morto per il TSO

Torino: Morto per il Tso, indagati vigili e medico

segui il link http://www.lastampa.it/2015/08/09/italia/cronache/morto-per-il-tso-indagati-vigili-e-psichiatra-eEpp3wPn5iicL82eliqCkK/premium.html

Roma: concluso il corso ECM sugli OPG

ECM sulla Chiusura degli OPG: quale formazione per gli operatori.

Roma 26 e 27 novembre 2015

A Roma, vicino al Colosseo, nell’Aula Magna Storica della scuola Leonardo da Vinci (bellissima e soprattutto stracolma di giovani ed attenti operatori, provenienti da tutte le parti d’Italia), si è svolto il Corso di aggiornamento ECM “Chiusura degli opg: quale formazione per gli operatori” organizzato da Psichiatria Democratica (PD) per i giorni 26 e 27 novembre.

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Il documento del Comitato per la difesa della Sanità pubblica(Venezia)

Il documento del Comitato per la difesa della Sanità pubblica(Venezia) da Guido Pullia Recentemente abbiamo riscontrato che sulla stampa locale, anche a seguito di recenti tragici avvenimenti, si è riaccesa l’attenzione sulla psichiatria. E’opportuno, perché il tema della salute mentale è davvero molto importante e ci mette tutti in discussione anche oltre gli aspetti meramente sanitari del problema. Sgomberiamo il campo da un possibile convincimento, che forse è ancora presente in una parte dell’opinione pubblica, sulla mancanza di strutture di degenza a tempo pieno dopo il superamento dei manicomi: ad oggi i posti letto psichiatrici, sommando a quelli ospedalieri e nelle Cliniche private quelli nelle Comunità Terapeutiche e nelle Comunità Alloggio, sono molto superiori numericamente, anche in proporzione alla popolazione generale, a quelli degli ospedali psichiatrici alla data del 1978 (quando fu varata la legge “Basaglia”). Quindi il problema non è quello di non disporre di strutture “24 ore” per persone “difficili”. Il problema non è nemmeno quello della “pericolosità”, concetto di molto problematica definizione, addirittura scientificamente non definibile secondo la più recente letteratura e senz’altro non attribuibile esclusivamente alla malattia mentale in quanto tale (caso mai al singolo soggetto, ma in maniera dubitativa in quanto legato alla “prevedibilità” di atti che sono comunque determinati da più fattori, che mai prescindono dal suo contesto di vita). Questo va detto anche a proposito del – finalmente – definitivo superamento dei manicomi criminali (altrimenti chiamati ospedali psichiatrici giudiziari- OPG -), istituzioni assenti in quasi tutti i paesi per il semplice motivo di buon senso che se uno è malato va curato e se è un criminale va punito per il reato commesso e non per altro. Comunque le persone venete attualmente sottoposte a questo regime di sicurezza sono talmente poche che se le ULSS se ne facessero direttamente carico non dovrebbero occuparsi di numeri superiori alle dita di una mano, a fronte delle migliaia di assistiti psichiatrici in ogni ULSS. Quindi il problema non è dove mettere le persone ma cosa fare per loro e per i loro familiari. Le REMS (acronimo che significa Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) sostituiscono oggi, per legge i suddetti OPG. Ma non va bene che si pensi a spendere moltissimo per assistere poche persone per una loro sistemazione “alberghiera” senza aver prima avuto un’interlocuzione dettagliata e precisa tra Regione, ULSS, dipartimenti di salute mentale sui progetti di presa in carico di chi ne sarà ospite. In altri termini, meglio occuparsi di “cure”: un progetto terapeutico-riabilitativo individuale dovrà costare anche molto per le persone più problematiche: come avviene per tutte le malattie ci sono quelle più lievi che alla comunità “costano” poco, ed altre per cui bisogna prevedere di stanziare cifre molto più elevate. Qui si pongono due problemi: quello di una reale integrazione sociosanitaria tra i Dipartimenti di Salute Mentale (che fanno capo alle ULSS) e la comunità (enti locali in primis) e quello della qualità dell’assistenza psichiatrica che abbisogna di competenze adeguate (non basta “appaltare” assistenza né si devono “scaricare altrove” i propri assistiti: bisogna che ci sia la capacità clinica e relazionale di applicare gli obiettivi di cura definiti dall’équipe titolare della presa in carico, che non può essere che quella del Centro di Salute Mentale di competenza). E’ anche fondamentale che sia costante la discussione sugli “incidenti” – anche su quelli “inevitabili” forse si sarebbe potuto far meglio - aprendo un serio confronto in équipe, come dimostra, in altro campo, la riduzione degli incidenti chirurgici quando il gruppo di lavoro si riunisce per un miglioramento costante della qualità. E’ importante che i dipartimenti non rispondano alle difficoltà operative riducendo i diritti dei malati che hanno in carico, raddoppiando le “misure di sicurezza” a scapito dei progetti riabilitativi. Occorre che il confronto con la magistratura e con l’opinione pubblica (che a volte spinge in quella direzione) non porti ad una medicina “difensiva” che sarebbe disastrosa per la qualità delle cure. E’ necessario che siano elaborati (e soprattutto si realizzino) Piani di Zona in un confronto con il Comune, i familiari e tutti i soggetti e le persone interessate ai diritti del malato per un miglioramento continuo dell’assistenza psichiatrica. Comitato per la difesa della sanità pubblica Venezia, 20/01/16

