del lavoro come il diritto su cui si fonda la nostra Repubblica. Il lavoro è un diritto di tutti e perciò stesso anche dei più deboli tra i cittadini che, altrimenti, per la controriforma del Governo, saranno i primi a perdere con l’emarginazione economica e sociale la propria capacità contrattuale. Saranno queste persone, difatti, a pagare, drammaticamente, la perdita di senso dei percorsi personali di inclusione sociale che, con sempre più difficoltà, peraltro, si compiono attraverso il sostegno degli operatori di Servizi di Salute Mentale e della Cooperazione sociale. I dirigenti ed i militanti di Psichiatria Democratica sanno che i livelli di giustizia sociale raggiunti vanno, continuamente, salvaguardati e che non si deve, mai, abbassare l’attenzione intorno ai bisogni di libertà e di diritti per le persone in difficoltà.

Psichiatria Democratica perciò condivide profondamente la battaglia della GCIL a difesa dell'articolo 18 e ribadisce l'impegno comune, per la costruzione di una società più libera, partecipata e rispettosa delle necessità di ciascuno.

          Dott. Emilio Lupo - Segretario Nazionale di Psichiatria Democratica

          Dott. Luigi Attenasio - Presidente Nazionale di Psichiatria Democratica

          Dott. Salvatore di Fede - Resp. Organizzazione di Psichiatria Democratica

 

Napoli, 23 marzo 2012

Stop alla campagna di sottoscrizione per chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

 

Un grazie a quanti hanno sottoscritto il nostro appello per il superamento degli

Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG).

Psichiatria Democratica ringrazia quanti hanno firmato - nei luoghi di lavoro, nelle associazioni, nelle Università, nelle sedi sindacali, politiche, della carta stampa, etc. - l'appello per chiudere, presto e bene, quei tremendi luoghi di afflizione che sono gli  Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

I militanti e i dirigenti della nostra Associazione, nel corso dei mesi, hanno avuto, così, modo di incontrare tante persone con le quali ci si è trattenuti a discutere e confrontarsi sia sulle condizioni degli OPG, sia sul come costruire un'alternativa territoriale di accoglienza rispettosa dei diritti dei singoli e in grado di promuovere programmi operativi di inclusione sociale.

Il grande consenso- oltre 3500 firme - raccolto intorno alla nostra articolata proposta, ci conforta molto perchè come abbiamo avuto modo, recentemente, di ribadire, oggi (dopo l'approvazione della legge9/2012) inizia un lungo e difficile processo di deistituzionalizzazione. Un processo, quello appena incominciato, dove non mancheranno le resistenze al cambiamento sia dentro che fuori gli OPG, nel quale bisognerà coinvolgere le Regioni, le ASL e tutte le loro articolazioni funzionali affinchè i luoghi di accoglienza, siano attraversati dalla vita e non diventino contenitori di sofferenza. Dove le risorse economiche ed umane siano adeguate ai bisogni delle persone in difficoltà e la magistratura sia sempre più parte attiva e propositiva nel sostenere programmi alternativi alla detenzione.

Da ultimo vogliamo ringraziare i primi firmatari del nostro appello che, come ricorderete, non sono addetti ai lavori ma persone impegnate come L. Ciotti e Alex Zanotelli, scrittori ed intellettuali (dal compianto V. Consolo a C. Stajano, E. Rea e E. De Luca, S. Staino, Piero Dorfles, Giorgio Manfredonia) artisti (C. Fracci, S. Sandrelli, C. Bisio, F. Gifuni, S. Cristicchi, A. Sandrelli, M. Costanzo) docenti universitari ( L. Zevi, F. Cassano, V. Silvestrini, N. Dalla Chiesa, A. Sainati ) giornalisti (C. Mineo, A. Bolzoni, S. Ruotolo) e tantissimi altri, ma anche il mondo dell'associazionismo, del volontariato e quello della politica, il cui sostegno ci ha dato carica e speranza nel raggiungimento dell'obiettivo.

