Appello per chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari


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Per Vincezo Consolo

 

E' morto lo scrittore  Vincenzo CONSOLO e siamo tutti più soli e fragili.

Ci mancheranno i suoi sguardi teneri e indagatori.

I suoi ammonimenti che erano riflessione collettiva ma anche coinvolgimento personale.

Diretto.

Convinto.

Mai occasionale o di facciata.

Vincenzo era uno di noi.

E questo ci inorgogliva.

E questo ci inorgoglisce.

Minatori,

diritti civili,

su di una biro che era una clava,

un martello,

una chiave,

uno spartito.

Ci piace immaginarlo che se ne sia andato con sotto il braccio

Il Sorriso dell'ignoto marinaio,

che abbiamo tanto amato.

Forse perchè così continuerà a solcare

mari e onde sulla sua penna

che lo iscrive tra i maggiori e più acuti innovatori del linguaggio,

della letteratura internazionale.

A Caterina dolce e tenace compagna, 

testimone e protagonista di una storia che il tempo non potrà mai esaurire

l'abbraccio più forte di tutta Psichiatria Democratica.

Emilio

una delegazione di Psichiatria Democratica sarà presente ai suoi funerali che si terranno a Sant'Agata di Militello in Sicilia, suo paese natio

leggi:

 

IL MEDITERRANEO TRA ILLUSIONE E REALTÁ, INTEGRAZIONE E CONFLITTO NELLA STORIA E IN LETTERATURA

Matti in libertà

 

Napoli, VENERDI' 3 FEBBRAIO, ore 18.00 presso la Feltrinelli in Via S. Tommaso D'Aquino 70 - Ponte di Tappia -
Presentazione del libro di MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI "Matti in libertà" - L'inganno della Legge Basaglia - Come il percorso interrotto della Legge Basaglia è ricaduto su uomini e donne in tutta Italia, vittime innocenti di un iter legislativo che non ha cancellato gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Le storie degli internati e delle loro famiglie.
 
Introduzione di GIUSEPPE CRIMALDI, Cronista giudiziario de "Il Mattino",
 
ne discutono :
 
LUISA BOSSA, deputata, già sindaco di Ercolano,
CARMINANTONIO ESPOSITO, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli,
EMILIO LUPO, segretario nazionale di Psichiatria Democratica,
RICCARDO POLIDORO, presidente de "Il Carcere Possibile Onlus", Camera Penale di Napoli,
FABRIZIO STARACE, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Modena.
L'attrice CRISTINA DONADIO leggerà alcuni brani del libro.

Lettera di Cesare Bondioli (Responsabile Nazionale Carceri e OPG di Psichiatria Democratica) sul Decreto di chiusura degli OPG.

 

                                                                   Arezzo 1 Febbraio 2012

Cari compagni ed amici,

le polemiche suscitate dall’approvazione dell’Art 3 –ter del c.d. “Decreto svuota carceri”, mi riportano alla mente quanto successo nel 1978 con l’approvazione della 180, specie per la sua parte che introduceva il TSO.

E’ noto che lo stesso Franco Basaglia avrebbe voluto che nella legge non fossero previsti dispositivi “coercitivi” ma con grande senso di responsabilità e visione politica, finì per accettare il TSO come male minore. Anche allora parti consistenti del movimento si opponevano al tso ma nessuno si spinse fino al punto di disconoscere la 180 per una visione “pura e dura” dei risultati della lotta di deistituzionalizzazione dei manicomi di cui la 180 fu comunque l’esito e l’inizio di una sua generalizzazione. Nessuno si sognò di dichiararsi apertamente contrario alla 180 , insieme alle destre, anzi tutti rivendicarono la Legge come un successo del lavoro svolto dal movimento anti-istituzionale dentro i manicomi e nel territorio; tutti poi si sono impegnati nel lavoro quotidiano per una applicazione avanzata della legge proprio nei suoi aspetti più critici e criticabili: da qui la battaglia, non ancora vinta, per SPDC aperti e senza contenzioni o per forme di ricovero alternative (v. servizi di salute mentale h 24 con posti letto).

