Nuova audizione di Psichiatria Democratica al Senato.

 

Nella giornata di martedì 3 aprile, una delegazione di Psichiatria Democratica (PD) composta dai dirigenti nazionali dell'Associazione ( Bondioli, Lupo, Attenasio, Interlandi e Morlicchio) è stataconvocata, per una audizione, in Senato "in merito alla recente riforma degli OPG, nonché ad eventuali proposte integrative o volte ad una migliore attuazione della nuova disciplina". Durante il lungo incontro, gli esponenti di Psichiatria Democratica hanno avuto modo di rappresentare le loro preoccupazioni per il permanere di condizioni ambientali assolutamente carenti, rilevate -di recente - durante lo svolgimento di visite in alcuni OPG, perla detenzione di persone ultraottantenni od in regime di proroga sine die; grave allarme ha suscitato anche il riferito trasferimento in blocco di pazienti dagli OPG verso strutture convenzionate.

Per Psichiatria Democratica- è stato sottolineato- chiudere presto e bene gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari significa:

1)Definire progetti individualizzati per ciascun ospite da parte degli operatori dei Dipartimenti di Salute Mentale, ribadendo che le ASL mantengono la titolarità in tutte le fasidel progetto, attraverso le loro articolazioni funzionali, ivi compresi i servizi geriatrici e quelli dell'handicap;

2) Che nella dimissione in strutture comunitarie queste siano di piccole dimensioni, con assistenza di personale in quantità confacenti alle esigenze degli ospiti e adeguatamente formato;

3)PD ha inoltre lamentato la mancata emanazione - da parte dei Ministeri competenti –  del Decreto sui requisiti strutturali,  tecnologi e organizzativi di cui al comma 2 dell'art 3-ter della Legge, auspicando che comunque vengano adottati criteri molto restrittivi soprattutto per le dimensioni delle strutture, anche al di sotto del limite previsto (20 p.l.), vietando l’accorpamento di più moduli nella stessa struttura, onde evitare nuove concentrazioni o aggiramenti dello spirito della legge;

4) L'emanazione di un Regolamento attuativo che governi il processo di dismissione ;
5) Un idoneo finanziamento teso allo sviluppo di pratiche di inclusione territoriale, relativamente all'abitare e alla possibilità di lavorare per gli utenti;

6 ) Che venga affrontato, al più presto, il tema della riforma dei codici in materia di imputabilità, pericolosità sociale e misure di sicurezza psichiatriche.

I Senatori che sono intervenuti nel dibattito che si è sviluppato successivamente agli interventi dei rappresentanti di PD -dal Presidente Marino ai SenatoriMascitelli, Poretti, Cosentino e Soliani - si sono detti molto d’accordo sulle articolate proposte avanzate dagli esponenti l'Associazione.  Si sono detti daccordo, anche sulla necessità della riforma dei codici che, peraltro, come hanno rimarcato, nonrientra nelle disponibilità della Commissione, ringraziandoli, altresì, perquanto riferito a seguito delle recenti visite negli Istituti . Infine hanno ribadito il loro interesse a mantenere aperto il canale dello scambio e del confronto permanente, indispensabile per il miglior esito di questo complesso percorso.

Chiusura degli OPG: non è un buon inizio. Allarme di Psichiatria Democratica.

 

Le notizie pubblicare dal Sole 24 Ore sulla bozza riservatache fisserebbe i “requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi” delle strutture destinate a sostituire gli attuali OPG in base alle Legge n.9 del 17.2.2012,  destano grande allarme e preoccupazione assai forte in Psichiatria Democratica (PD) per l’ipotesi di una  gestione privata – anche imprenditoriale! -  delle strutture, per le loro dimensioni come pure per alcune per interpretazioni sulla natura di queste strutture. Psichiatria Democratica , anche in questa occasione, ribadisce la propria contrarietà e opposizione netta , ferma e decisa a formulazioni che, se approvate, stravolgerebbero spirito e lettera della Legge.


