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Giornata della Memoria 2012

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Emergenza carceri

Ristretti Orizzonti - www.ristretti.org
Giustizia: è sempre emergenza carceri, altri due detenuti sono morti la notte di Capodanno.
 
Il Messaggero, 2 gennaio 2012
 
Si è allungato persino poco prima che scattasse il conto alla rovescia dell'anno nuovo, l'elenco dei morti nelle carceri italiane: solo il 31, due detenuti hanno perso la vita (uno si è suicidato).
Quasi nelle stesse ore in cui Napolitano, nel discorso di fine anno, parlava appunto dei
penitenziari italiani: "L'emergenza della condizione disumana delle carceri e dei carcerati - ha
detto - è uno dei limiti del nostro vivere civile". Alle Vallette di Torino si è tolto la vita un romeno di 37 anni, impiccandosi con un lenzuolo poche ore prima della mezzanotte. A Vigevano, in provincia di Pavia, ha tentato di ammazzarsi anche un altro detenuto, italiano, sempre di 37 anni.
Aveva cercato di ricavare un cappio dalle lenzuola ricevute in dotazione ma l'agente di turno si è accorto di quello che stava succedendo ed è intervenuto. Ancora da chiarire, invece, le cause della morte del detenuto di 34 anni trovato cadavere a Trani. La scoperta è stata fatta dagli agenti della penitenziaria nel corso del giro di ispezione. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di sconosciuti. Il 34enne Gregorio Durante, proveniente da Lecce, dice la madre Ornella, era peggiorato dopo l'ultimo periodo di isolamento diurno: "A Natale era su una sedia a rotelle, aveva gli occhi chiusi e ai polsi i segni delle corde con le quali veniva legato al letto". Di certo , quello di Trani, spiega Domenico Mastrulli del sindacato Osapp, è uno dei penitenziari più affollati d'Italia: "Ci sono 400 detenuti uomini e 39 donne contro una capienza regolamentare di 233 posti letto".
Un tentato suicidio, infine, nel carcere di Vasto, provincia di Chieti. Un tunisino di 25 anni si è tagliato il polso con una lametta da barba, ma è stato immediatamente soccorso. Il bilancio del 2011 si chiude dunque con numeri da allarme rosso. Sessantasei suicidi tra i detenuti, 183 morti per cause diverse, 1000 tentati suicidi, 430 agenti aggrediti e feriti, 5400 atti di autolesionismo grave e 5 secondini che si sono tolti la vita. "Si rischia il tracollo, governo e parlamento trovino con urgenza soluzioni politiche e amministrative per evitarlo", è l'appello del Sappe.
Effettivamente, tra qualche giorno, il 4, comincerà in commissione giustizia al senato l'iter del
pacchetto Severino sull'emergenza carceri che nell'arco del prossimo anno potrebbe far uscire dai penitenziari circa 3.300 detenuti, estendendo a 18 mesi, invece degli attuali 12, il periodo di fine pena che può essere scontato ai domiciliari per le condanne non gravi (la valutazione spetta comunque ai magistrati dì sorveglianza). Altri 16-18mila persone non dovrebbero più mettere piede in carcere a seguito del blocco del meccanismo delle "porte girevoli", a causa del quale entrano in cella per soli tre giorni al massimo detenuti che sono destinati al processo per direttissima. Con la nuova norma, questi ultimi passeranno l'attesa del processo nelle celle di sicurezza delle questure, dove i magistrati andranno per convalidare l'arresto, evitando i costi delle traduzioni.
I numeri dell'emergenza sovraffollamento, al momento, sono altissimi se si conta che i detenuti italiani sono in tutto 68.144 stipati in istituti che non potrebbero ospitarne più di 45.654. Per questo motivo il leader radicale Marco Pannella e il deputato pd Roberto Giachetti hanno passato la notte di Capodanno nel carcere di Regina Coeli, sostenendo la battaglia per l'amnistia. E sebbene il tema non sia all'ordine del giorno, almeno in questi termini, ieri il presidente del Senato Renato Schifani in una telefonata di auguri per il nuovo armo a Pannella, ha manifestato pieno apprezzamento per l'impegno suo e dei radicali sulla delicata vicenda dell'emergenza carceraria in Italia.
186 detenuti morti in un anno (Corriere della Sera)
 