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Finalmente via gli Opg, ma il difficile viene ora

 

 

di  Maria Antonietta Farina Coscioni ( quotidiano EUROPA, 3  febbraio 2012)

La decisione non può, evidentemente, che rallegrare: entro, e non oltre, il 31 marzo del prossimo anno tutti gli Ospedali psichiatrici giudiziari in Italia saranno chiusi. I detenuti, 1500 persone circa, saranno trasferiti in centri, finalmente, adeguati alla cura delle patologie che li affliggono. Avrà così finalmente fine quello che il presidente della repubblica Napolitano ha definito «l’estremo orrore dei residui Opg, inconcepibile in qualsiasi paese appena civile».
Gli Opg sono un luogo di indicibile sofferenza. Nel corso delle mie visite ispettive sono venuta a conoscenza di una quantità di storie penose e atroci: un uomo di 58 anni, rinchiuso da otto nell’Opg di Aversa, che con un lenzuolo si impicca; aveva saputo che la sua pena era stata prorogata ancora una volta e che, nonostante da tempo fosse stato giudicato non più “socialmente pericoloso”, sarebbe rimasto rinchiuso lo stesso; un altro caso, quello di M., 30 anni: nel 2004 è arrestato per aver guidato contromano con il motorino. Finito in un Opg, di proroga in proroga sono passati sei anni.
La questione, insomma, non può essere risolta con un mero tratto di penna, non è sufficiente stabilire che quello che è stato non deve più essere, e pensare che il problema si risolva da sé. È vero: per troppo tempo gli Opg sono stati un territorio dimenticato in cui ogni dignità è annullata. Il parlamento ha fatto un importante passo verso la chiusura; ma ora?

 

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OPG: Ora comincia il lungo processo di deistituzionalizzazione.

 

Per Psichiatria Democratica (PD), l'Associazione fondata da Franco Basaglia e che in questi  anni si è battuta per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, il momento attuale è assai delicato in quanto occorre definire bene i percorsi politico/amministrativi necessari per governare, in maniera adeguata, l'intero processo.

Per i Dirigenti Nazionali di Psichiatria Democratica, Cesare Bondioli,  Emilio Lupo e Luigi Attenasio guai ad abbassare la guardia e a dare per scontati i passaggi che porteranno le persone dagli OPG al territorio.

Gli esponenti di PD, anche a nome dell'intera Associazione, infatti, non si stancano di ripetere che tenere alta la guardia dovrà, nei fatti, garantire quanto segue:

1) La titolarietà dei  progetti - beninteso personalizzati -  resta appannaggio del Servizio Sanitario Nazionale che la espleterà in tutte le forme che riterrà opportune, avvalendosi dei suoi Dipartimenti diSalute Mentale e delle loro articolazioni funzionali. La centralità del Servizio pubblico è, per Psichiatria Democratica, garanzia da un lato di attiva partecipazione di tutti gli attori in campo (Utenti,familiari,operatori, Enti, volontariato, cooperazione sociale etc.) e, dall'altro, di contrasto a tutte le forme di privato mercantile che potrebbero essere interessate alla gestione nelle singole realtà regionali;

2) La definizione del finanziamento, in maniera da garantire un budget adeguato ai diversi bisogni (casa, progetto lavorativo etc.) e che sia vincolato  in ragione dei suindicati progetti  per ciascun utente;

3) L'emanazione da parte del Governo di un Regolamento attuativo che - d'intesa con le Regioni e  garantendosi il coordinamento del Presidente Errani - indichi, dettagliatamente, modi, tempi e risorse,umane ed economiche, da impegnare nel complesso processo di dismissione in grado di sostenere, concretamente, i sempre più asfittici Dipartimenti di Salute Mentale ( insieme alla costituzione di equipes di dismissioni, a tempo);

4) Che si affronti, contestualmente, sia il tema della pericolosità sociale da infermità mentale -della quale PD chiede l'abolizione - come l'istituto della imputabilità-inimputabilità per infermità di mente da cui quello deriva.

