ALTRA MORTE ALL'OPG DI BARCELLONA

 

COMUNICATO STAMPA 
ALTRA MORTE ALL'OPG DI BARCELLONA, stopOPG Sicilia: "SI ACCELERI PERCORSO CHIUSURA"   "L' ennesima morte, a distanza di pochi giorni dall' ultima, nell' ospedale pschiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto conferma una situazione insostenibile che va subito affrontata accelerando il percorso che deve portare alla chiusura di questa struttura": lo dice Elvira Morana, del Comitato StopOpg,  a proposito del decesso di un internato nell'Opg della citta' del messinese. " Su questa morte- aggiunge Morana- chiediamo sia fatta chiarezza. Sollecitiamo inoltre- prosegue-  l'immediato ripristino di condizioni di civilta', cosa che significa piani di cura individualizzati in contesti del tutto diversi dagli Opg, che, come e' ampiamente dimostrato, non fanno altro che aggravare la condizione delle persone fino alla morte".
 ufficiostampacgilsiciliaPalermo, 10 luglio -

La riforma della sanità penitenziaria: lo stato di attuazione della legge in Sicilia. Le condizioni dei CIE

 

COORDINAMENTO ENTI E ASSOCIAZIONI

DI VOLONTARIATO PENITENZIARIO – SEAC

SEAC SICILIA – ASVOPE

 

SEAC- Via Fontanarosa, 17 - 00177 Roma

Tel. 06.27858273 - Fax 06.27868864

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CESVOP – CENTRO DI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO DI PALERMO

 

 

                     Seminario nazionale di studi

La riforma della sanità penitenziaria: lo stato di attuazione della legge in Sicilia. Le condizioni dei  CIE

 

PROGRAMMA (Provvisorio)

Venerdì 12 ottobre

Apertura del Seminario

Ore 15,00 – Iscrizioni

Ore 16,00 – Saluti e introduzione di Bruno Di Stefano, coordinatore regionale SEAC Sicilia

Saluti di Luisa Prodi, Presidente nazionale SEAC

Saluti istituzionali (sono stati invitati l’on. prof. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo; il dr. Alberto Bellet, presidentedel Tribunaledi Sorveglianza di Palermo)

Ore 16,30 – Tavola rotonda

La riforma della sanità penitenziaria. Lo stato di attuazione in Sicilia: obiettivi raggiunti, criticità e nodi da sciogliere

Coordina:

dr.ssa Elisabetta Laganà, Presidente della Conferenza Nazionale Volontariato giustizia e consigliere nazionale SEAC

Interventi:

- On Roberto di Giovan Paolo, Presidente Forum Nazionale SaluteCarcere 

- dr. Fabrizio Scalici, medico penitenziario della Casa Circondariale “Pagliarelli”,  Palermo

- dr. Maurizio Veneziano, Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria  Sicilia

-avv. Riccardo Polidoro,Presidente Associazione “Il Carcere possibile”

- sen. Salvo Fleres, Garante regionale dei diritti dei detenuti in Sicilia

-prof. Giuseppe Verde,Componente della Commissione Paritetica per     l’attuazione dello Statuto siciliano

- prof.ssa Vanna Bonomonte, presidente associazione As.Vo.Pe. Palermo

ore 19,00 – Dibattito (interventi programmati: dott.ssa Francesca Vazzana, direttrice del carcere Pagliarelli; dott.ssa Rita Barbera, direttrice del carcere Ucciardone; magistrati sorveglianza; dr.ssa Marina Altavilla, dirigente UEPE Palermo; operatori volontari)

ore 20,15 – Conclusioni

Sabato 13 ottobre

Ore 9,00 – Tavola rotonda

L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario e il suo superamento: le problematiche della legislazione sulle misure di sicurezza

Coordina:dr. Gaetano Interlandi, psichiatra

Interventi:

- dr. Nicola Mazzamuto, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Messina