Tutto l’impianto della legge attribuisce ai Dipartimenti di Salute Mentale un ruolo centrale nella gestione dei soggetti sottoposti a misura di sicurezza laddove stabilisce la “gestione sanitaria” delle strutture di accoglienza e che “le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose devono essere, senza indugio. dimesse e prese in carico, sul territorio, dai Dipartimenti di Salute Mentale”. E’ ovvio, considerato che in qualunque momento può essere richiesta la revoca anticipata della misura di sicurezza, che il ruolo dei DSM non si espleta unicamente verso quei soggetti che hanno scontato il periodo minimo di durata della misura di sicurezza o che già si trovano in regime di proroga. Il DSM è, nei fatti, responsabile del progetto terapeutico-riabilitativo per la dimissione di qualunque soggetto sottoposto a misura di sicurezza, è l’interlocutore istituzionale in ogni fase dell’iter del percorso giudiziario del soggetto autore di reato quindi tanto del giudice che della magistratura di sorveglianza. Appare quindi gravemente contraddittorio ed inaccettabile che la gestione delle strutture sanitarie destinate ad accogliere soggetti in misura di sicurezza possa essere affidata in toto, come sembra evincersi, ad un privato.

Cosa ben diversa è se la gestione delle strutture, per es. per gli aspetti alberghieri, sia affidata dal DSM titolare a terzi o che questi, forniscano, come già spesso avviene, personale per l’attuazione dei programmi formulati dai DSM:  questi aspetti vanno ben chiariti nel Regolamento anche per evitare che si crei il grave precedente, non previsto dalle nostre leggi, di strutture detentive, sia pure sui generis, gestite da privati.

Per Psichiatria Democratica, insomma, la centralità del Servizio pubblico resta il fulcro dell'intera legge: la titolarietà dei DSM è fondamentale e ineludibile in qualsivoglia progetto di presa in carico.  

Come pure deve essere ben ribadita, secondo PD, la “esclusiva gestione sanitaria all’interno delle strutture”: questo nulla ha a che vedere con l’applicazione del regolamento penitenziario quasi che questo fosse necessitato dalla misura di sicurezza. Già oggi la misura di sicurezza si può scontare in ambienti diversi dall’OPG, per es. agli arresti domiciliari anche presso strutture nelle quali ovviamente non si applica il regolamento penitenziario. Oltremodo peregrino è, pertanto, il richiamo al codice penale o a presunti automatismi regolamento penitenziario/ misura di sicurezza e speriamo che si tratti solo di unainfelicesintesi delle posizioni degli esperti ministeriali.

L’altro aspetto che suscita perplessità è quello delle dimensioni delle strutture: si parla di 20 – 30 posti. Gli “ulteriori requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi” sono da determinare con riferimento al DPR 14.1.1997 che fissa gli standard per le strutture residenziali psichiatriche indicando in 20 il numero massimo dei posti letto. Questo limite appare, per Psichiatria Democratica, già eccessivo, dovendo le strutture conservare il carattere delle civili abitazioni, quindi le ulteriori specificazioni dovrebbero determinare standard più ridotti e non il contrario. In questo senso Psichiatria Democratica si è espressa fin dall’inizio del dibattito sul superamento degli OPG, avendo avuto modo di ribadire questa nostra posizione anche nel corso della recente audizione presso la Commissione di Inchiesta sulla efficienza ed efficacia del SSN. Il 3 aprile, difatti, dove abbiamo anche denunciato, al Senato, allarmanti segnali (proprio nel senso delle modifiche annunciate) per l’attivismo registrato da parte di grandi strutture psichiatriche private per accogliere gli ex internati (ovviamente tutto questo non può avvenire senza il consenso dei DSM che ne porterebbero comunque la responsabilità): per questo abbiamo invitato la Commissione a vigilare sulle modalità di applicazione della legge. 

Se venissero approvate le modifiche annunciate si aprirebbe una deriva neo-manicomiale che certamente la legge non auspicava: d’altra parte l’allarme è giustificato perchè l’esperienza della gestione privatistica delle strutture psichiatriche, tanto nel passato che anche oggi, si è sempre tradotta in cronicizzazione e separatezza prevalendo gli interessi economici dei gestori su quelli di cura e riabilitazione del paziente.

