Incontro-Dibattito


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Manicomi criminali, rispettare la legge”

 Gli altri – 15 marzo 2013

 

In questi giorni nasceva nel 1924 Franco Basaglia (11 Marzo) e sono i giorni che la legge Severino indica come gli ultimi degli OPG, "antri dell'orrore". La Società Italiana di Psichiatria (S.I.P.), di cui “possono” far parte solo psichiatri, e Psichiatria Democratica, cui invece aderisce senza obbligo di titoli chi condivide non solo gli aspetti notarili dello statuto ma soprattutto quelli etico-culturali ("mantenere vivo e promuovere l'impegno contro l'emarginazione, l'esclusione, la segregazione e lo stigma in tutte le sue forme contro qualunque persona siano dirette, per il superamento delle istituzioni totali, pubbliche e private, civili e giudiziarie"), sono in allarme. I due allarmi accostano, uno strano ossimoro, argomentazioni opposte. La SIP, “più realista del re” (deja vù dei dubbi post180, appena nata già inapplicabile!), chiede una proroga. Non ci vuol molto a immaginare cosa avrebbe detto (Ti sè mona!) Franco Basaglia. Per Emilio Lupo e Cesare Bondioli, segretario nazionale e responsabile Carceri e OPG di Psichiatria Democratica, di cui Franco fu fondatore, i motivi di allarme sono altri: la proroga sarebbe “puramente strumentale al mantenimento dello status quo e a un sine die degli OPG. La situazione è insostenibile da tutti i punti di vista, umano, scientifico, sanitario, riabilitativo. No proroga dunque ma piuttosto il rispetto della legge. Solo una reale presa in carico da parte dei Dipartimenti di salute mentale può evitare l'abbandono e prevenire il temuto reiterarsi di reati”. Nessun avventurismo (siamo stati più volte con i colleghi psichiatri a protestare per la desertificazione di risorse dei servizi per chi sta anche molto male) ma le ispezioni della commissione Marino, le tante dichiarazioni di  Napolitano o lo sconvolgente filmato trasmesso più volte, dalla Rai a Youtube, che ha commosso e indignato, "bruciano" troppo. Basaglia, “il liberatore, il medico che chiuse le case dei matti” come titolava tempo fa Maurizio Chierici su Il Fatto Quotidiano, che “si era sfilato il camice, segno di autorità che ancora oggi intimorisce chi ha una gamba rotta, immaginiamo gli esclusi inchiodati nei letti di contenzione", sarebbe con noi.

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Psichiatria Democratica contraria alla proroga della chiusura degli OPG.

Psichiatria Democratica

contraria alla proroga della

chiusura degli OPG.

 

Per quanto non ancora disponibile il testo completo del decreto ministeriale che proroga al 1° aprile 2014 la chiusura degli OPG , questo provvedimento non può che incontrare la contrarietà assoluta di Psichiatria  Democratica che da anni, e con proposte concrete, si batte per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Non possiamo condividere quanto si legge nella sintesi del comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.73 del 21/03/2013 - “Viene prorogata al 1° aprile 2014 la chiusura degli Opg in attesa della realizzazione da parte delle Regioni delle strutture sanitarie sostitutive. Nel decreto si sollecitano le Regioni a prevedere interventi che comunque supportino l’adozione da parte dei magistrati di misure alternative all’internamento, potenziando i servizi di salute mentale sul territorio. Si prevede, in caso di inadempienza, un unico commissario per tutte le Regioni per le quali si rendono necessari gli interventi sostitutivi” – né ci rassicura l’affermazione del Ministro Balduzzi che (questa volta!) si procederà al commissariamento delle regioni inadempienti la scadenza.

Vogliamo ricordare al Ministro che le Regioni hanno avuto tutto il tempo per affrontare il tema della chiusura degli OPG che si è posto fin dal DPCM del 1.4.2008 (!) e che la “minaccia” di commissariamento, già prevista nella legge del 17.2.2012, non è stata un sufficiente deterrente per accelerare i processi di competenza né delle Regioni né degli uffici ministeriali che hanno colpevolmente ritardato di mesi l’emanazione del regolamento sulle strutture alternative all’opg, fornendo un comodo alibi all’inerzia regionale.