-don Pippo Insana, cappellano dell’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto

- prof. Antonino Gullo, sottosegretario Ministero della Giustizia

 

ore 11 - Tavola rotonda

La condizione dei migranti e i loro diritti all’interno dei CIE

Coordina: - prof. Ferdinando Siringo, presidente del MoVI Sicilia

Interventi:

- sen. Pietro Marcenaro, presidente Commissione diritti umani del Senato

  -prof Emilio Santoro, direttore Centro di documentazione “Altro diritto”

- prof. Fulvio Vassallo Paleologo, componente del Consiglio direttivo dell'ASGI (Associazione studi giuridici sull'immigrazione)

- Vincenzo  Morgante, giornalista della sede RAI Sicilia

- …Sottosegretario Ministero degli interni

 

-          rappresentante del Tavolo migranti del volontariato Palermo

 

 

ore 13 - Conclusioni

 

ore 13,30 – Lunch break

 

 

 

PALERMO, 12 -13 ottobre 2012

Centro Culturale Biotos – via XII Gennaio, 2

conferenza stampa mercoledì 26 settembre


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IL DOLORE EVITABILE


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Giornata Nazionale di studio sul pensiero di Vieri Marzi

PRIMO ANNUNCIO


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"AFRODITE" IN PUGLIA

 

Nei giorni 18-19-20 ottobre sarà presentato in Puglia, alla presenza degli autori il libro di Paolo Tranchina e Maria Pia Teodori: AFRODITE STORIA E PSICOLOGIA DI UN MITO (Magi  Editore Roma  pagine  360  Euro 25)

Gli incontri avranno luogo a:

MATERA  giovedì 18 ottobre ore 17,30, Sala convegni LE MONACELLE Via Riscatto 9. Introduce Edoardo de Ruggieri, Discute Prof. Angela Capurso Liceo Classico E. Duni  

BARI venerdì 19 ottobre ore 17,30, Associazione Culturale Angelus Novus, Via Borelli 32. Introduce Anna Belfiore, Presenta Pino Palomba, Discute Mariella Genchi

TARANTO sabato 20 0ttobre ore 17,30, Palazzo Galeata Via Duomo. Presenta Marisa Lieti

Si allegano locandine evento

Presentazione

Il testo di Paolo Tranchina e Maria Pia Teodori: Afrodite, Storia e psicologia  di un mito,  (Magi Edizioni, Roma 2011, pag. 362, Euro 25), affronta il mito di Afrodite di cui interpreta, a livello psicanalitico, i  principali simboli, e i personaggi correlati. La storia parte dalla sumera Inanna, che riuniva nella sua figura amore e guerra, poi scissi in Grecia in Afrodite e Ares, e si pone molte domande. Come mai, la più bella tra gli dei sposa Efesto, il più brutto degli olimpici? Come mai la sua progenie con Ares, suo amante preferito, finisce tutta tragicamente? A cosa rimanda l'eterno binomio nuda-vestita? Delineato il passaggio dalla Afrodite greca, che Empedocle coglie come signora del conflitto amore-odio, che affascinerà Freud, alla Venere romana che Lucrezio canta in tutta la sua pienezza, incontriamo la Dea con Anchise, a cui partorirà Enea, capostipite della progenie di Roma. Ma come mai i Romani hanno scelto proprio lei?

Particolare attenzione è posta alla favola di "Amore e Psiche",  sulla quale si sono cimentati autorevoli allevi di  Jung: Von Franz,  Neumann e Hillman. Interessanti per i loro rapporti con la clinica, sono le riflessioni su eros, logos e thanatos in Freud e Jung.

La Dea è colta nella sua interezza culturale e spirituale, come signora dell'armonia universale, della reciprocità dell'amore, ben oltre ogni riduzionismo sessuale, fino al senso rinascimentale più profondo per la modernità: la Venere di Botticelli agli Uffizi di Firenze, che annuncia la nostra era. Contro ogni scissione, corpo, spirito, bellezza sono uniti in nuove forme di armonia.