Un grazie infine a tutti gli iscritti  e simpatizzanti di Psichiatria Democratica che in ogni dove e, spesso, tra mille difficoltà hanno consentito questo successo collettivo in nome del principio di condivisione e di partecipazione attiva nella costruzione di percorsi altri, dei diritti universali di libertà e giustizia così come la lezione di Franco Basaglia ogni giorno ci ricorda.

Matti in libertà

 

Napoli, VENERDI' 3 FEBBRAIO, ore 18.00 presso la Feltrinelli in Via S. Tommaso D'Aquino 70 - Ponte di Tappia -
Presentazione del libro di MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI "Matti in libertà" - L'inganno della Legge Basaglia - Come il percorso interrotto della Legge Basaglia è ricaduto su uomini e donne in tutta Italia, vittime innocenti di un iter legislativo che non ha cancellato gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Le storie degli internati e delle loro famiglie.
 
Introduzione di GIUSEPPE CRIMALDI, Cronista giudiziario de "Il Mattino",
 
ne discutono :
 
LUISA BOSSA, deputata, già sindaco di Ercolano,
CARMINANTONIO ESPOSITO, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli,
EMILIO LUPO, segretario nazionale di Psichiatria Democratica,
RICCARDO POLIDORO, presidente de "Il Carcere Possibile Onlus", Camera Penale di Napoli,
FABRIZIO STARACE, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Modena.
L'attrice CRISTINA DONADIO leggerà alcuni brani del libro.

Appello per chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari


Vedilo a tutto schermo Invio

Contro gli OPG

Care e cari,

sottoscrivo il vostro accurato appello  per chiudere subito i sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari (O.P.G.) nei quali ancora oggi vivono in condizioni inaccettabili circa 1500 persone. Si può a ragione affermare che il nostro Paese continua a detenere una triste maglia nera in tema di diritti che dobbiamo combattere ogni giorno.
Gli OPG ne sono una dolorosa conferma. Per questo, io e il mio partito, Sinistra Ecologia Libertà, sosteniamo con convinzione le proposte di Psichiatria Democratica finalizzate allo smantellamento definitivo degli OPG.
Auspico di cuore - e mi adopererò per questo - affinché nei prossimi giorni il Governo stabilisca definitivamente la data della loro chiusura.
Un saluto affettuoso,

Nichi Vendola

Presidente Sinistra Ecologia Libertà 

Incontro-Conferenza

 

SOCIETA’ITALIANA

DI

PSICHIATRIA DEMOCRATICA

Segreteria Regionale Abruzzo

Il giorno  3 Gennaio 2012 alle ore 11,  presso il Bar dei Portici di Lanciano

La segreteria regionale ha  organizzato   un   incontro-conferenza   su

 Psichiatria e Carcere: 2012 la chiusura degli OPG

 Partecipano  

Danilo Montinaro            Psichiatra Forense, Componente del Direttivo  Nazionale             della Società Italiana di Psichiatria    Democratica –ONLUS

Bruno Fiorillo                   Componente del Sindacato Penitenziario  OSAPP

Ruggero Di Giovanni      Componente UIL Penitenziaria    

                                                              

                                                             Interverrà

                                          Sen. Alfonso Mascitelli  

          Vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta                     

          sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale   

    

si coglie l’occasione per augurare un BUON ANNO 2012                       

                                          

 

EVASIONI ROMANE

 

Nell'ambito della manifestazione EVASIONI ROMANE (vedi sito del Comune di Roma) che si tiene a Roma in questi giorni, è prevista la partecipazione di Psichiatria Democratica alla tavola rotonda che si terrà alle ore 16 del 27 dicembre 2011 a Piazza Mastai (Trastevere).
Saranno presenti Luigi Attenasio - Presidente di Psichiatria Democratica e Cesare Bondioli, della Segreteria Nazionale e Responsabile della Commissione "Carceri e OPG" di PD, che diranno delle proposte che PD ha, da tempo, eleborato per giungere alla chiusura degli OPG. Nell'occasione verrà presentato anche  il volume CARCERI E OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI:la disumanità della pena. quali alternative? Il volume che raccoglie gli Atti del Convegno organizzato da Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica (Vico Equense, marzo 2011) e curato da Emilio Lupo e Salvatore Di Fede.