Quando c'erano i matti

siena

"Quando c'erano i matti"

Psichiatria ed antipsichiatria tra storia e memoria
martedì 5 aprile 9,30-13,00   14,30 18,00

Giornata di studio: Arezzo, viale Cittadini, Campus del Pionta

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Lo Spiraglio Al Lido

LoSpiraglioAlLido
 
Lo spiraglio al Lido
Festival dei cortometraggi sulla salute mentale
 
15 novembre 2016 ore 9,30 - 21,00
Teatro del Lido di Ostia via delle Sirene 22 Ostia Roma
 

sulla via dei mille con mio padre

mille
in ricordo di Fausto Rossano
 
Sulla via dei Mille con mio padre
un film di Marco Rossano
 
venerdì 18 novembre ore 20,30
Cinema Modernissimo Napoli
 
intervengono:Marco Rossano, Gigi Di Fiore, Gennaro De Crescenzo, Angelo Forgione, Emilio Lupo, Giovanni Villone
 

25 aprile 2017

25 Aprile 2017

Festa della Liberazione

 

 

Messaggio video di Moni Ovadia a studenti e studentesse impegnati a una riflessione di grande importanza per la giornata del 25 aprile.

Dal sito non www.unodimeno.net "La sacralità del 25 Aprile"

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INCONSCIO ISTITUZIONALE DEL RINASCIMENTO (2)

Società Italiana di Psicoterapia Concreta

SEMINARIO:

INCONSCIO ISTITUZIONALE DEL RINASCIMENTO

SEDE: Chille de la Balanza ex Ospedale Psichiatrico "San Salvi", Via San Salvi 12  FIRENZE

DATA: Sabato 4 novembre 2017 ore 10-17

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Organismi dirigenti Congresso 2016

 Comitato Direttivo Congresso Nazionale

Congresso -  Roma 2 dicembre 2016

 

Agostino PIRELLA: Presidente Onorario

Antonello d’ELIA: Presidente Nazionale;
Salvatore Di FEDE: Segretario Nazionale

                                                                                              _______________

Consiglio Direttivo:

Antonello d’ELIA,  Salvatore DI FEDE, Maurizio CAIAZZO, Danilo MONTINARO,Teresa ALAMPRESE, Edoardo DE RUGGERI,Michele LAURENZANO,Carmela PALUMBO,Emilio LUPO,Antonio MORLICCHIO: Giuseppe ORTANO, Carmen PELLECCHIA,Bruno ROMANO,Nives CAROLI,Raffaele GALLUCCIO, Lorenzo TORESINI,Fabrizio BRAUZZI,Anna CAMPOSEO, Giuseppina GABRIELE,Enrico NONNIS, Carla  ROCCHINI,Pietro SALEMME, Ilario VOLPI,Giulio DE NICOLA, Luciano SORRENTINO,Maria Antonietta GENCHI,Giuseppe PALOMBA,Gaetano INTERLANDI,Cesare BONDIOLI,Rocco CANOSA,Tina CHIARINI,Stefano DEI,Vincenzo PASTORE,Paolo TRANCHINA, Domenico CASAGRANDE,Guido PULLIA,Alessandro RICCI.