Il libro documenta, con  spirito critico, le principali figure che accompagnano la dea: Eros, Adone, Priapo, Afrodito, Agdistis, ma anche le figure femminili che rappresentano l'intera gamma delle sfaccettature della Grande Dea dell'Amore: da Lilith, Ecate, Persefone, Nemesi,  fino a Eos,  Circe, le Sirene, Medea. Interessante anche la figura di Afrodite-medico che cura attraverso la bellezza, cosa che permette agli autori di collegarsi alle pratiche antistituzionali italiane.

Dopo una riflessione sulla prostituzione sacra, ci si interroga sui lati più oscuri della Dea: incesto, pedofilia, demonismo, e sulla dialettica idealizzazione-denigrazione che caratterizza i rapporti tra patriarcato e matriarcato. Conclude il testo - corredato da una ventina di fotografie di statue di Paolo Tranchina, dei principali personaggi del libro, un accurato indice analitico, indispensabile strumento di consultazione e approfondimento, di oltre 2500 parole chiave.

Afrodite  locandina

 

La morte di Francesco Mastrogiovanni

 

Interrogazione a risposta scritta

 

Al Ministro della salute

da parte dell'On. Luisa Bossa

 

- Per sapere - premesso che:

 

è in corso presso il tribunale di Vallo della Lucania il processo a sei medici e dodici

infermieri dell’ospedale civile «San Luca» , dove il 4 agosto 2009 è deceduto Francesco

Mastrogiovanni, ricoverato nella struttura sanitaria con un TSO (trattamento sanitario

obbligatorio) e lì deceduto dopo ottanta ore passate legato ad un lettino, così come risulta

dalle registrazioni video operate da una telecamera a circuito chiuso presente in reparto;

- il pm del processo ha chiesto condanne lievi e inferiori alle attese, da un massimo di 4 anni

e 4 mesi a un minimo di 2 anni, per i sei medici e i sei infermieri che hanno avuto in cura

l’uomo, sollecitando l’assoluzione per altri sei imputati; il magistrato ha mostrato di non

credere nella tesi accusatoria del consulente medico della Procura di Vallo Lucania (che ha

parlato di edema polmonare provocato dalla lunga contenzione) e ne ha formulata una

diversa, accogliendo alcuni rilievi degli avvocati difensori;

- nei giorni scorsi è stata diffusa in Rete il filmato integrale della lunga agonia dell’uomo. Le

telecamere a circuito chiuso del reparto di psichiatria hanno ripreso tutta la fase di vera e

propria detenzione di Mastrogiovanni;

- Nei video si vede l’uomo bloccato dai legacci sanitari per più di tre giorni. Mastrogiovanni

si agita, si dimena, o si calma. La morte sopraggiunse nella notte, i medici la certificarono

come avvenuta in mattinata, nella cartella clinica non c’è traccia dell’uso dei legacci di

contenzione;

- Al di là della vicenda giudiziaria, che arriverà a sentenza alla fine di ottobre, restano le

inequivocabili immagini di un’agonia avvenuta in un Ospedale pubblico, sotto lo sguardo

indifferente di medici e infermieri;

- legare i malati ai letti del reparto di psichiatria di Vallo della Lucania, del resto, era una

prassi diffusa: il pm ha prodotto in aula, durante il processo, 22 cartelle cliniche di pazienti

sottoposti alla contenzione. Uno di loro era il compagno di stanza di Mastrogiovanni; a lui

legarono solo le mani così – come ha spiegato nel processo – una notte riuscì coi piedi ad

avvicinare al letto il tavolino dove era poggiata una bottiglia d’acqua, l’afferrò e si dissetò.