Psichiatria Democratica da ultimo vuole ribadire che questo degli OPG, come ogni progetto di deistituzionalizzazione, non sarà un processo breve nè tantomeno esclusivamente legato alle normative ma che dovrà vivere, attraversare e cambiare culture e prassi . Che non ci sono nè scorciatoie nè esemplificazioni ma solo un duro, costante lavoro che, sul territorio, dovrà vedere ancora una volta impegnati ed uniti  quanti -a vario titolo - pongono al centro del loro fare/pensare i diritti di quanti non ce la fanno da soli.

 

Napoli -11 Febbraio 2012

 

Finalmente chiudono le prigioni dell'orrore,"Gli Altri" 24 febbraio 2012 pag. 20

 

di Gigi Attenasio

 “Svuotano pure i manicomi criminali, a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Il governo fa scappare i pazzi” rigurgita in prima pagina “la Padania”: è la “civiltà” dei Borghezio, del dito medio alzato, del rutto e della scoreggia libera, degli “extra” travestiti da leprotti per il tiro a segno dei “civilissimi” cacciatori del Nordest! A parte l’ironia (per Nietzsche spesso vicina alla tragedia), entro il 31 Marzo 2013 verranno chiusi gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG): è una importante notizia e Psichiatria Democratica come tale la registra in attesa del Regolamento attuativo che detti tempi e modi del processo di dismissione. Ci sentiamo parte di questa vittoria di civiltà per il sostegno alla Commissione Inchiesta del Senato di Ignazio Marino, cui ancora una volta plaudiamo per il lavoro svolto, e per le migliaia di firme da noi raccolte in pochi mesi contro quei tremendi luoghi di afflizione.

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Stop alla campagna di sottoscrizione per chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

 

Un grazie a quanti hanno sottoscritto il nostro appello per il superamento degli

Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG).

Psichiatria Democratica ringrazia quanti hanno firmato - nei luoghi di lavoro, nelle associazioni, nelle Università, nelle sedi sindacali, politiche, della carta stampa, etc. - l'appello per chiudere, presto e bene, quei tremendi luoghi di afflizione che sono gli  Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

I militanti e i dirigenti della nostra Associazione, nel corso dei mesi, hanno avuto, così, modo di incontrare tante persone con le quali ci si è trattenuti a discutere e confrontarsi sia sulle condizioni degli OPG, sia sul come costruire un'alternativa territoriale di accoglienza rispettosa dei diritti dei singoli e in grado di promuovere programmi operativi di inclusione sociale.

Il grande consenso- oltre 3500 firme - raccolto intorno alla nostra articolata proposta, ci conforta molto perchè come abbiamo avuto modo, recentemente, di ribadire, oggi (dopo l'approvazione della legge9/2012) inizia un lungo e difficile processo di deistituzionalizzazione. Un processo, quello appena incominciato, dove non mancheranno le resistenze al cambiamento sia dentro che fuori gli OPG, nel quale bisognerà coinvolgere le Regioni, le ASL e tutte le loro articolazioni funzionali affinchè i luoghi di accoglienza, siano attraversati dalla vita e non diventino contenitori di sofferenza. Dove le risorse economiche ed umane siano adeguate ai bisogni delle persone in difficoltà e la magistratura sia sempre più parte attiva e propositiva nel sostenere programmi alternativi alla detenzione.

Da ultimo vogliamo ringraziare i primi firmatari del nostro appello che, come ricorderete, non sono addetti ai lavori ma persone impegnate come L. Ciotti e Alex Zanotelli, scrittori ed intellettuali (dal compianto V. Consolo a C. Stajano, E. Rea e E. De Luca, S. Staino, Piero Dorfles, Giorgio Manfredonia) artisti (C. Fracci, S. Sandrelli, C. Bisio, F. Gifuni, S. Cristicchi, A. Sandrelli, M. Costanzo) docenti universitari ( L. Zevi, F. Cassano, V. Silvestrini, N. Dalla Chiesa, A. Sainati ) giornalisti (C. Mineo, A. Bolzoni, S. Ruotolo) e tantissimi altri, ma anche il mondo dell'associazionismo, del volontariato e quello della politica, il cui sostegno ci ha dato carica e speranza nel raggiungimento dell'obiettivo.