Il Regolamento è determinante non solo per l’applicazione della Legge per determinare le caratteristiche delle nuove strutture e il destino dei soggetti che continueranno, per ora, ad esservi ospitati ma anche per favorire modifiche legislative future: come PD ha da sempre sostenuto queste strutture non saranno nuovi manicomi (mini – opg) e le persone ivi ricoverate pazienti e non internati, se avranno piccole dimensioni, una gestione affidata ai DSM trasparente e in cui gli aspetti sanitari, come impone la legge, siano i prevalenti. Strutture così organizzate contribuiranno a favorire quella modifica dei codici in materia di imputabilità e misura di sicurezza auspicata dall’ordine del giorno (Miotto e altri) approvato dal Parlamento insieme alla Legge oltre che da tante espressioni della società civile.

 

IL CARCERE POSSIBILE ONLUS

    

 IL CARCERE POSSIBILE ONLUS

CAMERA PENALE DI NAPOLI

 Mercoledi 18  APRILE 2012 ORE 12.30

sede della Camera Penale

Palazzo di Giustizia di Napoli

 

 

 

 

 

 

PRESENTAZIONE DELLO

SPORTELLO GIURIDICO

PRESSO L' O.P.G.  DI NAPOLI

un'iniziativa in collaborazione con

il Tribunale di Sorveglianza e

il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli

Introduzione:

AVV. FRANCESCO CAIA

 Presidente Ordine Avvocati  di Napoli

AVV. DOMENICO CIRUZZI 

Presidente Camera Penale di Napoli

DOTT. CARMINANTONIO ESPOSITO

Presidente Tribunale Sorveglianza di Napoli

AVV. RICCARDO POLIDORO

 Presidente "Il Carcere Possibile Onlus"

Relazione sull'attività dello sportello:

DOTT.SSA DARIA VECCHIONE

Magistrato di Sorveglianza

AVV. MASSIMO VETRANO

Vice-Presidente "Il Carcere Possibile Onlus"

 DOTT. STEFANO MARTONE

Direttore OPG Napoli-Secondigliano

 

 

Maria Antonietta Farina Coscioni a Venezia per la presentazione del libro "Matti in libertà"

 

Venerdì 20 aprile alle ore 17.30 a Venezia presso la Scoletta dei Calegheri - San Tomà (vicino chiesa dei Frari a 5 minuti da piazzale Roma), presentazione del libro di Maria Antonietta Farina Coscioni: Matti in libertà, un viaggio nei sei ospedali pschiatrici giudiziari italiani.


Ne discutono con l'autrice:

·                     Emilio Lupo - psichiatra segretario nazionale di psichiatria democratica

·                     Anna Maria Marin - avvocato camera penale veneziana

·                     Delia Murer - deputata componente XII commissione affari sociali

·                     Maria Teresa Menotto - associazione il granello di senape

·                     Franco Fois - associazione Luca Coscioni Venezia

 

 

Matti in libertà:

Dimenticati da tutti e costretti a vivere in strutture fatiscenti, circondati da agenti penitenziari, invece che da esperti medici e infermieri professionali. Ecco le disumane condizioni cui sono sottoposti gli internati degli Opg (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), così come emergono dal viaggio inchiesta di Maria Antonietta Farina Coscioni. Le voci di chi in questo mondo ci vive, dai pazienti ai loro familiari, dai medici agli agenti di polizia penitenziaria. Gli accorati appelli di chi "non può essere aiutato perché il dolore lo porta dentro".
Il report di una realtà volutamente ignorata, impreziosito da sei vignette inedite di Sergio Staino.

 

Napoli sabato 14 Aprile 2012. Seminario I diritti ristretti

 