Mastrogiovanni non ebbe questa possibilità;

- dall’ esame autoptico del cadavere i medici legali hanno anche appurato che Francesco

Mastrogiovanni non è stato né oggetto di specifiche attenzioni terapeutiche e neanche

alimentato nel corso della degenza;

- qualunque trattamento sanitario, a norma della legge n. 180 del 1978 deve assicurare «il

rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione,

compreso per quanto possibile il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura»

(articolo 1 comma 2)

-:se il Ministro interrogato sia a conoscenza della vicenda sopra citata; se non ritenga necessariodisporre accertamenti di competenza presso l'Ospedale Civile «San Luca» di Vallo della Lucania per verificare se siano continuati altri comportamenti simili a danno di altri pazienti del reparto di psichiatria, e se non ritenga di intervenire, per quanto di sua competenza, per scongiurare che possano verificarsi altri episodi del genere.

Giornata Nazionale di Studio sul pensiero di Vieri Marzi


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Locandina del convegno     

Progetto grafico     

 

“Attualità del pensiero di Basaglia”


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Conferenza stampa 27 novembre


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Ruolo delle Comunità Terapeutiche Assistite e dei Centri Diurni nel processo riabilitativo del paziente psichiatrico

 

AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE N. 8 SIRACUSA

DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE

Direttore Dott. Roberto Cafiso

 

SEMINARIO DI STUDIO

 

Ruolo delle Comunità Terapeutiche Assistite e dei Centri Diurni

nel processo riabilitativo del paziente psichiatrico

 

30 Novembre 2012, ore 9,30-14,00

sede DSM Viale Tica, 39, Siracusa

 

ore 9,30 Saluti delle Autorità  Sindaco, Ing. Roberto Visentin

                                                      Commissario Straordinario ASP 8 SR

 

Ore 10,00   Introduzione del Dott. Roberto Cafiso, Direttore DSM ASP 8 Siracusa

Ore 10, 15  Coordina dott. Gaetano Interlandi (Direttore mDSM Caltagirone-Palagonia)

 

Interventi: Dott. Toti Varia, responsabile mDSM 4, Palermo

                     Dott.ssa Sotera Maria Grazia, Dirigente CTA e CD mDSM, Caltagirone

                     Dott.ssa Cristina Camilleri,  Dirigente CTA 2 DSM Agrigento

                     Dott. ssa Terrasi Grazia,       Dirigente CTA 1 DSM Agrigento

                     Dott.ssa Rosanna Guerrieri, Dirigente CTA DSM Siracusa

                     Dott. Valerio Lo Vullo, Responsabile CTA mDSM Caltanissetta

                     Daniela Morana, I.P. CTA mDSM 4 Palermo

                     D’Oca Ciuseppina, Ass.Sociale mDSM CTA mDSM 4 Palermo

                     Dott.ssa Cinzia Montagnese, Responsabile CTA Oliveri DSM Messina

                     Dott.ssa Mariangela Bellinvia, Resp. CTA Terme Pigliatore DSM Messina

                     Dott. Tati Sgarlata, Dirigente CD DSM Siracusa

                     Dott. Marcello Di Fiore, Responsabile Centro Diurno mDSM 2 Palermo  

                     Dott.ssa Maria Cristina Lumia, Resp.le Centro Diurno Caltanissetta

                     Dott. Salvatore Aprile, Dir.nte Psichiatra CTA e CD mDSM Caltagirone

                     Dott.ssa Francesca Buzzone, Dir.nte Psicologo CTA mDSM Caltagirone

                                      

Ai partecipanti verrà rilasciato attestato di partecipazione

Segreteria organizzativa: dott. Interlandi Gaetano, 3286682123

                                               dott. Roberto Cafiso

 

 

Ruolo delle Comunità Terapeutiche Assistite Pubbliche e dei Centri Diurni

nel processo riabilitativo del paziente psichiatrico

30 Novembre 2012, ore 9,30-14,00

sede DSM Viale Tica,39, Siracusa

 

Seguono osservazioni del dott. Gaetano Interlandi

 

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Psichiatria Democratica esprime forte preoccupazione dopo la nuova visita all'Ospedale Psichiatrico di Aversa.