Capodanno di lutto nelle prigioni italiane. A poche ore dalla mezzanotte, un romeno di 37 anni si è impiccato con un lenzuolo nella sua cella del carcere delle Vallette di Torino. In quello di Vigevano, un italiano, anche lui 37 anni, ha tentato di togliersi la vita nello stesso modo ed è stato salvato dall'agente di sorveglianza che se n'è accorto in tempo. A Vasto, un tunisino di 25 anni ha provato a suicidarsi tagliandosi le vene con una lametta da barba, ma è stato soccorso.
Nel penitenziario di Trani un detenuto è morto per cause da accertare. Secondo i familiari le sue condizioni non erano compatibili con la pena: soffriva per le conseguenze di un'encefalite. Si chiamava Gregorio Durante. Era di Nardò, provincia di Lecce, aveva 34 anni. I parenti sostengono che fosse stato messo in punizione tre giorni in isolamento diurno per aver simulato una malattia. "Me lo hanno ucciso", piange la madre Omelia. "Me lo hanno fatto morire in galera solo come un cane. Quando siamo andati a trovarlo per Natale era in sedia a rotelle, gli occhi chiusi e i polsi segnati dalle corde". In quell'istituto ci sono 439 reclusi per 233 posti letto regolamentari. Il 2011 si è chiuso con 66 suicidi e 186 morti, secondo i dati dell'associazione Ristretti Orizzonti. Proprio nel discorso di fine anno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva definito "l'emergenza della situazione disumana" delle carceri "uno dei limiti del nostro vivere civile". Il principale sindacato delle forze di polizia penitenziaria, il Sappe, chiede "che la politica trovi con urgenza soluzioni". L'Osapp accusa: "Siamo sempre più soli".
Marco Pannella rivela che il presidente del Senato, Renato Schifani, gli ha espresso
apprezzamento per l'impegno dei Radicali sulle condizioni degli istituti di pena (68.144 detenuti Per 45.654 posti effettivi). Dopodomani la Commissione Giustizia del Senato comincerà l'esame del pacchetto emergenza carceri proposto dal ministro Paola Severino. Entro un anno 3.300 reclusi potrebbero uscire.

Un libro di Giovanni Rissone

Presentato sul TGR Leonardo del 28/12/2011( 28 12 2011 Leonardo )

su Rai.tv  dal 9 minuto circa 

Oppure lo puoi vedere qui sotto.

 

 

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Chiudere gli OPG!

Ddl chiusura OPG

 

OPG. Marino (Pd): “Presentato Ddl per chiuderli entro marzo 2012”

Il testo è stato depositato in Senato. Per il presidente della Commissione d'inchiesta sul Ssn, "anche se in questa fase il punto centrale dell'emergenza per il Paese è evidentemente la questione economica, non possiamo rinunciare alle battaglie di civiltà".

 

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L'incanto dei sensi della Napoli in cartolina…e di quella che non ti aspetti

Passeggiate saporite, itinerari narrati, percorsi musicati, visiste serali animate...la Napoli che non ti aspetti!!!

 

L'associazione culturale VIVIQuartiere, che dal 1996 promuove attività socio-culturali nell'area territoriale di Materdei, della Sanità, dei Vergini, delle Fontanelle e di Capodimonte, attraverso l'animazione degli spazi urbani e l'organizzazione di mostre, concerti, proiezioni-dibattito e soprattutto visite guidate, che hanno raccolto il consenso di migliaia di visitatori, nonché l'interesse di operatori della comunicazione e della cultura e della stessa amministrazione cittadina che le ha più volte patrocinate ed inserite nelle varie edizioni del Maggio dei Monumenti;

La compagnia teatrale Scugnizzi ' e mò, costituita prevalentemente da giovani provenienti dall'area territoriale in questione, che dal 1992 organizza eventi e partecipa con successo a rassegne, mettendo in scena i capolavori della tradizione vernacolare partenopea ed avvalendosi della collaborazione di professionisti del settore e dei preziosi consigli dell'ormai compianto Maestro Gino Maringola, lo Zio Pasqualino al fianco di Eduardo de Filippo nella celeberrima Natale in casa Cupiello;

 La giovane associazione di promozione sociale, Loro di Napoli, impegnata nello studio e nella diffusione delle tradizioni, degli usi e dei costumi popolari partenopei.