Il 14 aprile scorso si è svolto presso la Sala Martucci del Conservatorio musicale di  S.Pietro a Majella di Napoli, il Seminario di Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica “I diritti ristretti – Dalla pericolosità sociale al diritto alla salute: chiusura degli OPG e promozione dei diritti costitituzionali”.Il seminario, che ha registrato l'attenta e propositiva presenza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e ha visto la partecipazione di oltre 200 persone, è stato introdotto dalle relazioni dei Emilio Lupo per Psichiatria Democratica e di Annalaura Alfano di Magistratura Democratica (in rappresentanza di Egle Pilla del dell’esecutivo nazionale di MD) che hanno sottolineato l’importanza della riflessione comune già iniziata nel marzo 2011 nel Convegno di Vico Equense e l’opportunità  di fare il punto e monitorare il processo di chiusura degli OPG dopo l’approvazione della legge 9/2012 (numerosi interventi hanno fornito i dati sullo stato attuale del processo di chiusura) oltre ad  approfondire gli aspetti psichiatrici e giuridici che possono portare alla modifica dei codici in materia di misure di sicurezza psichiatriche.Nelle loro relazioni Cesare Bondioli ed Ernesto Venturini hanno evidenziato l’incosistenza dei costrutti psichiatrici che sono a fondamento delle nozioni di incapacità di intendere e di volere e di pericolosità sociale cui, ancora oggi, fa riferimento la psichiatria forense che continua a riferirsi a concetti logori – veri pregiudizi - quali la pericolosità del paziente psichiatrico, la sua imprevedibilità, la sua irrimediabile cronicità, la sua totale incapacità di intendere e volere, la sua non imputabilità.Pur ritenendo che la prossima chiusura degli OPG costituisca un successo per tutti coloro che in questi anni hanno denunciato e lottato contro queste mostruosità, le due relazioni non hanno sottaciuto le ambiguità e i potenziali pericoli contenuti nelle nuove disposizioni che non consentono di abbassare la vigilanza sulla loro applicazione da parte delle singole Regioni. Dalle relazioni dei magistrati sono venute analisi e proposte sia per la gestione della fase attuale, per es. come ha suggerito la Dr.ssa Daria Vecchione, magistrato di sorveglianza presso il tribunale di Napoli, introducendo fin dalla fase di cognizione lo psichiatra del DSM il che faciliterebbe la formulazione di un più concreto progetto individualizzato, sia per una radicale modifica dei codici negli articoli (artt.88,89,203 c.p.) su imputabilità e misura di sicurezza come hanno proposto nei loro interventi  Il prof. Giuliano Balbi ed il Dott. Sergio Materia, che hanno approfondito gli aspetti giuridici che attualmente regolano l’applicazione delle misure di sicurezza interpretandoli alla luce della Costituzione e delle oramai numerose sentenze delle magistrature superiori, proponendo altresì anche dei possibili percorsi per giungere ad una loro modifica. Mentre il Dott. Giuseppe Ortano si è soffermato sulle condizioni in cui vivono le persone ristrette in carcere e su quanta c'è ancora da fare ancora in questa dura realtà L'incontro,protrattosi fino alle ore 14,00 ha visto gli interventi di molti rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni scientifiche, sindacali e culturali impegnate sul delicato tema:dalla CGIL al Garante dei Diritti dei detenuti, all'Associazione Antigone, al rappresentante della Regione e il direttore dell'OPG.

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GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA PRESENTAZIONE DEL VOLUME " DI QUEGLI AMORI FORTI E DISPERAT I "

 

GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA PRESENTAZIONE DEL VOLUME

" DI QUEGLI AMORI FORTI E DISPERAT I "

Secondigliano. Storia di una Comunità, attraverso la fotografia

di Emilio Lupo

 

Sabato 28 aprile, il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, nel salone delle Conferenze dei SS. Cuori a Secondigliano, gremito all'inverosimile, ha presentato il volume di Emilio Lupo: " Di quegli amori forti e disperati" Secondigliano. Storia di una Comunità, attraverso la fotografia.

L'Autore attraverso l'ausilio di oltre cinquecento fotografie, in bianco e nero, suddivise in dodici capitoli (Emigrazione, sport,politica,matrimoni,famiglie e figli,prime comunioni,militari e guerre, uomini e donne, attività commerciali e produttive, scuola, le gite e le feste...) fa la storia di un quartiere di Napoli, appunto Secondigliano, che fino al 1925 era stato comune autonomo.

Attraverso volti di uomini, donne, bambini, gruppi piccoli e grandi e la descrizione di avvenimenti e cenni storici, dall'anno mille a seguire, Emilio Lupo, prova a tracciare una via di uscita collettiva dagli  stereotipi  che fanno di questa area a nord della città di Napoli, solo una realtà del malaffare e della sconfitta senza ritorno.