Un grazie infine a tutti gli iscritti  e simpatizzanti di Psichiatria Democratica che in ogni dove e, spesso, tra mille difficoltà hanno consentito questo successo collettivo in nome del principio di condivisione e di partecipazione attiva nella costruzione di percorsi altri, dei diritti universali di libertà e giustizia così come la lezione di Franco Basaglia ogni giorno ci ricorda.

Quale futuro per gli OPG?

 

di Nicola Graziano – Magistrato *

 

Le mie impronte digitali

prese in manicomio

hanno perseguitato le mie mani

come un rantolo che salisse la vena della vita,

quelle impronte digitali dannate

sono state registrate nel cielo

e vibrano insieme

ahimè

alle stelle dell'Orsa maggiore

(Alda Merini)

 

Il 14 febbraio 2012 con 385 sì, 105 no e 26 astenuti l'Assemblea di Montecitorio ha licenziato definitivamente il decreto legge del Governo sul sovraffollamento delle carceri. Il provvedimento, incredibilmente battezzato salva – carceri (!?!) (così si legge testualmente sul sito ufficiale del Ministero della Giustizia) è ora legge dello Stato.

Tra le norme di cui esso si compone la mia attenzione si concentra su quella che reca disposizioni per il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, laddove si stabilisce che il termine per il completamento del processo di superamento degli OPG è fissato al 1° febbraio 2013.

Si prevedono alcuni requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi, anche con riguardo ai profili di sicurezza, relativi alle strutture destinate ad accogliere le persone cui sono applicate le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell'assegnazione a casa di cura e custodia che sono: a) la esclusiva gestione sanitaria delle strutture stesse, b) la previsione di una attività perimetrale di sicurezza e vigilanza esterna delle stesse nonché c) la destinazione delle strutture a soggetti provenienti dalle regioni di ubicazione delle stesse.

Si prevede, inoltre, che le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose devono essere senza indugio dimesse e prese in carico, sul territorio, dai Dipartimenti di salute mentale.

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Articolo sugli OPG

Speciale de «IL GIORNALISTA», organo quindicinale della Scuola di Giornalismo dell'Università di Salerno, curato da Emanuela De Vita, Carmen Galzerano e Imma Solimeno, " DIETRO LE SBARRE DELLA FOLLIA" sugli OPG.

 

Vedi

Lettera di Psichiatria Democratica a Susanna Camusso.

 

                                                                     Al Segretario Generale della CGIL

                                                                                            Susanna CAMUSSO

SEDE                          

 

Psichiatria Democratica apprezza assai l’impegno con cui tu difendi le ragioni del lavoro come il diritto su cui si fonda la nostra Repubblica. Il lavoro è un diritto di tutti e perciò stesso anche dei più deboli tra i cittadini che, altrimenti, per la controriforma del Governo, saranno i primi a perdere con l’emarginazione economica e sociale la propria capacità contrattuale. Saranno queste persone, difatti, a pagare, drammaticamente, la perdita di senso dei percorsi personali di inclusione sociale che, con sempre più difficoltà, peraltro, si compiono attraverso il sostegno degli operatori di Servizi di Salute Mentale e della Cooperazione sociale. I dirigenti ed i militanti di Psichiatria Democratica sanno che i livelli di giustizia sociale raggiunti vanno, continuamente, salvaguardati e che non si deve, mai, abbassare l’attenzione intorno ai bisogni di libertà e di diritti per le persone in difficoltà.

Psichiatria Democratica perciò condivide profondamente la battaglia della GCIL a difesa dell'articolo 18 e ribadisce l'impegno comune, per la costruzione di una società più libera, partecipata e rispettosa delle necessità di ciascuno.

