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25° ANNIVERSARIO ASARP


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Chiudere gli OPG!

Ddl chiusura OPG

 

OPG. Marino (Pd): “Presentato Ddl per chiuderli entro marzo 2012”

Il testo è stato depositato in Senato. Per il presidente della Commissione d'inchiesta sul Ssn, "anche se in questa fase il punto centrale dell'emergenza per il Paese è evidentemente la questione economica, non possiamo rinunciare alle battaglie di civiltà".

 

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L'incanto dei sensi della Napoli in cartolina…e di quella che non ti aspetti

Passeggiate saporite, itinerari narrati, percorsi musicati, visiste serali animate...la Napoli che non ti aspetti!!!

 

L'associazione culturale VIVIQuartiere, che dal 1996 promuove attività socio-culturali nell'area territoriale di Materdei, della Sanità, dei Vergini, delle Fontanelle e di Capodimonte, attraverso l'animazione degli spazi urbani e l'organizzazione di mostre, concerti, proiezioni-dibattito e soprattutto visite guidate, che hanno raccolto il consenso di migliaia di visitatori, nonché l'interesse di operatori della comunicazione e della cultura e della stessa amministrazione cittadina che le ha più volte patrocinate ed inserite nelle varie edizioni del Maggio dei Monumenti;

La compagnia teatrale Scugnizzi ' e mò, costituita prevalentemente da giovani provenienti dall'area territoriale in questione, che dal 1992 organizza eventi e partecipa con successo a rassegne, mettendo in scena i capolavori della tradizione vernacolare partenopea ed avvalendosi della collaborazione di professionisti del settore e dei preziosi consigli dell'ormai compianto Maestro Gino Maringola, lo Zio Pasqualino al fianco di Eduardo de Filippo nella celeberrima Natale in casa Cupiello;

 La giovane associazione di promozione sociale, Loro di Napoli, impegnata nello studio e nella diffusione delle tradizioni, degli usi e dei costumi popolari partenopei.

Sono i promotori dell'affascinante viaggio nella città dal titolo:

 

L'incanto dei sensi della Napoli in cartolina…e di quella che non ti aspetti

Passeggiate saporite, percorsi narrati , itinerari musicali e visite serali animate

 

durante la quale saremo lieti di accompagnarvi alla scoperta di questa meravigliosa città, in un viaggio nel tempo lungo tremila anni, in maniera innovativa e creativa, fondendo tra loro arte, storia, teatro, poesia, musica e gastronomia.

Vi faremo stropicciare gli occhi di fronte allo straordinario spettacolo della natura offerto dal Golfo, dominato dal Vesuvio ed impreziosito dalle sue isole, vi delizieremo l'udito con le celeberrime melodie, gli appassionati versi ed i divertenti monologhi della tradizione musicale, poetica e teatrale napoletana, vi faremo mettere il naso nei vicoli dei "bassi" ancora oggi invasi dall'odore del ragù, vi faremo leccare le dita con la degustazione di specialità della cucina e della pasticceria partenopea, vi faremo toccare con mano l'insondabile anima mistica dei napoletani che, come ebbe ad osservare nel 1787 J. W. Goethe nel suo diario di viaggio in Italia, "rendono tutto visivo perché amano vedere", attingendo il loro fervido estro inventivo a quella "spaventosa vitalità" tipica del loro temperamento "che li fa per natura recitanti", e nel contempo "creatori, attori e spettatori dello stesso spettacolo"…e così, l'incanto dei sensi promesso sarà compiuto! In allegato il rpogramma delle iniziative dal giorno 8/12/2011 al giorno 15/01/2012

 

Contributo associativo

Per contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - infoline 3396304072

Segue programma dettagliato.

 

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I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da sé.

 

Soteria and no restraint

Merano 21-23 Novembre 2007

I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da sé.

Emilio Lupo

Direttore S.C. - Dipartimento di Salute Mentale - ASL Napoli 1,ds49

                             Segretario Nazionale di Psichiatria Democratica.

Quanti, dopo Pinel, si sono interessati della vita e dei diritti di chi esprime il proprio disagio esistenziale attraverso i “sintomi” - che  le scelte di codici, normative e pratiche contenitive  hanno designato e designano ancora come sola espressione di “semplice” malattia - costoro sanno che la strada per la liberazione dalla psichiatria è lunga ed impervia.