Non un com'eravamo - ha sottolineato Lupo - bensì un invito pressante ad alzare la testa, di ritornare in strada, ha aggiunto in sintonia con il Sindaco De Magistris, con quella stessa gente laboriosa e testarda, creativa e onesta che ha varcato mari e monti, che ha lavorato in silenzio, che ha saputo gioire e piangere come comunità. Che ha scritto pagine di partecipazione e di democrazia - anche nel recente passato - e che convinta che con le giovani generazioni, si possano scriverne nuove e più belle.

Un gioiellino anche dal punto di vista grafico che la gente ha accolto con piacere, ma anche come una speranza e un trampolino per il rilancio per una parte importante di Napoli.

La doppia pena degli internati nei vecchi manicomi criminali

Per le donne «inquiete» c’era addirittura un reparto apposito. Ma non è solo storia La strada è ancora lunga per chiudere il capitolo dei lager

ROMA. CHI NON HA PROVATO UN VERO SGOMENTO RIVEDENDO LE DRAMMATICHE SEQUENZE DEL DOCUMENTARIO PRESA DIRETTA SUGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI», realizzato per conto della Commissione Marino? I volti segnati dalla sofferenza. Le vite spezzate, i letti di contenzione. Il degrado. Scene da girone infernale, ma drammaticamente vere, vissute ancora oggi da un migliaio di «pazienti».

Per molti di loro la colpa sta tutta in un paradosso: l’essere stati considerati «non imputabili» dalla giustizia perché «incapaci di intendere e volere» al momento in cui hanno compiuto qualche reato.

È stato così quasi vent’anni fa per un allora giovane che a Catania ha rapinato un bar con una mano in tasca, simulando di avere una pistola. Bottino magro: seimila lire. Pene lievissime per i complici. Lui sta ancora scontando la sua pena nel manicomio criminale di Barcellona Pozzo di Gotto, prorogata di sei mesi in sei mesi per «pericolosità sociale». Né cure, né recupero sociale per lui. Quanti articoli della Costituzione sono stati stracciati in nome di un’astratta sicurezza sociale? «Non mi merito questo» urlava alle telecamere.

È grazie al lavoro di denuncia della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema sanitario, presieduta dal senatore Ignazio Marino e a quel filmato se l’opinione pubblica ha iniziato a capire, che la tenace battaglia civile, culturale e politica condotta da Psichiatria Democratica e da tante altre realtà ha trovato maggiore ascolto.

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DALLO SMANTELLAMENTO DELLE ISTITUZIONI TOTALI AL PROTAGONISMO DEGLI UTENTI: LA COOPERAZIONE SOCIALE PER LA SALUTE MENTALE

Utenti, familiari, operatori e associazioni a Roma per l’incontro
nazionale di Legacoopsociali

“Fermare il Ddl Ciccioli passato alla Camera e costruire una Rete tra
servizi pubblici, associazionismo e cooperative”


Roma, 23 maggio 2012  Oltre un centinaio i partecipanti, cooperative
sociali e associazioni degli utenti, dei familiari e degli operatori
(Airsam, Coordinamento Nazionale Utenti Salute Mentale, Psichiatria
Democratica, Unasam), hanno partecipato al seminario nazionale “Dallo
smantellamento delle istituzioni totali al protagonismo degli utenti: la
Cooperazione sociale per la Salute Mentale” organizzato da
Legacoopsociali sul futuro del settore e che si è tenuto ieri al Nuovo
Cinema Aquila. Il dibattito si è articolato sulle tante questioni legate
al reinserimento e all’inclusione dei sofferenti psichici: superamento
degli Opg, abitare, budgets di cura, doppie diagnosi, lavoro, esordi,
salute mentale come bene comune, salute mentale e dipendenze da
sostanze, salute mentale e nuove dipendenze, partendo dalla
presentazione delle buone pratiche che le cooperative sociali stanno
sviluppando su questi temi.