FIRENZE: INCONTRO PER VIERI MARZI, PSICHIATRA FIORENTINO

 

Alla presenza di operatori toscani, veneti, romani ed emiliani, si è svolta ieri sera, venerdì 25 novembre, presso la sede di Chille de la Balanza, all'ex O. P. San Salvi di Firenze, l'incontro "Scoperte, utopie, promesse nel pensiero di Vieri Marzi", organizzato da Psicoterapia Concreta e Psichiatria Democratica per il decennale della sua scomparsa.

Vieri Marzi è stato un protagonista di primo piano della riforma psichiatrica italiana, da Firenze a Gorizia, con Franco Basaglia, da Modena a Siena, all'Ospedale psichiatrico di Arezzo che ha diretto dopo Agostino Pirella. Membro attivo di Psichiatria Democratica, con altri colleghi ha fondato a Firenze la Società Italiana di Psicoterapia Concreta.

L'incontro è stato aperto da Chille de la Balanza  con la lettura di alcuni brani sul delirio, l'inconscio istituzionale, il gruppo come terapeuta, tratti dall' "Antologia degli scritti di Vieri Marzi" (69 interventi, 506 pagine), realizzata per l'occasione, da Paolo Tranchina e Maria Pia Teodori. Nella presentazione Tranchina ha sottolineato le capacità dell'autore di collegare esperienze diverse  e di essere maestro di epigrammi come: "La psiche è infinita  perché ogni volta che ne tracci i limiti l'allarghi", "Se non sei disposto a cambiare il mondo con lo psicotico non puoi curarlo".

Sandro Ricci, di Verona, ha ricordato la radicalità del pensiero critico al quale Vieri Marzi è rimasto fedele tutta la vita, e la sua rivisitazione di aspetti fondamentali della filosofia fenomenologico-esistenziale alla luce del pensiero del filosofo Italo Valent e delle esperienze antistituzionali di Franco Basaglia e Agostino Pirella sulle quali ha continuato a riflettere con efficacia e creatività.  Importante anche lo sforzo di tenere insieme unicità e molteplicità, soggetto e  oggetto, mente e corpo, di stare insomma nella contraddizione. Nel dialogo con la follia è fondamentale l'incontro tra senso e non senso come fondante di dialettiche nuove, come l'incontro con la irrazionalità del soggettivo. In questo contesto il gruppo come terapeuta offre al paziente infiniti livelli di identificazioni, ipotesi di identità. Infatti non c'è terapia senza rovesciamento dell'esistente, senza la possibilità di viversi come unici e molteplici. Ma come incontrare la follia liberata dai ceppi del manicomio? Chi deve farlo? Con che strumenti conoscitivi, con quali modalità, modelli di rapporto?

Cesare Bondioli di Arezzo, ha sottolineato che Vieri aveva sempre la deistituzionalizzazione come base per le sue riflessioni teoriche e che sempre collegava la teoria alla quotidianità  dei rapporti con i pazienti. Fondamentali nella sua teorizzazione sono stati anche i gruppi di intervisione, nell'incontro tra diverse équipes a partire dalle storie di singoli pazienti.

Nel dibattito Maridana Corrente, di Firenze, ha riflettuto sul fatto che "L'uomo è libero solo quando può considerarsi diverso", e Luigi Attenasio, psichiatra romano, ha ricordato gli incontri tra Vieri Marzi e gli operatori della capitale, sui quali sta uscendo un libro.

Commemorazione

 

 

Un anno fa scompariva, prematuramente, il compagno Ernesto MELLONE, direttore della CGIL Campania e storico iscritto alla nostra As

sociazione.

Psichiatria Democratica (PD) lo ricorda con grande affetto per la costante attenzione ai temi delle persone in difficoltà di vita e dei giovani, e per la assidua partecipazione alle attività di PD, in tutte le sue articolazioni. Alla famiglia, alla CGIL ed a quanti ne hanno potuto apprezzarne il rigore etico, la sensibilità e la grande passione civica, Psichiatria Democratica vuole fare giungere - in questo momento - i sensi della più viva partecipazione.

 

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