Non vi è quindi nessuna garanzia che la proroga non rappresenti, semplicemente, una dilazione e che alla sua scadenza non ci si ritrovi nelle stesse condizioni odierne.

Giova ricordare quanto successo per la chiusura degli ospedali psichiatrici dopo l’approvazione della legge 180/78: di proroga in proroga la data per l’effettiva chiusura è slittata fino al 1996 quando nella legge finanziaria – dopo pressioni continue di Psichiatria Democratica - furono stabilite sanzioni, in termini di trasferimento di risorse, per le Regioni inadempienti col risultato che la definitiva chiusura dei manicomi fu completata solo nel 1999.

Psichiatria Democratica chiede quindi che in sede di approvazione del decreto vengano introdotte analoghe sanzioni che prevedano, oltre al commissariamento, la penalizzazione delle regioni inadempienti con tagli al trasferimento dei fondi sanitari da parte dello Stato.

Nel frattempo devono essere dimessi, a cura dei Dipartimenti di Salute Mentale di competenza, tutti gli internati ancora in regime di proroga per i quali devono essere utilizzate, ove necessario, le strutture residenziali già esistenti (in Italia sono stati censiti oltre 18000 posti residenziali psichiatrici!) senza aspettare la creazione di nuove “strutture” che comporterebbero una neo-istituzionalizzazione degli attuali internati perpetuandone l’attuale emarginazione.

Solo in questo modo si eviterà che la chiusura degli OPG si traduca unicamente nel moltiplicarsi di strutture neo-manicomiali tra cui suddividere gli attuali internati, strutture che assorbiranno tutti i finanziamenti previsti dalla legge senza che rimangano risorse per formulare, per ciascuno di loro, un reale e credibile progetto terapeutico individuale. Purtroppo i segnali che provengono dalle Regioni nel loro complesso, quelle sedi di OPG e quelle che devono accogliere i loro internati attuali e quelli futuri, vanno nel senso di individuare strutture, spesso con un numero di posti letto addirittura superiore alle necessità attuali e con già ipotizzati accorpamenti di più moduli di 20 posti nella stessa sede. Si riprodurrà e moltiplicherà, in questo modo, su tutto il territorio nazionale il modello di Castiglione delle Stiviere (spesso richiamato dai commentatori) che, per quanto da sempre a gestione interamente sanitaria, rappresenta un modello manicomiale non solo contrario alla legge 180/78,  ma anche allo spirito e alla lettera della legge 9/12 che prevede una restituzione ai territori di competenza anche dei pazienti psichiatrici autori di reato.

Senza questa attenzione viene vanificato anche l’auspicio del Ministro alla Magistratura di Sorveglianza per l’adozione da parte dei magistrati di misure alternative all’internamento: essendo intervenuta la legge in regime di costanza legislativa, in attesa di auspicabili modifiche dei codici in tema di imputabilità e misura di sicurezza, l’unica vera urgenza regionale è l’individuazione della struttura in grado di accogliere gli eventuali invii da parte del magistrato dei soggetti per i quali non ritenga applicabile una misura alternativa e oggi destinati all’opg.

Dichiarazioni di Lupo e Bondioli sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: commissariamento per le regioni inadempienti e penalizzazione economica del fondo sanitario.

In relazione alla imminente conversione in legge del decreto di proroga della chiusura degli opg, dal 31.3.2013 al 1.4.2014, Psichiatria Democratica , attraverso il  Segretario Nazionale Emilio LUPO e il responsabile Naz. Carceri e OPG Cesare BONDIOLI, ribadisce quanto ripetutamente affermato nel corso del dibattito in questi anni.