«Le politiche di Salute Mentale – ha affermato Gian Luigi Bettoli,
responsabile per il settore nella Presidenza di Legacoopsociali – non
sono un intervento rivolto a una pretesa “minoranza deviante” ma sono un
elemento fondativo del benessere generale della popolazione. A
dimostrarlo sono i dati: un quinto degli italiani incontra almeno una
volta nella vita problematiche di disagio psichico. Analogamente, per la
cooperazione sociale l’impegno e l’intervento sulla Salute Mentale sono
elemento fondativo dell’iniziativa delle cooperative sociali, sia sul
versante dell’inserimento lavorativo che dei servizi socio sanitari ed
educativi, sin dai tempi delle prime esperienze di deospedalizzazione
che portarono alla Legge 180 del 1978.”

“Non ci culliamo nel tentativo di riproporre i sacrifici, le battaglie e
i successi del passato” ha proseguito Bettoli. “Oggi, una nuova
generazione di cooperatori sociali sta prendendo in mano quel testimone,
con una visione che si rinnova ma non è meno ferma e netta nei suoi
riferimenti sostanziali: il superamento di ogni forma di
istituzionalizzazione reclusoria e contenitiva, la promozione di servizi
a base comunitaria operanti in rete nei territori e, in primo luogo, la
centralità e il protagonismo della persona concreta  soggetto del lavoro
di cura e del percorso di inclusione. Come cooperatori sociali,
riteniamo un fatto storico il sorgere finalmente, anche nel nostro
paese, di associazioni di utenti, che recentemente si sono riunite in un
loro Coordinamento nazionale.”

  “Per questo” ha sostenuto Paola Menetti, Presidente dell’Associazione,
“Legacoopsociali esprime pesanti riserve sul DdL Ciccioli approvato
dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nei giorni
scorsi (che, all’indomani della chiusura degli Ospedali Psichiatrici
Giudiziari, ripropone la contenzione manicomiale sotto altre
definizioni) e si unisce  alle iniziative che chiedono sia fermato.”

“Il problema non è certo quello di avere ulteriori nuove leggi, ce ne
sono abbastanza per operare” ha ribadito Bettoli. “E’ la situazione
reale di incompleta applicazione della legge 180 e delle normative
attuative a preoccuparci. Parlare di applicazione a macchia di leopardo
appare francamente riduttivo. Bisogna avere il coraggio di dire con
forza che la legge 180 non è applicata nella globalità del territorio
nazionale, in "coerenza" frustrante con la mancanza di risorse, di una
rete diffusa di servizi di neuropsichiatria infantile e
dell'adolescenza, con la centralità tuttora inviolata delle strutture
ospedaliere e perfino con la permanenza di pratiche di contenimento, non
solo farmacologiche. Ci preoccupano le iniziative di progressivo
smantellamento dei Dipartimenti di Salute Mentale in diversi territori,
ed il crescente numero di servizi di territorio che vengono chiusi,
quasi sempre a beneficio di ben più costosi reinternamenti in strutture
sanitarie private.”

“I fatti” ha concluso Paola Menetti “confermano la nostra convinzione
che mettere al centro delle politiche per la Salute Mentale il lavoro di
rete, tra servizi pubblici, associazionismo e cooperazione sociale, tra
risposte specialistiche e lavoro di inclusione sociale, è non solo più
utile ed efficace per le persone, ma nel tempo anche più efficiente e
meno costoso. Chiediamo che questo orientamento sia pienamente assunto
nel percorso di definizione del nuovo Patto per la Salute.”

LA DIFESA DELLA SALUTE MENTALE BENE DI TUTTI


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Anxanum per PierMatteo

La maglietta della squadra di calcio che, a Lanciano, in Abruzzo, partecipa al torneo di calcetto a 5 Anxanum per PierMatteo, in memoria del giovane deceduto per un male incurabile.

Video

Nota per il Sig. Sindaco Dott. Luigi De Magistris e l'Assessore Sergio D'Angelo, per l'attivazione di un Centro Diurno in Via Bernardo Tanucci n.9 (ex Albergo dei Poveri), a favore di persone senza fissa dimora (sfd).

