Stop agli Opg

Si è tenuta a Roma, oggi 21 novembre 2013, in piazza a Montecitorio, la manifestazione con Il cavallo azzurro di Franco Basaglia, per dire: ''Stop agli Opg''.

 

Roma 21 novembre - Manifestazione chiusura OPG 2

Roma 21 novembre Manifestazione chiusura OPG 3

Roma 21 novembre - Manifestazione chiusura OPG 2

Roma 21 novembre-Manifestazione chiusura OPG 1

Richiesta incontro in relazione alla chiusura dell’ Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo F.no.


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Chiusura OPG Montelupo


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Psichiatria Democratica contraria alla proroga della chiusura degli OPG.

Psichiatria Democratica

contraria alla proroga della

chiusura degli OPG.

 

Per quanto non ancora disponibile il testo completo del decreto ministeriale che proroga al 1° aprile 2014 la chiusura degli OPG , questo provvedimento non può che incontrare la contrarietà assoluta di Psichiatria  Democratica che da anni, e con proposte concrete, si batte per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Non possiamo condividere quanto si legge nella sintesi del comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.73 del 21/03/2013 - “Viene prorogata al 1° aprile 2014 la chiusura degli Opg in attesa della realizzazione da parte delle Regioni delle strutture sanitarie sostitutive. Nel decreto si sollecitano le Regioni a prevedere interventi che comunque supportino l’adozione da parte dei magistrati di misure alternative all’internamento, potenziando i servizi di salute mentale sul territorio. Si prevede, in caso di inadempienza, un unico commissario per tutte le Regioni per le quali si rendono necessari gli interventi sostitutivi” – né ci rassicura l’affermazione del Ministro Balduzzi che (questa volta!) si procederà al commissariamento delle regioni inadempienti la scadenza.

Vogliamo ricordare al Ministro che le Regioni hanno avuto tutto il tempo per affrontare il tema della chiusura degli OPG che si è posto fin dal DPCM del 1.4.2008 (!) e che la “minaccia” di commissariamento, già prevista nella legge del 17.2.2012, non è stata un sufficiente deterrente per accelerare i processi di competenza né delle Regioni né degli uffici ministeriali che hanno colpevolmente ritardato di mesi l’emanazione del regolamento sulle strutture alternative all’opg, fornendo un comodo alibi all’inerzia regionale.

Non vi è quindi nessuna garanzia che la proroga non rappresenti, semplicemente, una dilazione e che alla sua scadenza non ci si ritrovi nelle stesse condizioni odierne.

Giova ricordare quanto successo per la chiusura degli ospedali psichiatrici dopo l’approvazione della legge 180/78: di proroga in proroga la data per l’effettiva chiusura è slittata fino al 1996 quando nella legge finanziaria – dopo pressioni continue di Psichiatria Democratica - furono stabilite sanzioni, in termini di trasferimento di risorse, per le Regioni inadempienti col risultato che la definitiva chiusura dei manicomi fu completata solo nel 1999.

Psichiatria Democratica chiede quindi che in sede di approvazione del decreto vengano introdotte analoghe sanzioni che prevedano, oltre al commissariamento, la penalizzazione delle regioni inadempienti con tagli al trasferimento dei fondi sanitari da parte dello Stato.

Nel frattempo devono essere dimessi, a cura dei Dipartimenti di Salute Mentale di competenza, tutti gli internati ancora in regime di proroga per i quali devono essere utilizzate, ove necessario, le strutture residenziali già esistenti (in Italia sono stati censiti oltre 18000 posti residenziali psichiatrici!) senza aspettare la creazione di nuove “strutture” che comporterebbero una neo-istituzionalizzazione degli attuali internati perpetuandone l’attuale emarginazione.

Solo in questo modo si eviterà che la chiusura degli OPG si traduca unicamente nel moltiplicarsi di strutture neo-manicomiali tra cui suddividere gli attuali internati, strutture che assorbiranno tutti i finanziamenti previsti dalla legge senza che rimangano risorse per formulare, per ciascuno di loro, un reale e credibile progetto terapeutico individuale. Purtroppo i segnali che provengono dalle Regioni nel loro complesso, quelle sedi di OPG e quelle che devono accogliere i loro internati attuali e quelli futuri, vanno nel senso di individuare strutture, spesso con un numero di posti letto addirittura superiore alle necessità attuali e con già ipotizzati accorpamenti di più moduli di 20 posti nella stessa sede. Si riprodurrà e moltiplicherà, in questo modo, su tutto il territorio nazionale il modello di Castiglione delle Stiviere (spesso richiamato dai commentatori) che, per quanto da sempre a gestione interamente sanitaria, rappresenta un modello manicomiale non solo contrario alla legge 180/78,  ma anche allo spirito e alla lettera della legge 9/12 che prevede una restituzione ai territori di competenza anche dei pazienti psichiatrici autori di reato.

Senza questa attenzione viene vanificato anche l’auspicio del Ministro alla Magistratura di Sorveglianza per l’adozione da parte dei magistrati di misure alternative all’internamento: essendo intervenuta la legge in regime di costanza legislativa, in attesa di auspicabili modifiche dei codici in tema di imputabilità e misura di sicurezza, l’unica vera urgenza regionale è l’individuazione della struttura in grado di accogliere gli eventuali invii da parte del magistrato dei soggetti per i quali non ritenga applicabile una misura alternativa e oggi destinati all’opg.