          Dott. Emilio Lupo - Segretario Nazionale di Psichiatria Democratica

          Dott. Luigi Attenasio - Presidente Nazionale di Psichiatria Democratica

          Dott. Salvatore di Fede - Resp. Organizzazione di Psichiatria Democratica

 

Napoli, 23 marzo 2012

PROIEZIONE E CONFERENZA STAMPA ROBA DA MATTI


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Nuova audizione di Psichiatria Democratica al Senato.

 

Nella giornata di martedì 3 aprile, una delegazione di Psichiatria Democratica (PD) composta dai dirigenti nazionali dell'Associazione ( Bondioli, Lupo, Attenasio, Interlandi e Morlicchio) è stataconvocata, per una audizione, in Senato "in merito alla recente riforma degli OPG, nonché ad eventuali proposte integrative o volte ad una migliore attuazione della nuova disciplina". Durante il lungo incontro, gli esponenti di Psichiatria Democratica hanno avuto modo di rappresentare le loro preoccupazioni per il permanere di condizioni ambientali assolutamente carenti, rilevate -di recente - durante lo svolgimento di visite in alcuni OPG, perla detenzione di persone ultraottantenni od in regime di proroga sine die; grave allarme ha suscitato anche il riferito trasferimento in blocco di pazienti dagli OPG verso strutture convenzionate.

Per Psichiatria Democratica- è stato sottolineato- chiudere presto e bene gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari significa:

1)Definire progetti individualizzati per ciascun ospite da parte degli operatori dei Dipartimenti di Salute Mentale, ribadendo che le ASL mantengono la titolarità in tutte le fasidel progetto, attraverso le loro articolazioni funzionali, ivi compresi i servizi geriatrici e quelli dell'handicap;

2) Che nella dimissione in strutture comunitarie queste siano di piccole dimensioni, con assistenza di personale in quantità confacenti alle esigenze degli ospiti e adeguatamente formato;

3)PD ha inoltre lamentato la mancata emanazione - da parte dei Ministeri competenti –  del Decreto sui requisiti strutturali,  tecnologi e organizzativi di cui al comma 2 dell'art 3-ter della Legge, auspicando che comunque vengano adottati criteri molto restrittivi soprattutto per le dimensioni delle strutture, anche al di sotto del limite previsto (20 p.l.), vietando l’accorpamento di più moduli nella stessa struttura, onde evitare nuove concentrazioni o aggiramenti dello spirito della legge;

4) L'emanazione di un Regolamento attuativo che governi il processo di dismissione ;
5) Un idoneo finanziamento teso allo sviluppo di pratiche di inclusione territoriale, relativamente all'abitare e alla possibilità di lavorare per gli utenti;

6 ) Che venga affrontato, al più presto, il tema della riforma dei codici in materia di imputabilità, pericolosità sociale e misure di sicurezza psichiatriche.

I Senatori che sono intervenuti nel dibattito che si è sviluppato successivamente agli interventi dei rappresentanti di PD -dal Presidente Marino ai SenatoriMascitelli, Poretti, Cosentino e Soliani - si sono detti molto d’accordo sulle articolate proposte avanzate dagli esponenti l'Associazione.  Si sono detti daccordo, anche sulla necessità della riforma dei codici che, peraltro, come hanno rimarcato, nonrientra nelle disponibilità della Commissione, ringraziandoli, altresì, perquanto riferito a seguito delle recenti visite negli Istituti . Infine hanno ribadito il loro interesse a mantenere aperto il canale dello scambio e del confronto permanente, indispensabile per il miglior esito di questo complesso percorso.

Chiusura degli OPG: non è un buon inizio. Allarme di Psichiatria Democratica.

 

Le notizie pubblicare dal Sole 24 Ore sulla bozza riservatache fisserebbe i “requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi” delle strutture destinate a sostituire gli attuali OPG in base alle Legge n.9 del 17.2.2012,  destano grande allarme e preoccupazione assai forte in Psichiatria Democratica (PD) per l’ipotesi di una  gestione privata – anche imprenditoriale! -  delle strutture, per le loro dimensioni come pure per alcune per interpretazioni sulla natura di queste strutture. Psichiatria Democratica , anche in questa occasione, ribadisce la propria contrarietà e opposizione netta , ferma e decisa a formulazioni che, se approvate, stravolgerebbero spirito e lettera della Legge.