 

Così come abbiamo avuto modo di ricordare - durante il cordiale incontro, svoltosi con il Sindaco Luigi De Magistris, e con l'Assessore alle Politiche Sociali Sergio D'Angelo di recente, nel Palazzo comunale - è in grande aumento nella nostra città  il numero di quanti vivono per strada. La persona senza fissa dimora perchè in grave difficoltà, fa fatica a veder riconosciuti,oggi, anche i più elementari diritti costituzionalmente garantiti: un luogo dove dormire, un luogo dove lavarsi, cura e assistenza sanitaria, residenza anagrafica, accesso ai servizi sociali, riconoscimento del diritto a percepire pensioni e sussidi, ecc. La mancata risposta a tali elementari bisogni, ha fatto registrare anche  l'aumento di  persone decedute nelle strade di Napoli, situazione, questa, che sollecita risposte complessive, articolate ed integrate tra i diversi attori in campo, così come affermato dal primo cittadino nel corso del confronto.

Articolare risposte differenziate e sempre più adeguate, in grado di rispondere realmente alle tante necessità di chi è costretto in strada, è quanto mai urgente ed in ragione di questa emergenza resa cronica dall'insensibilità delle precedenti Amministrazioni comunali che chiediamo di procedere per tappe. Tappe credibili, con risorse adeguate e tempi certi di attuazione, ma anche lotta agli sprechi e, perciò, necessità di coordinare il preesistente a favore di un progetto/percorso in grado di fare fronte a qualsivoglia necessità.

In ragione di questa scelta di fondo, si richiede di destinare i locali di proprietà comunale di via B. Tanucci n.9 a "Centro diurno per persone sfd", promosso dal Comune di Napoli e, in una prima fase, così articolato:

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Ma stavolta la città dev'essere coinvolta

di Emilio LUPO e Salvatore di FEDE

La Repubblica 04 luglio 2012 —   pagina 1   sezione: NAPOLI

Le dichiarazioni del sindaco Luigi de Magistris sulle risposte da offrire a cittadini disagiati anche utilizzando un piccolo spazio tra quelli disponibili presso l'ex Albergo dei poveri hanno un doppio merito: 1) Porre finalmente dentro il progetto di una nuova Napoli le soluzioni al disagio che la comunità deve alle persone senza fissa dimora; 2) Riprendere in maniera organica il dibattito sulla destinazione di Palazzo Fuga.

Già una dozzina di anni fa ponemmo all'attenzione, prima come associazione e poi insieme a tante realtà associative e di volontariato militante raccolte sotto la sigla "Comitato per l'Albergo dei poveri», il destino di questa straordinaria struttura ed i suoi rapporti con l'intera metropoli.

Ma nessuno raccolse l'invito che pure rivolgemmo all'amministrazione cittadina di allora, agli intellettuali ed alle forze politiche e sociali.

Dicemmo allora e riproponiamo, qui ed ora, le linee del nostro intervento: «L'Albergo dei poveri deve diventare patrimonio collettivo e irrompere come suo bene nella città. Scompigliando e poi scomponendo deve tornare a unire. Rimanere pure testimone del plumbeo passato, ma provandosia divenire come ponte verso quella stessa città che vi aveva, progressivamente, confinato la sua speranza. Una sorta di riparazione a posteriori.

Un po' illuminista? Possibile. Palazzo Fuga che da mura di costrizione/separazione può diventare finestra aperta dentro la città. E guardare in fondo alle sue viscere: finalmente». Restiamo del parere che quello spazio debba diventare una bella cosa. Dalle molteplici funzioni.

Della quale andare orgogliosi.

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Gli utenti e la Legge 180


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ALTRA MORTE ALL'OPG DI BARCELLONA

 

COMUNICATO STAMPA 
ALTRA MORTE ALL'OPG DI BARCELLONA, stopOPG Sicilia: "SI ACCELERI PERCORSO CHIUSURA"   "L' ennesima morte, a distanza di pochi giorni dall' ultima, nell' ospedale pschiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto conferma una situazione insostenibile che va subito affrontata accelerando il percorso che deve portare alla chiusura di questa struttura": lo dice Elvira Morana, del Comitato StopOpg,  a proposito del decesso di un internato nell'Opg della citta' del messinese. " Su questa morte- aggiunge Morana- chiediamo sia fatta chiarezza. Sollecitiamo inoltre- prosegue-  l'immediato ripristino di condizioni di civilta', cosa che significa piani di cura individualizzati in contesti del tutto diversi dagli Opg, che, come e' ampiamente dimostrato, non fanno altro che aggravare la condizione delle persone fino alla morte".
 ufficiostampacgilsiciliaPalermo, 10 luglio -