Sono i promotori dell'affascinante viaggio nella città dal titolo:

 

L'incanto dei sensi della Napoli in cartolina…e di quella che non ti aspetti

Passeggiate saporite, percorsi narrati , itinerari musicali e visite serali animate

 

durante la quale saremo lieti di accompagnarvi alla scoperta di questa meravigliosa città, in un viaggio nel tempo lungo tremila anni, in maniera innovativa e creativa, fondendo tra loro arte, storia, teatro, poesia, musica e gastronomia.

Vi faremo stropicciare gli occhi di fronte allo straordinario spettacolo della natura offerto dal Golfo, dominato dal Vesuvio ed impreziosito dalle sue isole, vi delizieremo l'udito con le celeberrime melodie, gli appassionati versi ed i divertenti monologhi della tradizione musicale, poetica e teatrale napoletana, vi faremo mettere il naso nei vicoli dei "bassi" ancora oggi invasi dall'odore del ragù, vi faremo leccare le dita con la degustazione di specialità della cucina e della pasticceria partenopea, vi faremo toccare con mano l'insondabile anima mistica dei napoletani che, come ebbe ad osservare nel 1787 J. W. Goethe nel suo diario di viaggio in Italia, "rendono tutto visivo perché amano vedere", attingendo il loro fervido estro inventivo a quella "spaventosa vitalità" tipica del loro temperamento "che li fa per natura recitanti", e nel contempo "creatori, attori e spettatori dello stesso spettacolo"…e così, l'incanto dei sensi promesso sarà compiuto! In allegato il rpogramma delle iniziative dal giorno 8/12/2011 al giorno 15/01/2012

 

Contributo associativo

Per contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - infoline 3396304072

Segue programma dettagliato.

 

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I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da sé.

 

Soteria and no restraint

Merano 21-23 Novembre 2007

I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da sé.

Emilio Lupo

Direttore S.C. - Dipartimento di Salute Mentale - ASL Napoli 1,ds49

                             Segretario Nazionale di Psichiatria Democratica.

Quanti, dopo Pinel, si sono interessati della vita e dei diritti di chi esprime il proprio disagio esistenziale attraverso i “sintomi” - che  le scelte di codici, normative e pratiche contenitive  hanno designato e designano ancora come sola espressione di “semplice” malattia - costoro sanno che la strada per la liberazione dalla psichiatria è lunga ed impervia.

La psichiatria è traboccante di tragiche utopie. Nel corso dei secoli, ahinoi, queste si sono concretate con gli Ospedali psichiatrici e la coercizione fisica, i bagni gelati e le pratiche di shock (insulinoterapia, malaroterapia, elettroshock etc.) fino al moderno annichilimento farmacologico.

I detentori del potere di cura, difatti, si sono sempre mossi sul binario regola/salvezza e limitandosi a modificare di volta in volta soltanto i vagoni di quel treno di cura, ne hanno imposto direzione e velocità con un locomotore che ha  finito, nella sostanza, per essere il vettore unico ed immutato per la vita di migliaia e migliaia di uomini e donne ammalate.

Sì perché è stata la malattia, la pericolosità sociale, il pubblico scandalo e l’opportunità a cadenzare il fare per i matti e non l’esistenza sofferente, la difficoltà al confronto ed alla condivisione: a meinteressa il malato e non la malattia ammoniva Franco Basaglia qualche anno fa.

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Sergio Staino

Una piccola galleria di sue realizzazioni 

  • CaltagironeCaltagirone

Le istituzioni della salute, le istituzioni della malattia

 

Giuseppe Guido Pullia

“..lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno….”

PABLO NERUDA

 

COMUNICAZIONE

Le istituzioni della salute, le istituzioni della malattia

Abstract: a partire dal tema della qualità della vita si impone la necessità di intervenire nelle contraddizioni uomo/natura e uomo/uomo quando rischiano di comprometterla. Ne derivano risposte che, facendosi istituzioni sanitarie, costituiscono strutture e saperi. E’ necessario non avere un approccio ingenuo di fronte alla medicina, sia quella tradizionale, sia quella che si richiama a pratiche e teorie “alternative”. Si rende indispensabile un approccio critico che non abbracci tout court la medicina “naturalistica” ma che non ricada in contrapposti dogmatismi ideologici facendo dipendere tutto ciò che accade esclusivamente dai perversi disegni del mercato. Senza assolutizzare mode e parole quali, ad esempio, la prevenzione, di cui si sottolineano alcune contraddizioni, è impellente il bisogno di dare risposte scientifiche e politiche adeguate al bisogno di stare bene. Poichè s’intende per salute il bisogno realizzato di benessere, di pienezza,di significato, si conclude definendo la malattia come evento che determina il fallimento (temporaneo o definitivo) di un progetto di vita.