Senza fissa dimora: dare risposte urgenti

PSICHIATRIA DEMOCRATICA

Comunicato stampa

Senza fissa dimora: dare risposte urgenti ed organiche ai bisogni delle persone costrette a vivere per strada.

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COME LA STUPIDITA' RENDE PARADOSSALMENTE EFFICIENTE LA SANITA' MCDONALDIZZATA.

"La stupidità è ormai una modalità di vedere il mondo in superficie,
di fare le cose senza pensarci troppo,
anche perchè, se si approfondisse, si finirebbe per non fare niente"
Vittorino Andreoli. La vita digitale

 

Il paradosso della stupidità sistemica in sanità

 

L'efficienza aziendale, in un mercato sempre più libero e globalizzato, richiede paradossalmente quantità notevoli di stupidità collettiva.
La suddivisione del lavoro in compiti semplici, standardizzati, automatizzati, come si verifica in un sistema di tipo mcdonaldizzato, permette di realizzare in breve tempo e al minor costo, sfruttando la tecnologia disponibile, in altri termini con la massima efficienza, un determinato obiettivo (1).
Per questo i membri dell'organizzazione aziendale sono invitati a rispettare rigidamente un certo ruolo all'interno della macchina produttiva, senza pensare troppo al senso del processo poichè ogni possibile critica, e dunque intoppo, riduce inesorabilmente l'efficienza del sistema.
Per Alveson e Spicer il motore del capitalismo sembrerebbe dunque essere lubrificato assurdamente dall'idiozia, trasmessa contagiosamente dai vertici aziendali (2).
Indipendentemente dal QI e dal livello d'istruzione, intrappolate nella rete organizzativa e sottoposti a forze di vario genere, i membri di un'organizzazione produttiva vengono incoraggiati a comportarsi stupidamente e ad ignorare, ovvero evitare di conoscere, cose che potrebbero essere sconvenienti (3).
Proprio come un fast-food la medicina pratica si fonda oggi su banali routine e interventi impersonali regolati da norme, linee-guida, protocolli, di cui generalmente non ci si chiede il senso per non rischiare di inceppare la procedura o rischiare noie legali.
Grazie alla stupidità e all'ignoranza inculcate strategicamente dal sistema possono così essere erogate prestazioni cliniche in quantità industriale, che come le comuni merci, di qualità scadente e monouso, risultano in genere inconcludenti e generatrici di ulteriori esami (4).
Lo spirito critico degli operatori della sanità mcdonaldizzata viene dunque affossato mentre il ragionamento clinico, che come processo logico e statistico conduce faticosamente dall'anamnesi (piena conoscenza della storia personale del paziente) alla prognosi (che implica la valutazione attenta del rapporto costo/beneficio degli interventi), sostituito dall'immediato e cieco ricorso alla tecnologia, e in particolare all'imaging.


Il medicus videns e la morte del ragionamento (clinico)