La riforma della sanità penitenziaria: lo stato di attuazione della legge in Sicilia. Le condizioni dei CIE

 

COORDINAMENTO ENTI E ASSOCIAZIONI

DI VOLONTARIATO PENITENZIARIO – SEAC

SEAC SICILIA – ASVOPE

 

SEAC- Via Fontanarosa, 17 - 00177 Roma

Tel. 06.27858273 - Fax 06.27868864

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  '; document.write(''); document.write(addy_text4943); document.write('<\/a>'); //-->\n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

CESVOP – CENTRO DI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO DI PALERMO

 

 

                     Seminario nazionale di studi

La riforma della sanità penitenziaria: lo stato di attuazione della legge in Sicilia. Le condizioni dei  CIE

 

PROGRAMMA (Provvisorio)

Venerdì 12 ottobre

Apertura del Seminario

Ore 15,00 – Iscrizioni

Ore 16,00 – Saluti e introduzione di Bruno Di Stefano, coordinatore regionale SEAC Sicilia

Saluti di Luisa Prodi, Presidente nazionale SEAC

Saluti istituzionali (sono stati invitati l’on. prof. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo; il dr. Alberto Bellet, presidentedel Tribunaledi Sorveglianza di Palermo)

Ore 16,30 – Tavola rotonda

La riforma della sanità penitenziaria. Lo stato di attuazione in Sicilia: obiettivi raggiunti, criticità e nodi da sciogliere

Coordina:

dr.ssa Elisabetta Laganà, Presidente della Conferenza Nazionale Volontariato giustizia e consigliere nazionale SEAC

Interventi:

- On Roberto di Giovan Paolo, Presidente Forum Nazionale SaluteCarcere 

- dr. Fabrizio Scalici, medico penitenziario della Casa Circondariale “Pagliarelli”,  Palermo

- dr. Maurizio Veneziano, Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria  Sicilia

-avv. Riccardo Polidoro,Presidente Associazione “Il Carcere possibile”

- sen. Salvo Fleres, Garante regionale dei diritti dei detenuti in Sicilia

-prof. Giuseppe Verde,Componente della Commissione Paritetica per     l’attuazione dello Statuto siciliano

- prof.ssa Vanna Bonomonte, presidente associazione As.Vo.Pe. Palermo

ore 19,00 – Dibattito (interventi programmati: dott.ssa Francesca Vazzana, direttrice del carcere Pagliarelli; dott.ssa Rita Barbera, direttrice del carcere Ucciardone; magistrati sorveglianza; dr.ssa Marina Altavilla, dirigente UEPE Palermo; operatori volontari)

ore 20,15 – Conclusioni

Sabato 13 ottobre

Ore 9,00 – Tavola rotonda

L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario e il suo superamento: le problematiche della legislazione sulle misure di sicurezza

Coordina:dr. Gaetano Interlandi, psichiatra

Interventi:

- dr. Nicola Mazzamuto, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Messina

-don Pippo Insana, cappellano dell’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto

- prof. Antonino Gullo, sottosegretario Ministero della Giustizia

 

ore 11 - Tavola rotonda

La condizione dei migranti e i loro diritti all’interno dei CIE

Coordina: - prof. Ferdinando Siringo, presidente del MoVI Sicilia

Interventi:

- sen. Pietro Marcenaro, presidente Commissione diritti umani del Senato

  -prof Emilio Santoro, direttore Centro di documentazione “Altro diritto”

- prof. Fulvio Vassallo Paleologo, componente del Consiglio direttivo dell'ASGI (Associazione studi giuridici sull'immigrazione)

- Vincenzo  Morgante, giornalista della sede RAI Sicilia

- …Sottosegretario Ministero degli interni

 

-          rappresentante del Tavolo migranti del volontariato Palermo

 

 

ore 13 - Conclusioni

 

ore 13,30 – Lunch break

 

 

 

PALERMO, 12 -13 ottobre 2012

Centro Culturale Biotos – via XII Gennaio, 2

conferenza stampa mercoledì 26 settembre


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