Tutto l’impianto della legge attribuisce ai Dipartimenti di Salute Mentale un ruolo centrale nella gestione dei soggetti sottoposti a misura di sicurezza laddove stabilisce la “gestione sanitaria” delle strutture di accoglienza e che “le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose devono essere, senza indugio. dimesse e prese in carico, sul territorio, dai Dipartimenti di Salute Mentale”. E’ ovvio, considerato che in qualunque momento può essere richiesta la revoca anticipata della misura di sicurezza, che il ruolo dei DSM non si espleta unicamente verso quei soggetti che hanno scontato il periodo minimo di durata della misura di sicurezza o che già si trovano in regime di proroga. Il DSM è, nei fatti, responsabile del progetto terapeutico-riabilitativo per la dimissione di qualunque soggetto sottoposto a misura di sicurezza, è l’interlocutore istituzionale in ogni fase dell’iter del percorso giudiziario del soggetto autore di reato quindi tanto del giudice che della magistratura di sorveglianza. Appare quindi gravemente contraddittorio ed inaccettabile che la gestione delle strutture sanitarie destinate ad accogliere soggetti in misura di sicurezza possa essere affidata in toto, come sembra evincersi, ad un privato.

Cosa ben diversa è se la gestione delle strutture, per es. per gli aspetti alberghieri, sia affidata dal DSM titolare a terzi o che questi, forniscano, come già spesso avviene, personale per l’attuazione dei programmi formulati dai DSM:  questi aspetti vanno ben chiariti nel Regolamento anche per evitare che si crei il grave precedente, non previsto dalle nostre leggi, di strutture detentive, sia pure sui generis, gestite da privati.

Per Psichiatria Democratica, insomma, la centralità del Servizio pubblico resta il fulcro dell'intera legge: la titolarietà dei DSM è fondamentale e ineludibile in qualsivoglia progetto di presa in carico.  

Come pure deve essere ben ribadita, secondo PD, la “esclusiva gestione sanitaria all’interno delle strutture”: questo nulla ha a che vedere con l’applicazione del regolamento penitenziario quasi che questo fosse necessitato dalla misura di sicurezza. Già oggi la misura di sicurezza si può scontare in ambienti diversi dall’OPG, per es. agli arresti domiciliari anche presso strutture nelle quali ovviamente non si applica il regolamento penitenziario. Oltremodo peregrino è, pertanto, il richiamo al codice penale o a presunti automatismi regolamento penitenziario/ misura di sicurezza e speriamo che si tratti solo di unainfelicesintesi delle posizioni degli esperti ministeriali.

L’altro aspetto che suscita perplessità è quello delle dimensioni delle strutture: si parla di 20 – 30 posti. Gli “ulteriori requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi” sono da determinare con riferimento al DPR 14.1.1997 che fissa gli standard per le strutture residenziali psichiatriche indicando in 20 il numero massimo dei posti letto. Questo limite appare, per Psichiatria Democratica, già eccessivo, dovendo le strutture conservare il carattere delle civili abitazioni, quindi le ulteriori specificazioni dovrebbero determinare standard più ridotti e non il contrario. In questo senso Psichiatria Democratica si è espressa fin dall’inizio del dibattito sul superamento degli OPG, avendo avuto modo di ribadire questa nostra posizione anche nel corso della recente audizione presso la Commissione di Inchiesta sulla efficienza ed efficacia del SSN. Il 3 aprile, difatti, dove abbiamo anche denunciato, al Senato, allarmanti segnali (proprio nel senso delle modifiche annunciate) per l’attivismo registrato da parte di grandi strutture psichiatriche private per accogliere gli ex internati (ovviamente tutto questo non può avvenire senza il consenso dei DSM che ne porterebbero comunque la responsabilità): per questo abbiamo invitato la Commissione a vigilare sulle modalità di applicazione della legge. 