Pur essendo sempre stata Psichiatria Democratica sempre contraria, in linea di principio, a qualunque proroga, riteniamo che il decreto di proroga risulterebbe gravemente depotenziato se, oltre a prevedere il commissariamento per le Regioni inadempienti, non prevedesse anche una loro penalizzazione in termini di trasferimento del Fondo sanitario. Ci sostiene in questa nostra posizione l’esperienza a suo tempo vissuta per la chiusura dei manicomi dopo la 180/78: di anno in anno la reale chiusura è slittata, nell’indifferenza generale, in primis delle Regioni, fino a che la Finanziaria del 1996 non previde una penalizzazione  delle Regioni e Asl inadempienti sulla chiusura dei manicomi, del 2,5%  oltre ad un loro commissariamento. Questo provvedimento fece sì che anche i “ritardatari” si attivassero per la chiusura dei manicomi che avvenne entro il 2009 con la loro completa dimissione.

La vicenda degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari è per molti aspetti analoga, complicata dal fatto che su ognuno di essi insistono diverse Regioni anche se quella dove è ubicato l’opg funge da capofila per coordinare i progetti di dimissione, per cui riteniamo indispensabile rafforzare la cogenza dei termini per la chiusura con provvedimenti che investano direttamente e pesantemente gli inadempienti (nel nostro caso la regione capofila ma anche le altre del bacino).

Psichiatria Democratica chiede pertanto che in sede di conversione il Decreto venga emendato, ribadendo:

-          Il ricorso al commissariamento delle Regione e della Aziende ASL, non rispettose dei termini per la chiusura degli opg con restituzione degli internati ai loro territori attraverso i Dipartimenti di Salute Mentale che ne cureranno la dimissione, con programmi terapeutici individualizzati, così come andiamo ribadendo da tempo;

-          Che il suddetto provvedimento sia accompagnato da una penalizzazione delle Regioni inadempienti nei trasferimenti del Fondo sanitario nella misura del 2,5%.

Psichiatria Democratica. Cantiere per la Formazione


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Non solo farmaci ma percorsi di guarigione possibili


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ASSOCIAZIONE ITALIANA TECNICI DELLA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA


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La 180 e la medicalizzazione della Vita (programma definitivo!)


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...finalmente IL MAGGIO...e non solo...

Finalmente il programma completo delle iniziative che VIVIQuartiere, in collaborazione con l'associazione LORO DI NAPOLI  e con ARCHEOLOGIA NAPOLI propone per la rassegna del MAGGIO DEI MONUMENTI 2013, patrocinata dal Comune di Napoli, e non solo. Quattro appuntamenti fissi tutti i finesettimana, dal 4 maggio al  2 giugno:

 

VERGINIeSANITA'Sfogliatelle&Taralli - passeggiata saporita

IL CIMITERO DELLE FONTANELLE - percorso narrato

La via del Duomo - passeggiata archeologica ed animata

LA PIETRASANTA - visita guidata ed infopoint

 

E poi …oltre IL MAGGIO, una rassegna ricca di percorsi inediti, passeggiate animate, itinerari musicali e spettacoli teatrali che ci accompagneranno dalla mattina al calar della sera (in allegato la bozza del programma completo - a breve la brochure ufficiale)

Una serie di appuntamenti coinvolgenti per scoprire i saperi, i sapori ed i colori della napoli che non ti aspetti e che si pongono, inoltre, la finalità di raccogliere fondi per finanziare progetti sociali a favore degli utenti del centro diurno di salute mentale LAVORI IN CORSO dell'ASL NA1, i quali, durante il percorso VERGINIeSANITA', faranno da guida ai visitatori nel convento di S. Maria Antesaecula che ospita la struttura del quartiere, raccontandone la storia del passato e le attività del presente.

Non mancare…e passaparola!

PSICHIATRIA DEMOCRATICA E UNASAM CONTRARI ALLA 181

Dichiarazioni di Emilio Lupo tratte da L'Unità del 14 maggio 2013

 

TUTTI PAZZI PER LA 181

di Cristiana Pulcinelli (pagina 17)

............... Ma c'è chi questa proposta non la condivide. Per Emilio Lupo, Segretario di Psichiatria Democratica,"esiste la legge quadro ed esistono i progetti obiettivo regionali. Nella lege c'è già la centralità dei servizi teritoriali, c'è il nuovo protagonismo di utenti e familiari,c'è la centralità dell'abitare e del lavoro, il resto può essere inserito nei regolamenti aziendali o nei progeti obiettivo regionmali. Il problema oggi è un altro:il depauperamento delle risorse dei dipartimenti di salute mentale.Oggi non c'è turnover, le risorse per l'abitare e il lavoro sono sempre meno. Il che vuol dire che si può aprire una deriva veso una neoistituzionalizzazione. Oggi c'è da difendere la centralità del servizio pubblico,partendo dalla linea di demarcazione della 180".