La psichiatria è traboccante di tragiche utopie. Nel corso dei secoli, ahinoi, queste si sono concretate con gli Ospedali psichiatrici e la coercizione fisica, i bagni gelati e le pratiche di shock (insulinoterapia, malaroterapia, elettroshock etc.) fino al moderno annichilimento farmacologico.

I detentori del potere di cura, difatti, si sono sempre mossi sul binario regola/salvezza e limitandosi a modificare di volta in volta soltanto i vagoni di quel treno di cura, ne hanno imposto direzione e velocità con un locomotore che ha  finito, nella sostanza, per essere il vettore unico ed immutato per la vita di migliaia e migliaia di uomini e donne ammalate.

Sì perché è stata la malattia, la pericolosità sociale, il pubblico scandalo e l’opportunità a cadenzare il fare per i matti e non l’esistenza sofferente, la difficoltà al confronto ed alla condivisione: a meinteressa il malato e non la malattia ammoniva Franco Basaglia qualche anno fa.

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Sergio Staino

Una piccola galleria di sue realizzazioni 

  • CaltagironeCaltagirone

Le istituzioni della salute, le istituzioni della malattia

 

Giuseppe Guido Pullia

“..lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno….”

PABLO NERUDA

 

COMUNICAZIONE

Le istituzioni della salute, le istituzioni della malattia

Abstract: a partire dal tema della qualità della vita si impone la necessità di intervenire nelle contraddizioni uomo/natura e uomo/uomo quando rischiano di comprometterla. Ne derivano risposte che, facendosi istituzioni sanitarie, costituiscono strutture e saperi. E’ necessario non avere un approccio ingenuo di fronte alla medicina, sia quella tradizionale, sia quella che si richiama a pratiche e teorie “alternative”. Si rende indispensabile un approccio critico che non abbracci tout court la medicina “naturalistica” ma che non ricada in contrapposti dogmatismi ideologici facendo dipendere tutto ciò che accade esclusivamente dai perversi disegni del mercato. Senza assolutizzare mode e parole quali, ad esempio, la prevenzione, di cui si sottolineano alcune contraddizioni, è impellente il bisogno di dare risposte scientifiche e politiche adeguate al bisogno di stare bene. Poichè s’intende per salute il bisogno realizzato di benessere, di pienezza,di significato, si conclude definendo la malattia come evento che determina il fallimento (temporaneo o definitivo) di un progetto di vita.

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IL SERVIZIO PSICHIATRICO TERRITORIALE: MUTAMENTO ISTITUZIONALE E NUOVA OPERATIVITA’

 

 Le tesi proposte nello scritto che segue scaturiscono soprattutto da una sperimentazione sul campo: si tratta del tentativo, compiuto da chi scrive, di trasformare un servizio prevalentemente clinico, in un servizio etico.  L’esperimento, oltre ai documentati e riconosciuti risultati ottenuti, in termini di riduzione dei ricoveri, dei trattamenti in SPDC, di restituzione del diritto alla casa e al lavoro per un numero significativo di pazienti ,altrimenti condannati alla psichiatrizzazione addizionale, ha compreso una sistematizzazione, provvisoria e locale, delle pratiche di inclusione, che ritengo possa avere una qualche utilità come indicazione di metodo e come invenzione di prassi, mirate alla soluzione del problema della marginalità, partendo dalle condizioni concrete e dalle connotazioni che tale problema ha assunto localmente

 

Raffaele GALLUCCIO- Psichiatra

Servizio di Salute Mentale di Castelnovo nè Monti (Reggio-Emilia)

(Rivista Sperimentale di  Psichiatria - n. 1 -Anno 2011, Vol. CXXXV

 

IL SERVIZIO PSICHIATRICO TERRITORIALE: MUTAMENTO ISTITUZIONALE E NUOVA OPERATIVITA’

 