Manicomi criminali, rispettare la legge”

 Gli altri – 15 marzo 2013

 

In questi giorni nasceva nel 1924 Franco Basaglia (11 Marzo) e sono i giorni che la legge Severino indica come gli ultimi degli OPG, "antri dell'orrore". La Società Italiana di Psichiatria (S.I.P.), di cui “possono” far parte solo psichiatri, e Psichiatria Democratica, cui invece aderisce senza obbligo di titoli chi condivide non solo gli aspetti notarili dello statuto ma soprattutto quelli etico-culturali ("mantenere vivo e promuovere l'impegno contro l'emarginazione, l'esclusione, la segregazione e lo stigma in tutte le sue forme contro qualunque persona siano dirette, per il superamento delle istituzioni totali, pubbliche e private, civili e giudiziarie"), sono in allarme. I due allarmi accostano, uno strano ossimoro, argomentazioni opposte. La SIP, “più realista del re” (deja vù dei dubbi post180, appena nata già inapplicabile!), chiede una proroga. Non ci vuol molto a immaginare cosa avrebbe detto (Ti sè mona!) Franco Basaglia. Per Emilio Lupo e Cesare Bondioli, segretario nazionale e responsabile Carceri e OPG di Psichiatria Democratica, di cui Franco fu fondatore, i motivi di allarme sono altri: la proroga sarebbe “puramente strumentale al mantenimento dello status quo e a un sine die degli OPG. La situazione è insostenibile da tutti i punti di vista, umano, scientifico, sanitario, riabilitativo. No proroga dunque ma piuttosto il rispetto della legge. Solo una reale presa in carico da parte dei Dipartimenti di salute mentale può evitare l'abbandono e prevenire il temuto reiterarsi di reati”. Nessun avventurismo (siamo stati più volte con i colleghi psichiatri a protestare per la desertificazione di risorse dei servizi per chi sta anche molto male) ma le ispezioni della commissione Marino, le tante dichiarazioni di  Napolitano o lo sconvolgente filmato trasmesso più volte, dalla Rai a Youtube, che ha commosso e indignato, "bruciano" troppo. Basaglia, “il liberatore, il medico che chiuse le case dei matti” come titolava tempo fa Maurizio Chierici su Il Fatto Quotidiano, che “si era sfilato il camice, segno di autorità che ancora oggi intimorisce chi ha una gamba rotta, immaginiamo gli esclusi inchiodati nei letti di contenzione", sarebbe con noi.

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Sulle carceri, basta lacrime di coccodrillo.

 

La (seconda) condanna dell’Italia da parte della Corte Europea  dei diritti umani per trattamento inumano e degradante nei confronti di un gruppo di detenuti che vi avevano fatto ricorso, ha suscitato un coro di paradossali adesioni, recriminazioni, avvilimento, ammissioni di impotenza nei politici italiani.

Siamo stanchi di queste lacrime di coccodrillo.

Occorre, come richiamato anche dalla sentenza, che si attuino soluzioni strutturali, di cui non si trova traccia nei programmi elettorali della maggior parte dei partiti. La soluzione non può essere la costruzione di nuove carceri, ma una netta inversione delle politiche securitarie praticate negli ultimi decenni e una revisione/abrogazione delle leggi – da quella sulle tossicodipendenze a quelle sulla recidiva e sull’immigrazione clandestina  – che hanno determinato il sovraffollamento. E' indispensabile, inoltre, che venga praticato sistematicamente, in ogni situazione in cui questo sia possibile, il ricorso a pene alternative al carcere già praticabili, dalla detenzione domiciliare alla messa in prova. Insomma l'affermazione di una cultura della pena come possibilità di ammenda e di reintegrazione sociale, così come contenuto nella nostra Carta costituzionale all'articolo 27.

Psichiatria Democratica richiama tutti i partiti ad un reale impegno programmatico per la risoluzione dei problemi del carcere – dal sovraffollamento all’eccesso della carcerazione preventiva -  e li invita a farne un tema discriminante e prioritario di ogni futura azione di governo: su questo impegno saranno da noi valutati. 

Sequestro

 

E' stato sequestrato un reparto dell'Opg di Montelupo fiorentino e l'intero OPG di Barcellona Pozzo di Gotto.

La decisione è stata presa da parte della Commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, presieduta dal Sen. Ignazio Marino.

Le Agenzie di stampa hanno battuto la notizia che con l'ausilio dei Carabinieri, si è provveduto nella giornata di oggi 19 dicembre 2012, al sequestro del reparto denominato "Pesa" dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Montelupo fiorentino in Toscana, dell'OPG di Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia, nonchè di alcuni containers  a L'Aquila. Nella struttura di Montelupo i pazienti interessati al provvedimento sono in numero di  15, e dovranno essere trasferiti entro sette giorni, mentre i 205 utenti ristretti nella struttura siciliana, dovranno essere ospitati altrove in quanto l'intero OPG dovrà essere chiuso entro i 30 giorni.

Il Presidente Marino ha dichiarato che si  tratta di provvedimenti gravosi di cui la Commissione si assume la responsabilità, in quanto nonostante i miglioramenti notati nei due Opg il diritto alla salute non è garantito.