 

Antefatto:

L'associazione "Le parole ritrovate" lancia un'iniziativa popolare cui è stato dato il nome di "181": un testo di legge presentato come "fuori dagli schemi", in cui "speranza e fiducia sono le parole-chiave". I proponenti: "Bisogna far partecipare utenti e familiari ai servizi di salute mentale e garantire buone cure in tutta Italia". E sono pronti a raccogliere 50mila firme con lo slogan "Tutti pazzi per la 181" . Per saperne di più

 

Ed inoltre

Secondo il presidente Luigi Attenasio "non c'è bisogno di una nuova legge" e la proposta di superare la 180 è "inutile": occorre invece applicare la normativa vigente perché laddove ciò è stato fatto essa ha funzionato. Il vero problema? "I servizi desertificati"

ROMA - La proposta di legge 181? "Noi riteniamo che sia inutile e potenzialmente dannosa". A parlare è Luigi Attenasio, psichiatra e presidente dal 2010 di Psichiatria democratica. Non c'è bisogno di una nuova legge, ma di applicare quelle vigenti: dove la legge 180 è stata applicata, ha funzionato".

I promotori della "181" sostengono che sia arrivato il momento di andare oltre, di colmare ciò che la 180 ha lasciato di incompiuto, cioè il "chi fa che cosa dove e quando".

La 180 è la cornice. Dice cose semplicissime ma sostanziali. Sul terreno delicato del trattamento sanitario obbligatorio, ad esempio, si sanciscono una serie di garanzie a tutela della inviolabilità della persona: deve avvenire su proposta di un medico, con la convalida di un medico di struttura pubblica, con la convalida del sindaco, carica eletta e responsabile sanità, e poi c'è la figura del giudice tutelare. Non si parla più di autorità giudiziaria, come era dal 1904, così come non si parla di "pericolosità", si "decolpevolizza" il paziente. Due Progetti-obiettivo hanno dato concretezza e gambe a quei principi. Lì è detto come devono essere i dipartimenti, i centri diurni e le comunità, si ribadisce il primato dei territori. E più di 220 dipartimenti di salute mentale sono nati in Italia a seguito di questi testi, che in questo sono stati evidentemente rispettati. Ma il vero problema è un altro.

Qual è il vero problema?
Il vero problema è che i nostri servizi sono desertificati. Ho bisogno di operatori qualificati, mentre per effetto della spending review, dei tagli e della crisi economica si sta smantellando un sistema. E' in atto il tentativo di uccidere il welfare state. La nostra missione di aiutare chi è in condizione di sofferenza è messa a dura prova.

La proposta di legge 181 prevede l'utilizzo remunerato, nei dipartimenti, degli utenti e familiari esperti. Come giudica questa proposta?
Noi diciamo no, perché continuerebbe una asimmetria tra operatore qualificato e persone che sarebbero anche sottopagate. Non per svalutare il protagonismo degli utenti e dei loro familiari, anzi: a questo proposito ricordo anche l'esperienza dei "44 matti" al Parlamento europeo, dove abbiamo accompagnato utenti e familiari a portare la propria testimonianza. Ma ad ognuno il suo ruolo. Tutto è importante, fuori dai manicomi, ma professionalizzare alcuni non crediamo sia una buona strada. Se l'esperienza di Trento (di cui i promotori della legge sono portatori, ndr) funziona, bene. Ma a farla diventare modello tramite legge dello Stato diciamo no. Peraltro ci sono tante esperienze altrettanto positive.