                                                                  PREMESSA

I Servizi Psichiatrici istituiti subito dopo la promulgazione della L. 180 assunsero i connotati di Servizi eclettici: servizi che, come chimere, combinavano in “collage” riferimenti differenti ed eterogenei. Più precisamente, in tali servizi l’operatività aveva i suoi rimandi teorico-operazionali nei modelli paradigmatici prevalenti in quegli anni, che erano diversi e contraddittori e che erano nati fuori dai contesti della lotta anti-istituionale: lo studio privato del clinico, il lettino dello psicoanalista, lo specchio bidirezionale del terapista relazionale, ecc. Il motivo principale per cui nei primi servizi si realizzò tale apposizione di modelli eterogenei e tale eterotopia, sta soprattutto nel fatto che il processo riformatore non fu mai pienamente e consapevolmente assunto, dalla gran parte degli operatori, come  atto di cura, gravido di implicazioni teoriche, da disvelare ed  elaborare, alle quali riferire  formazione e operatività; in altre parole, la fondazione dei servizi territoriali non si compì, oltre che come atto istituzioanle, anche come fase iniziale di una  ricerca. Ne conseguì, fra l’altro, una schizofrenia formativa, che persiste tuttora, per cui gli psichiatri si formavano nelle scuole di specializzazione universitarie, sulle tesi della vecchia psichiatria accademica di stampo organicista e apprendevano la psicoterapia, pagando uno dei tanti training privati, ispirati ai modelli cui si è accennato in precedenza.

Gli interventi psicoterapici, che venivano praticati nei Servizi eclettici, erano confusi, segnati dalla competizione tra professionisti, che si riferivano a modelli diversi e dalla trasposizione in un contesto, quello del Servizio pubblico, di fatto inagibile, sia per il tipo di utenza che vi aveva accesso, sia per la non riproducibilità dei setting previsti per l’applicazione di tali modelli.

La pratica sociale si declinava in svariate operazioni di apparente inclusione ed era ispirata dalla adesione, ideologica ed axiologica, al movimento nato con la riforma.

Nel complesso, le pratiche del Servizio eclettico erano contraddittorie e deboli perché prive di espliciti e coerenti fondamenti teorici. Se non si fosse posto rimedio a queste carenze, tali pratiche rimanevano esposte, nel lungo periodo, alla revisione del processo di deistituzionalizzazione e alla restaurazione, in forma aggiornata, della psichiatria intramuraria, con il prevalere della funzione di controllo che la caratterizza.

 

I Servizi eclettici si sono trasformati, nel corso degli anni, secondo due direttrici completamente diverse, così che, attualmente, possono essere descritti due tipi ideali di Servizio di Salute Mentale: il Servizio di tipo clinico, o ermeneutico ed il Servizio di tipo etico¹, o dialettico.

Questi Servizi, apparentemente non si differenziano: ambedue i tipi sono dotati di ambulatori, strutture residenziali, centri diurni, appartamenti, possibilità di erogare sussidi e borse lavoro. Ambedue hanno la stessa dotazione di professioni: medici, educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri, assistenti sociali, psicologi, amministrativi. Essi, tuttavia, sono incommensurabili per quanto riguarda la definizione dell’oggetto del proprio agire, per il tipo di relazioni che intercorrono all’interno dell’equipe e con i pazienti, per il tipo di relazioni con il

contesto umano e sociale nel quale agiscono, per il modo in cui declinano le proprie pratiche e per la concezione implicita della cura che ispira ognuno di essi.

 

¹Ad evitare confusioni, si fa presente che <<etico>> viene qui usato in contrapposizione a <<tecnico>> e non come sinonimo di <<equo>>.

 

 

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Vieri Marzi

FILM ANARCHICO E IMPOPOLARE

Giovedì 17 novembre ore 18.30
alla libreria Rinascita di Viale Agosta 36, a Roma

Piero Cipriano presenta il romanzo
FILM ANARCHICO E IMPOPOLARE
Nella terra dei lupi e dei santi
Manni Editori - 2011
con le voci narranti di Massimo Urbani e Irene Tomio e gli interventi 
musicali del percussionista Davide Conte.
Seguirà la proiezione di due cortometraggi di Cipriano.

(Piero Cipriano è nato nel 1968 in Irpinia.
Psichiatra, ha lavorato nei dipartimenti di salute mentale del Lazio, 
del Friuli, della Campania.
Da alcuni anni è rientrato a Roma dove è nata la sua esperienza 
basagliana e un’attività parallela di regista di corti.
Questo è il suo primo romanzo.)

RAGIONA! METTITI IN FOLLE!

 

17 novembre 2011

RAGIONA! METTITI IN FOLLE!

ore 9/13

Teatro Comunale dell’Osservanza

via Venturini 18 – Imola

Al consueto appuntamento di RAGIONA! METTITI IN FOLLE!