La videodipendenza come fenomeno di massa in qualche modo contribuisce a rinforzare la stupidizzazione sanitaria.
L'attaccamento morboso a Google, Facebook, Instagram, Wathsapp, YouTube sta infatti producendo una cultura planetaria di tipo prettamente visuale e spazzato via quella letteraria, con negative implicazioni riguardanti non solo i comportamenti, le modalità di socializzazione e il linguaggio ma operazioni cognitive complesse come l'attenzione, la memoria, la riflessione (5).
Oltre a bloccare l'introspezione, il discorso interno e la metacognizione (riflessioni sul proprio pensiero), il multitasking e il bombardamento visivo ubiquitario (a parte il nulla culturale trasmesso dai nuovi media) ostacolano l'elaborazione di un pensiero critico e autonomo.
In ultima analisi le tecnologie sviluppatesi negli ultimi decenni, che si sostanziano negli schermi di telefonini, computer e apparecchi elettronici, rendendo la vita e il lavoro sempre pià facili, veloci, comodi, piacevoli e performanti, indeboliscono il cervello dell'Homo Sapiens e rischiano di cancellare millenni di progresso intellettuale (6).
Contemporaneamente la profonda crisi del mercato editoriale, con la continua chiusura di testate giornalistiche e librerie, riflette la crescente disaffezione dell'umanità nei confronti della lettura, attività che infatti comporta un duro lavoro cognitivo.
Queste dinamiche probabilmente contribuiscono all'indebolimento del ragionamento clinico e alla passiva sudditanza del medico nei confronti dello schermo (e della tecnologia in generale).
Gli ulteriori progressi dell'olografia e della telerobotica, in una società in avanzato stato di liquefazione, come direbbe Zygmunt Baumann (7), finiranno anche per troncare irreversibilmente il rapporto medico-paziente, un tempo caratterizzato da un contatto empatico, visivo ed epidermico solidissimo, perchè, come l'Homo Videns crede solo a ciò che attrae il suo sguardo, così al medicus videns, che ignora che l'imaging senza la clinica non solo è insensato ma addirittura iatrogeno, basta semplicemente fare senza farsi troppe domande (8).

 

Per una medicina più sensata e responsabile

La mcdonaldizzazione del sistema produttivo e la medicalizzazione della vita sostengono fortemente la domanda e quindi il consumo di generi sanitari (9).
A sua volta la trasformazione della cultura letteraria in cultura visuale e il multitasking associato alla videodipendenza allontanano la gente dalla lettura, dallo studio critico e dalla riflessione, contribuendo alla diffusione di una "demenza digitale" sempre più precoce (10).
Così il medicus videns, video e imaging-dipendente, reso sempre più miope dalla micronizzazione del sapere, sembra comportarsi come un automa programmato per la produttività.
Una riflessione seria su queste tematiche e sulla evoluzione di una medicina sempre più oltraggiosa nei confonti delle leggi naturali e pervasiva nella vita di ognuno di noi diventa imperativa per non
farsi travolgere da queste pericolose tendenze.

Bibliografia essenziale

1. Ritzer G. The McDonaldization of society. Los Angeles: Pine Forge Press 2004
2. Alvesson M, Spicer A. The stupidity paradox. London: P Profile Books 2016
3. McGoey L. The logic of strategic ignorance. British Journal of Sociology 2012; 63:533-576
4. Cornaglia Ferraris P, Picano. Malati di spreco. Il paradosso della sanità italiana. Bari: Laterza 2004
5. Carr N. Internet ci rende stupidi? Milano: Raffaello Cortina 2011
6. Harari YN. Sapiens. A brief history of humankind. London: Vintage Books 2014
7. Baumann Z. Modernità liquida. Roma-Bari: Laterza 2002
8. Sartori G. Homo videns. Bari: Laterza 2006
9. Conrad P. The medicalization of the society: on the trasformation of human conditions into treatable disorders. Sociology of Health and Illness 2009, 31:147-148
10. Simone R. La terza fase. Forme di sapere che stiamo perdendo. Bari: Laterza 2006

matti per la birra

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Arte ed integrazione nell'estrema periferia della Capitale . 

Nella performance che si svolgerà nel teatro di Tor Bella Monaca, quartiere spesso arrivato alle cronache per la densità di violenza e disagio sociale , si esibiranno insieme utenti del Centro di Salute Mentale e artisti impegnati nel promuovere una cultura dell'inclusione.Anche la collaborazione dell' Università di Tor Vergata è metafora del tentativo in corso di mettere insieme le professionalità ed i cittadini per immaginare una riqualificazione dei servizi di salute mentale e di questo pezzo abbandonato di città.

 

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