Oggi pomeriggio, a 35 anni dalla legge 180, Psichiatria democratica organizza una iniziativa su "La 180 e la medicalizzazione della vita": si parla di scienza, soggettività, diritti e legami sociali.
Per noi il 13 maggio è il giorno della liberazione dal giogo manicomiale. La legge 180 ha in sé valori di democrazia, diritti e legami sociali. Per questo metterla in discussione è come se si volesse mettere in discussione la Costituzione. Noi come Psichiatria democratica e i tanti altri soggetti che oggi con noi organizzano questa iniziativa (da Cittadinanzattiva all'Unasam a Progetto Diritti onlus solo per citarne alcune, ndr), siamo usciti fuori dal recinto della psichiatria. Parliamo di salute mentale e di come costruirla, e questo è un problema di tutti, una questione di valori e di civiltà. (ep)

(13 maggio 2013)

 

 

 

Messaggio di don Luigi Ciotti a Psichiatria Democratica per l'incontro del 13 maggio 2013 a Roma


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A Palermo l’incontro sul superamento dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, tra l’Assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino e i Dirigenti Nazionali di Psichiatria Democratica

Psichiatria Democratica(PD) a margine del convegno “Le ali della libertà” svoltosi recentemente a Caltagirone, aveva richiesto un incontro all’Assessore alla Sanità della Regione Sicilia, dr.ssa Lucia Borsellino, per avere informazioni e chiarimenti sui programmi regionali per il superamento dell’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto, in ragione delle riferite allarmanti notizie, su un progetto sostanzialmente di neo-istituzionalizzazione degli attuali internati e dei futuri destinatari di misure di sicurezza detentive.

Giovedì 16 maggio 2013, l’assessore Borsellino e il suo staff hanno ricevuto una delegazione di dirigenti Nazionali di PD (il  resp. Naz. Carceri e OPG C. Bondioli, il Segr. Naz. E, Lupo, il Pres. Naz,. L. Attenasio e il dott. G. Interlandi del CD naz. PD)  fornendo un quadro, complessivamente esauriente, della situazione attuale e del progetto di chiusura di Barcellona P.G..

Attualmente, dopo che nel corso del 2012  sono state dimesse 123 persone che sono state prese in carico dai DSM di competenza, sono ancora internati 93 siciliani a Barcellona, oltre a 5 donne a Castiglione delle Stiviere e 8 uomini in altri OPG. L’Assessore Borsellino ha assicurato che non verrà meno l’impegno per la dimissione immediata  di chi non risulti più socialmente pericoloso, infatti per 55 di loro è prevista la dimissione in famiglia o in comunità alloggio o comunque in strutture sanitarie dei DSM. E’ stato riferito inoltre alla delegazione di PD, del finanziamento di 2mln di euro per la durata di due anni; per i rimanenti internati al momento non è ancora stato definita una soluzione alternativa all’internamento.

Per il superamento di Barcellona la Regione Sicilia, ha previsto la realizzazione, in ogni distretto Giudiziario, di una struttura di 20 posti con attività di vigilanza perimetrale per complessive 4 strutture; tuttavia, non essendo stata reperita una struttura riutilizzabile nel distretto Palermo-Agrigento, nel distretto di Catania saranno realizzate due strutture, indipendenti, a Caltagirone in Loc. Santopietro.

I dirigenti di Psichiatria Democratica nel mentre hanno apprezzato l’impegno dell’Assessorato relativamente alla idonea collocazione delle persone provenienti dall’OPG sul territorio di provenienza degli stessi, nello spirito di una Salute Mentale di comunità, evitando così di costruire nuove residenze con spreco di risorse umane ed economiche hanno, di contro, espresso il loro dissenso dicendosi          fortemente contrari  a tale ipotesi di lavoro, sia per l’eccesivo numero di posti letto per struttura – 20 - (per complessivi 80 posti a fronte di un “residuo” di circa 40 internati ancora senza progetto di dimissione) sia per il fatto che tutte le strutture sono previste a vigilanza perimetrale.