 

Comunicato Stampa

 

Psichiatria Democratica esprime forte preoccupazione dopo la nuova  visita all'Ospedale Psichiatrico di Aversa.

Ieri mattina, giovedì 22 novembre 2012, una folta delegazione di esponenti nazionali di Psichiatria Democratica (composta dai dottori E. Lupo, S. Di Fede, G. Loffredo A. Morlicchio, G. Ortano e A. Pane) è ritornata all'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, per constatare sia le condizioni di vita delle persone ivi ristrette, sia lo stato di attuazione del processo di dismissione che -com'è noto - a norma della legge 9/2012, dovrebbe esaurirsi non oltre il marzo 2013, con la completa chiusura delle  6 strutture carcerarie esistenti in Italia.

I Dirigenti dell'Associazione, hanno dapprima incontrato il Magistrato di Sorveglianza, il Direttore penitenziario, il Direttore Sanitario e il personale della Polizia penitenziaria, per conoscere a quale stadio di attivazione siano giunti i progetti individualizzati, intesi come indispensabili azioni per rendere fattivo il processo di superamento della struttura detentiva e l'accoglienza in piccole abitazioni sul territorio, registrando quanto segue:

a) il numero delle persone recluse è poco variato (intorno a 170 unità) rispetto alla precedente visita effettuata nello scorso aprile e ciò, secondo tutti gli attori in campo,  in ragione delle difficoltà registrate nei rapporti con le Aziende Sanitarie ed i diversi Dipartimenti interessati;

b) il numero delle persone in regime di proroga, il cosiddetto "ergastolo bianco", è  assai consistente ( è stato calcolato intorno a 50 unità e più, con diversi casi di numerose proroghe consecutive) a sottolineare la pressocché assoluta mancanza di volontà e di progettualità condivisa nel costruire percorsi di inclusione sociale sul territorio, così come espressamente compreso nei dispositivi legislativi vigenti;

c) il mancato rispetto degli ambiti di appartenenza (a norma del DPCM del 2008) tant'è che risultano costrette ad Aversa, persone provenienti da diverse regioni (Lombardia, Veneto, Liguria, Basilicata, Calabria etc.) ma anche cittadini stranieri e senza fissa dimora per i quali va organizzato un percorso di uscita;

d) l'assenza di processi di presa in carico reali (dentro/fuori) concordati ed attivati con il pieno e stabile coinvolgimento dei responsabili legali delle AASSLL., azioni costantemente sostituite da fitte e improduttive corrispondenze cartacee: come il  numero degli "ospiti" ancora residenti in OPG, inequivocabilmente ed amaramente, dimostra.

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Opg Montelupo. In attesa della chiusura...

 

COMUNICATO STAMPA

 

Opg Montelupo. In attesa della chiusura...

Stamani, 23 novembre 2012, la senatrice dei Radicali Donatella Poretti e il dr. Cesare Bondioli, Responsabile carceri e opg di Psichiatria Democratica,hanno effettuato una visita all'Opg di Montelupo Fiorentino.

Nelle more della chiusura di queste strutture -che per legge e' prevista per il prossimo marzo- abbiamo potuto constatare che finalmente dopo un anno dalla fine dei lavori, e dopo una serie di problemi burocratici e pratici la consegna all'uso dei locali e' stata data lo scorso 13 settembre, ora le nuove celle sono agibili e occupate dagli internati.

Stamani erano presenti 105 internati (15 piano terra -Pesa-, 46 al primo piano e 44 al secondo.

Il primo e secondo piano sono cosi' tornati alla loro origine per meta' vecchie (del 2007) e per meta' nuove (primo piano aperto il 30 ottobre e il secondo sabato scorso).