Quest’anno sarà presente il gruppo di attori della compagnia teatrale nata tra le mura dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia che  metterà in scena lo spettacolo “Aspettando Godot” . Nel stesa giornata verrà presentato il libro di Sabrina Perla “Die Katastrophe – Diario di una mente inquieta” testimonianza diretta della detenzione dell’autrice nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere

L’incontro che si terrà presso il teatro comunale si rivolgerà principalmente   agli studenti ed agli insegnanti delle Istituti di Istruzione Superiore di Imola e Castel San Pietro e punterà da un parte  a dare spazio  ai racconti  e alle testimonianze delle “vittime”, testimoni della violenza istituzionale con l’intenzione di modificare l’opinione corrente che associa chi ha un disagio mentale al criminale aggressivo e violento e dall’altra con la presenza della Maria Antonietta Farina Coscioni deputata impegnata nella Commissione XII Affari sociali autrice del libro “Matti in libertà” e Luigi Attenasio presidente di Psichiatria Democratica a dare rilievo alla questione della chiusura degli OPG come un’emergenza nazionale richiamando alla necessità di una forte mobilitazione della società civile.

A cura del progetto “Teatro e Salute Mentale Regione Emilia Romagna, Psichiatria Democratica, DSM/DP AUSL Imola, Associazione Culturale T.I.L.T.

Sarà presente il Sindaco Daniele Manca

L’iniziativa sarà trasmessa da Radio Radicale

Carceri e Ospedali Psichiatrici Giudiziari. La disumanità della pena: quali alternative?

 

Fresco di stampa, per i tipi di Psichiatria Democratica, è uscito il volume "Carceri e Ospedali Psichiatrici Giudiziari. La disumanità della pena: quali alternative?" a cura di Emilio LUPO e Salvatore DI FEDE.

Il libro - che si apre con il duro monito del Presidente Giorgio Napolitano sulle condizioni di carceri e OPG - contiene gli atti del Convegno organizzato da Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica, svoltosi a Vico-Equense lo scorso marzo In esso si fa il punto sulla terribile condizione delle carceri e degli OPG italiani, evidenziando le gravi carenze del sistema carcerario in genere e con esse la negazione dei diritti elementari delle persone recluse. L'obiettivo delle due Associazioni emerge chiaro nei diversi interventi:..."seguire costantemente e implementare - con proposte concrete - il processo di chiusura degli OPG ed il miglioramento della situazione carceraria". Nell'interessante testo - che ci auguriamo stimoli un ampio diubattito sui delicatissimi temi trattati - le riflessioni e le articolate proposte, in ordine, di Emilio LUPO, Carlo RENOLDI, Cesare BONDIOLI, Riccardo POLIDORO, Raffaele MARINO, Salvatore DI FEDE, Lorenzo TORESINI, Daria VECCHIONE, Giuseppe ORTANO, Egle PILLA, Luigi ATTENASIO, Domenico CIRUZZI, Danilo MONTINARO, Paola CERVO, Gaetano INTERLANDI e Silvia  LA IACONA, Claudia PICCIOTTI, Domenico CASAGRANDE, Fabrizio BRAUZZI, Adriana TOCCO, Edoardo DE RUGGIERI con un contributo al dibattito da parte di Maria Antonietta FARINA COSCIONI.

La copertina del testo- che sintetizza con  forza e delicatezza la necessità di una svolta reale nei confronti delle persone recluse - è dell'impareggiabile Sergio STAINO.

Le Giornate della Diversità I° Edizione: Razze e Razzismi Verona, 11-15 Novembre 2011

 

“ La diversità delle culture umane è dietro di noi, attorno a noi e davanti a noi. La sola esigenza che possiamo far valere nei suoi confronti (creatrice in ogni individuo dei doveri corrispondenti) è che essa si realizzi in forme ciascuna delle quali sia un contributo alla maggior generosità delle altre”
Claude Lévi-Strauss 1952
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Delibera Regione Toscana n° 841 – Linee guida per il superamento dell’Ospedale Psichiatrico di Montelupo F.no

Delibera Regione Toscana n° 841 – Linee guida per il superamento dell’Ospedale Psichiatrico di Montelupo F.no

Un primo passo e un’ occasione mancata.

Cesare Bondioli – Responsabile Carceri e OPG Psichiatria Democratica

La Regione Toscana ha adottato il 3 ottobre scorso la Delibera n° 841 “Linee guida per il superamento dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino”.

Si tratta di un adempimento importante, il primo in Italia per quello che ci risulta, che tracciando un percorso certo per il superamento dell’OPG di Montelupo, fissando impegni e scadenze per le varie tappe, avrebbe potuto fare della Toscana la prima Regione a chiudere un opg.

