lettera alla "cieca di Sorrento"

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lettera col rid

La salute mentale nella terra delle sirene

Lettera aperta di un cittadino a una sua concittadina famosa, Beatrice, la “cieca di Sorrento”.

Cara Beatrice, vi scrivo perché in questo momento il nostro paese vive una situazione particolare, la cecità sembra aver contagiato molti nostri concittadini e anche alcuni degli addetti a un lavoro speciale come quello della cura del disagio mentale di cui voi siete stata una vittima e un interprete magistrale.

L’oggetto di questa missiva è di tentare di fare un minimo di luce, e voi sapete quanto sia importante per chi brancola nel buio, sulla situazione della Salute Mentale nella nostra penisola poiché già al vostro tempo nel 1852 a causa della vostra cecità e quindi della mancanza di una testimonianza ci si prese poco cura del caso e fu condannato un innocente. Pensate che circa 3500 nostri concittadini hanno firmato una petizione online sul Web (una specie di giornale del nostro tempo) per scongiurare la dismissione della U.O.C.S.M. e cioè di quella organizzazione che si occupa della cura delle malattie mentali su un territorio che va da Punta Campanella a Vico Equense.

Sono uno psichiatra alle soglie del pensionamento, ancora curioso per la cura delle “diversità”, ma costretto da sempre e da tutti alla cura del controllo e anche se qualcuno mi ha consigliato di tacere credo che se alla cecità si aggiungesse anche il silenzio le disabilità diventerebbero troppe. Il controllo del comportamento sembra la pietra miliare della psichiatria del nostro tempo, la vera discriminazione fra il normale e il patologico, fra il lecito e l’illecito, fra la libertà e la contenzione, e tuttavia chi pensa questo non può comprendere quello che vi è successo. Ma se a perdere il controllo nel vero senso del termine, cioè se a non essere più capace di contenere, di resistere e di esistere sono le istituzioni, quale sarà il nostro futuro?

Lavoro, a detta di diversi colleghi e informatori farmaceutici, nella più invidiata Unità Operativa Complessa di Salute Mentale della ASL NA3 Sud, dove il richiamo delle sirene sembra aver zittito tutto e tutti, anche il lamento della sofferenza mentale con il beneplacito e la finta solidarietà degli enti locali. Una Unità Operativa Complessa perché accoglie “complessivamente” nella stessa struttura il CSM, il Centro Diurno, il D.H., gli ambulatori psichiatrici e psicologici e una Struttura Residenziale “Il tetto sul mare” fra le prime ad essere aperta, una di quelle SIR su cui la legge Basaglia, uno psichiatra altrettanto famoso come voi, aveva tanto puntato e promesso, che ospita 11 pazienti. Quattro di loro hanno fatto la storia, naturalmente non così famosa come la vostra, della penisola sorrentina, quella manicomiale e quella post manicomiale, purtroppo per loro, hanno raggiunto l’età pensionabile per la presa in carico, l’unico dogma di una psichiatria che si professa sociale. Evidentemente in un paese in via di geriatrizzazione gli schizofrenici ultrasessanticinquenni non hanno rappresentanza, d’altra parte non danno più problemi di controllo sociale. Eppure cara Beatrice, nel nostro paese che è così tanto cambiato da come lo avete conosciuto voi, rimane un velato fastidio di avere per le strade della “movida sorrentina”, oltre alle decine di scalmanati ubriaconi nostrani e stranieri, oltre alle frequenti risse di giovani rampanti e pimpanti nostrani e stranieri, influenzati dalle moderne spezie specie nel fine settimana, alcune persone “diverse” queste sì solo nostrane, a volte un po’ bizzarre, a volte un po’ trasandate, a volte un tantino arrabbiate, conosciute e riconosciute da tutti, ma che per fortuna non animano le notti sorrentine. A tale proposito dovete sapere cara Beatrice che il nostro paese è diventato molto ricco, figuratevi che spende 1315 euro procapite (dati pubblici relativi al 2016) in “giocate sul pezzo” come si chiamano in gergo le 186 macchinette per il gioco d’azzardo distribuite sul nostro territorio, spesso anche vicino alle scuole. Siamo fra i primi venti comuni in Italia. Purtroppo, però al momento non abbiamo una struttura che ci possa ospitare e soprattutto che possa assicurare anche per il futuro una residenzialità ai nostri discendenti “picchiatelli”. D’altra parte è solo dimenticandoci della Salute Mentale che possiamo ricordarci della malattia in occasione dei comunque frequenti suicidi nonostante la bellezza e l’accoglienza della nostra terra. Una Unità Operativa Complessa quella di Sorrento che “complessivamente” ha erogato solo nel 2017 n. 2417 visite psichiatriche di controllo, n. 1784 colloqui con il paziente, n. 830 ore di psicoterapia individuale, n. 150 colloqui clinici psicologici, n. 294 accertamenti medico legali, n. 330 interventi di rete con i servizi sociali, n. 123 consulenze ospedaliere, n. 158 prime visite psichiatriche e udite, udite cara Beatrice, solo 5 trattamenti sanitari obbligatori. Evidentemente dobbiamo concludere che è sul numero di TSO che si valuta se una UOCSM rimane o si dismette. Naturalmente il numero e il carico di queste prestazioni va condiviso fra 6 medici, 2 psicologi, 2 assistenti sociali, una amministrativa e 16 infermieri, 27 persone in tutto che rendono possibile e quotidiano lo svolgimento di questa complessità, in un contesto sociale e sanitario dove l’atteso reddito di cittadinanza è per il momento sostituito con l’assegno di invalidità, il ticket per una prestazione medico legale costa meno di quello per una visita psichiatrica, le liste di attesa per quanto riguarda alcune specifiche prestazioni psichiatriche sono articolate con un meccanismo degno del migliore Kafka e le decisioni su materie etiche, delicate e complesse vengono prese da direttori commissari. Non mi resta che salutarvi cara Beatrice, voi che diventaste cieca per aver assistito all’uccisione di vostra madre in una spaventosa notte di confusione sapete bene che certe fatti sono insopportabili, spero di non incorrere nello stesso destino perché la Salute Mentale è mia madre, la Salute mentale è la madre di tutti noi e chi uccide la Salute Mentale ci costringe alla cecità. Confido oramai solo nella vostra influenza e in quella di tutte le persone famose che hanno reso invidiabilmente vivibile la nostra penisola, affinchè una visione più ampia riprenda e la confusione si attenui.

Distinti saluti

Tonino Pane, psichiatra del territorio

P.S. Ah! Dimenticavo di dirvi che in questi giorni Sorrento è tappezzata da manifesti con decine di facce giganti ognuna con vicino un proprio simbolo che sorridono rassicuranti dall’alto di cartelloni elettorali. Sembrerebbe che per loro il futuro è roseo, un colore che né io né voi possiamo vedere.