Le nuove celle (con soffitti a cassettone e simil cotto al pavimento) e i nuovi spazi comuni sono una buona notizia e una realta' dignitosa contro il degrado della parte più vecchia che se al piano terra ha infiltrazioni di acqua e muffa, anche nei piani a salire mostra tutta la necessita' di interventi di ripulitura.

Purtroppo la carenza dei fondi per il mantenimento e la gestione ordinaria e' alla base di una sporcizia e del conseguente degrado delle celle vecchie, ma gia' inizia ad apparire anche in quelle nuove. Le pulizie sono (non) fatte dagli internati...Va inoltre sottolineato che gli arredi sono rimasti quelli recuperati dalle vecchie celle e sono totalmente inadeguati e in pessime condizioni, il che aggrava il senso di degrado complessivo della struttura che nemmeno il recente restauro riesce a nascondere.

Una sala colloqui nuova e' pronta dall'estate ma senza l'autorizzazione delle opere pubbliche non puo' aprire, e altre problematiche minori si sono rilevate, ma la contraddizione del luogo di detenzione per persone che hanno bisogno di cure sanitarie e' sempre più evidente.

La struttura ormai ha assunto sempre più l'aspetto di un carcere a media sicurezza, dagli spazi esterni per l'aria ai blindati delle celle e dei sistemi di vigilanza. Una struttura in attesa di essere svuotata dagli internati che devono per lo più essere riassorbiti nei progetti dei loro territori con comunita' o altre nuove strutture che la legge sta individuando.

Da quanto sottolineato dagli operatori sanitari, in particolare, si è colto il disagio per la mancanza di iniziative concrete per la dimissione degli internati il 25% circa dei quali si trova in regime di proroga della misura di sicurezza (in qualche caso la proroga è stata rinnovata ripetutamente, anche per 23 volte!); in particolare il regime di proroga è particolarmente grave tra gli internati provenienti dalla Sardegna (11 proroghe su 28 internati) ma anche per le altre Regioni del bacino: per la Toscana (7 su 45), per la Liguria (7 su 20) e l’Umbria (2 su 7 internati di cui uno con 23 proroghe).

Occorre quindi che i programmi di dimissione ricevano un nuovo impulso e che le Regioni competenti, attraverso i loro Dipartimenti di Salute Mentale, formulino i progetti terapeutico-riabilitativi in favore dei loro internati con date certe per la loro realizzazione.

Occorre altresì che le Regioni, che hanno richiesto il finanziamento per la realizzazione delle strutture sanitarie alternative all’opg, tanto più ora che è stato emanato il Regolamento con le loro caratteristiche strutturali, passino alla realizzazione delle strutture per cui hanno richiesto il finanziamento.

Il rischio che, in assenza di un effettivo governo della fase di transizione, gli opg rimangano in funzione in attesa di una proroga (da tutti oramai data per scontata) dei termini per la loro chiusura  va scongiurato e che ci si accontenti delle piccole migliorie senza dare seguito alla riforma.

Ad un migliaio di internati in tutta Italia sono negati ancora oggi il diritto alla salute e alla dignita' umana. Un problema numericamente piccolo, che ha la legge e i fondi economici per la sua soluzione, e a cui va "solo" data applicazione.

IL PAZIENTE GRAVE di Luigi Attenasio


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Così non si chiuderà Montelupo….

 

La recente (23 novembre u.s.) visita all’OPG di Montelupo ha, ancora una volta, confermato come queste strutture, in assenza di un costante, incisivo, quotidiano intervento, specie sanitario, in vista del loro definitivo superamento – previsto a norma di legge per il 31.3.2013 – non possono che andare incontro ad una regressione ai loro aspetti carcerari aggravati, nella fase attuale, dalle difficoltà economiche che affliggono l’amministrazione penitenziaria.

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Napoli nel cuore

Napoli nel cuore