Purtroppo così non sarà e il documento risulta parziale e ambiguo rispetto al tema principale: la chiusura dell’OPG, di una struttura le cui condizioni sono risultate talmente carenti che la Commissione del Senato sull’Efficienza ed Efficacia del S.S.N. (Commissione “Marino”) ne ha sequestrato alcuni padiglioni e imposto l’ “adeguamento di tutta la struttura agli standard sanitari nazionali e regionali” onde evitare il sequestro dell’intero Istituto.

 


Ebbene le linee guida glissano su questo punto, richiamando solo “l’urgente sanificazione e messa a norma dei locali” (di competenza del Ministero di Giustizia) quale “punto di partenza essenziale per l’avvio dei percorsi riabilitativi” previsti dalla Delibera.

Di fatto però l’unico percorso per il quale esiste un adeguato finanziamento e una credibile scadenza, il 31.1.2012, è quello per la dimissione di 19 internati toscani, attualmente in regime di proroga o di scadenza della durata minima della misura di sicurezza, per i quali già esistono programmi di dimissione formulati congiuntamente dagli operatori di Montelupo e dai Dipartimenti di Salute Mentale di competenza.

Sulle altre tappe, specie quelle che coinvolgono gli internati non toscani che dovrebbero rientrare nelle Regioni di appartenenza (Liguria, Sardegna, Umbria), le scadenze non sono tassative tanto che è prevista “presumibilmente” entro il 2011 la stipula dell’accordo interregionale in merito in modo che “l’effettivo e definitivo trasferimento degli internati alle Regioni di provenienza potrebbe così essere realizzato entro l’anno 2012”.

Questa genericità nelle scadenze e la mancanza di finanziamenti rendono assai incerta la realizzazione di questa fase: questo è ancora più grave nel clima complessivo attuale in cui si colgono, dopo lo sdegno per gli orrori denunciati dalla Commissione sulla condizione degli internati, i segni di una certa rilassatezza ed anche delle resistenze alla piena attuazione del DPCM sul superamento degli opg italiani.

Anche le previste strutture territoriali alternative all’opg per le ulteriori dimissioni e la prevenzione degli invii soffrono, nella delibera, delle medesime incertezze e della mancanza di identificate fonti di finanziamento.

Tuttavia l’aspetto più inquietante della delibera è nella reiterata ambiguità sulla reale volontà della Regione di chiudere Montelupo o riciclarlo: si ipotizza infatti un riutilizzo, sia pure temporaneo e dopo ristrutturazione, del reparto attualmente sotto sequestro (Reparto “Ambrogiana) con funzione esclusivamente sanitaria e vigilanza esterna (non escludendo però di utilizzare altre strutture totalmente esterne all’attuale struttura, per es. Istituto Gozzini a Sollicciano).

Ci si domanda legittimamente: un reparto ospedaliero dentro l’area di Montelupo, sarà diverso dal precedente opg? ma diverso per chi?

A nostro avviso quello Regionale è un progetto confuso che rischia di perpetuare l’opg, il tutto per non affrontare con coraggio l’unica opzione credibile: l’OPG di Montelupo deve essere chiuso e a partire da questa scelta preliminare devono essere individuate le alternative, formulate le tappe e individuati i finanziamenti.

Alternative e tappe che possono essere anche quelle indicate dalla delibera ma, in questo caso, con ben altro senso e coerenza.

Psichiatria Democratica quindi, pur cogliendo l’importanza generale della Delibera 841 e apprezzandone alcuni contenuti positivi, non può non denunciare, per le ambiguità in essa contenute, l’occasione mancata per realizzare una reale chiusura dell’opg di Montelupo da cui deriverebbe grande merito alla Regione Toscana nella battaglia per porre termine a quelle che il Senato della Repubblica nella sua deliberazione del 27 settembre scorso ha definito “ condizioni di vita e di cura all’interno degli opg…incompatibili con le disposizioni costituzionali in materia di diritto alla salute, libertà personale e umanità del trattamento...”.

Psichiatria Democratica, confortata in questo anche dalla posizione recentemente ribadita dal Garante Regionale delle persone detenute e internate, chiede quindi con forza la chiusura dell’OPG di Montelupo .

Segue Testo integrale

 

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Dal carcere alle misure alternative. La dignità dei soggetti in esecuzione penale

L’insostenibile situazione delle carceri obbliga ad una seria riflessione sulle indicazioni costituzionali sulla legalità e sulla finalizzazione della pena, come ci sono consegnate dall’art. 27 della Costituzione....


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