Se venissero approvate le modifiche annunciate si aprirebbe una deriva neo-manicomiale che certamente la legge non auspicava: d’altra parte l’allarme è giustificato perchè l’esperienza della gestione privatistica delle strutture psichiatriche, tanto nel passato che anche oggi, si è sempre tradotta in cronicizzazione e separatezza prevalendo gli interessi economici dei gestori su quelli di cura e riabilitazione del paziente.

Il Regolamento è determinante non solo per l’applicazione della Legge per determinare le caratteristiche delle nuove strutture e il destino dei soggetti che continueranno, per ora, ad esservi ospitati ma anche per favorire modifiche legislative future: come PD ha da sempre sostenuto queste strutture non saranno nuovi manicomi (mini – opg) e le persone ivi ricoverate pazienti e non internati, se avranno piccole dimensioni, una gestione affidata ai DSM trasparente e in cui gli aspetti sanitari, come impone la legge, siano i prevalenti. Strutture così organizzate contribuiranno a favorire quella modifica dei codici in materia di imputabilità e misura di sicurezza auspicata dall’ordine del giorno (Miotto e altri) approvato dal Parlamento insieme alla Legge oltre che da tante espressioni della società civile.

 

IL CARCERE POSSIBILE ONLUS

    

 IL CARCERE POSSIBILE ONLUS

CAMERA PENALE DI NAPOLI

 Mercoledi 18  APRILE 2012 ORE 12.30

sede della Camera Penale

Palazzo di Giustizia di Napoli

 

 

 

 

 

 

PRESENTAZIONE DELLO

SPORTELLO GIURIDICO

PRESSO L' O.P.G.  DI NAPOLI

un'iniziativa in collaborazione con

il Tribunale di Sorveglianza e

il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli

Introduzione:

AVV. FRANCESCO CAIA

 Presidente Ordine Avvocati  di Napoli

AVV. DOMENICO CIRUZZI 

Presidente Camera Penale di Napoli

DOTT. CARMINANTONIO ESPOSITO

Presidente Tribunale Sorveglianza di Napoli

AVV. RICCARDO POLIDORO

 Presidente "Il Carcere Possibile Onlus"

Relazione sull'attività dello sportello:

DOTT.SSA DARIA VECCHIONE

Magistrato di Sorveglianza

AVV. MASSIMO VETRANO

Vice-Presidente "Il Carcere Possibile Onlus"

 DOTT. STEFANO MARTONE

Direttore OPG Napoli-Secondigliano

 

 

Maria Antonietta Farina Coscioni a Venezia per la presentazione del libro "Matti in libertà"

 

Venerdì 20 aprile alle ore 17.30 a Venezia presso la Scoletta dei Calegheri - San Tomà (vicino chiesa dei Frari a 5 minuti da piazzale Roma), presentazione del libro di Maria Antonietta Farina Coscioni: Matti in libertà, un viaggio nei sei ospedali pschiatrici giudiziari italiani.


Ne discutono con l'autrice:

·                     Emilio Lupo - psichiatra segretario nazionale di psichiatria democratica

·                     Anna Maria Marin - avvocato camera penale veneziana

·                     Delia Murer - deputata componente XII commissione affari sociali

·                     Maria Teresa Menotto - associazione il granello di senape

·                     Franco Fois - associazione Luca Coscioni Venezia

 

 

Matti in libertà:

Dimenticati da tutti e costretti a vivere in strutture fatiscenti, circondati da agenti penitenziari, invece che da esperti medici e infermieri professionali. Ecco le disumane condizioni cui sono sottoposti gli internati degli Opg (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), così come emergono dal viaggio inchiesta di Maria Antonietta Farina Coscioni. Le voci di chi in questo mondo ci vive, dai pazienti ai loro familiari, dai medici agli agenti di polizia penitenziaria. Gli accorati appelli di chi "non può essere aiutato perché il dolore lo porta dentro".
Il report di una realtà volutamente ignorata, impreziosito da sei vignette inedite di Sergio Staino.