Quello che, a nostro avviso, appare incredibile - è stato rilevato dai Dirigenti di PD - è che nel distretto Palermo - Agrigento non si sia trovata una struttura riutilizzabile e che, di conseguenza, nel distretto di Catania si assisterà ad una concentrazione di posti letto – la metà del totale – che facilmente rinvierà, nella realtà e nell’immaginario collettivo, al vecchio OPG. In queste condizioni sarà molto difficile, è stato ribadito a più riprese,  valorizzare adeguatamente l’intervento sanitario/riabilitativo e l’integrazione sociale rispetto a quello custodiale con il rischio di riprodurre separatezza  ed emarginazione, assai elevato.

L’Assessore Borsellino ed il suo staff, infine, nel ringraziare la delegazione di PD per il franco confronto e per il contributo di idee e proposte offerto durante il lungo incontro, hanno ribadito la piena disponibilità a mantenere attivo e vivo il tavolo sul delicato tema degli OPG, attraverso periodiche consultazioni, al fine di monitorare, congiuntamente, l’intero processo di dismissione.  

 Maggio 2013

La morte di Don Andrea Gallo: ha indicato la strada del riscatto e della libertà.

Comunicato Stampa

La morte di Don Andrea Gallo: ha indicato la strada del riscatto e della libertà.

Abbiamo sempre pensato che gli stessero stretti tutti gli abiti che gli si volessero fare indossare:prete rosso, prete degli ultimi, prete contro, prete partigiano e via così. Don Andrea Gallo era un passo avanti, sempre. E, a dirla con Brecht, aveva capito e scelto, con ferma determinazione , che era indispensabile, inevitabile  sedersi dalla parte sbagliata. Fare senza chiedere, stare dentro le contraddizioni, per costruire quello che si doveva. Tutti i giorni. PsichiatriaDemocratica (PD) lo ricorda oggi, anche quale cofondatore della sezione ligure di PD, insieme ad Antonio Slavich e a tanti altri che  decisero di sporcarsi le mani per chiudere, definitivamente, quella tremenda pagina di storia che furono i manicomi. Una scelta quella di schierarsi insieme a Psichiatria Democratica, assai importante per tutto il movimento, uno stimolo costante a non abbassare mai la guardia quando in gioco sono i diritti delle persone che non ce la fanno da sole. Senza enfasi possiamo affermare che la sua perdita ci ha lasciati sgomenti ma anche consapevoli che  Don Gallo ha indicato la via: quella del riscatto e della libertà a fianco degli ultimi.

Convegno sulla riabilitazione equestre

Venerdì 7 giugno 2013 ore 9.30

Riserva naturale Oasi - WWF Cratere degli Astroni

Via Agnano agli Astroni 468, Napoli

 

La riabilitazione equestre come strumento per il superamento e la cura di diverse forme di disagio. Da anni ormai si parla di terapia con il mezzo del cavallo (t. m. c.) come un insieme di tecniche educative utili a superare il danno sensoriale, cognitivo, comportamentale attraverso un'attività ludico-sportiva che avviene per mezzo del cavallo. Secondo recenti studi, questo tipo di riabilitazione ha un ruolo fondamentale nel processo di normalizzazione e contribuisce allo sfruttamento delle capacità residue dell'individuo e alla strutturazione della sua personalità.

Se ne parlerà con esperti e studiosi nel corso del convegno "La riabilitazione equestre", promosso da Riserva degli Astroni - Oasi WWF degli Astroni, cooperativa sociale Alser, Anire (Associazione nazionale italiana riabilitazione equestre) in collaborazione con il gruppo di imprese sociali Gesco, nell'ambito del progetto "Natur" per il recupero del rapporto uomo-natura. Dopo i saluti di Raffaele Felaco, presidente dell'Ordine degli Psicologi Campania, introduce e modera: Giuseppe Varriale, presidente della coop sociale Alser. Intervengono: Danièle Nicolas Citterio, presidente dell'associazione Anire; Fabrizio Canonico, responsabile dell'Oasi WWF degli Astroni; Lucia Menna, responsabile della Cattedra di Antropologia Animale alla Facoltà di Veterinaria dell'Università Federico II di Napoli; Salvatore Di Fede, responsabile nazionale organizzazione di Psichiatria Democratica (PD). A fine convegno, sarà offerto un buffet a cura di Farepiù/Gruppo Gesco.

Verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

locandina

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