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IL SERVIZIO PSICHIATRICO TERRITORIALE: MUTAMENTO ISTITUZIONALE E NUOVA OPERATIVITA’

 

 Le tesi proposte nello scritto che segue scaturiscono soprattutto da una sperimentazione sul campo: si tratta del tentativo, compiuto da chi scrive, di trasformare un servizio prevalentemente clinico, in un servizio etico.  L’esperimento, oltre ai documentati e riconosciuti risultati ottenuti, in termini di riduzione dei ricoveri, dei trattamenti in SPDC, di restituzione del diritto alla casa e al lavoro per un numero significativo di pazienti ,altrimenti condannati alla psichiatrizzazione addizionale, ha compreso una sistematizzazione, provvisoria e locale, delle pratiche di inclusione, che ritengo possa avere una qualche utilità come indicazione di metodo e come invenzione di prassi, mirate alla soluzione del problema della marginalità, partendo dalle condizioni concrete e dalle connotazioni che tale problema ha assunto localmente

 

Raffaele GALLUCCIO- Psichiatra

Servizio di Salute Mentale di Castelnovo nè Monti (Reggio-Emilia)

(Rivista Sperimentale di  Psichiatria - n. 1 -Anno 2011, Vol. CXXXV

 

IL SERVIZIO PSICHIATRICO TERRITORIALE: MUTAMENTO ISTITUZIONALE E NUOVA OPERATIVITA’

 

                                                                  PREMESSA

I Servizi Psichiatrici istituiti subito dopo la promulgazione della L. 180 assunsero i connotati di Servizi eclettici: servizi che, come chimere, combinavano in “collage” riferimenti differenti ed eterogenei. Più precisamente, in tali servizi l’operatività aveva i suoi rimandi teorico-operazionali nei modelli paradigmatici prevalenti in quegli anni, che erano diversi e contraddittori e che erano nati fuori dai contesti della lotta anti-istituionale: lo studio privato del clinico, il lettino dello psicoanalista, lo specchio bidirezionale del terapista relazionale, ecc. Il motivo principale per cui nei primi servizi si realizzò tale apposizione di modelli eterogenei e tale eterotopia, sta soprattutto nel fatto che il processo riformatore non fu mai pienamente e consapevolmente assunto, dalla gran parte degli operatori, come  atto di cura, gravido di implicazioni teoriche, da disvelare ed  elaborare, alle quali riferire  formazione e operatività; in altre parole, la fondazione dei servizi territoriali non si compì, oltre che come atto istituzioanle, anche come fase iniziale di una  ricerca. Ne conseguì, fra l’altro, una schizofrenia formativa, che persiste tuttora, per cui gli psichiatri si formavano nelle scuole di specializzazione universitarie, sulle tesi della vecchia psichiatria accademica di stampo organicista e apprendevano la psicoterapia, pagando uno dei tanti training privati, ispirati ai modelli cui si è accennato in precedenza.

Gli interventi psicoterapici, che venivano praticati nei Servizi eclettici, erano confusi, segnati dalla competizione tra professionisti, che si riferivano a modelli diversi e dalla trasposizione in un contesto, quello del Servizio pubblico, di fatto inagibile, sia per il tipo di utenza che vi aveva accesso, sia per la non riproducibilità dei setting previsti per l’applicazione di tali modelli.

La pratica sociale si declinava in svariate operazioni di apparente inclusione ed era ispirata dalla adesione, ideologica ed axiologica, al movimento nato con la riforma.

Nel complesso, le pratiche del Servizio eclettico erano contraddittorie e deboli perché prive di espliciti e coerenti fondamenti teorici. Se non si fosse posto rimedio a queste carenze, tali pratiche rimanevano esposte, nel lungo periodo, alla revisione del processo di deistituzionalizzazione e alla restaurazione, in forma aggiornata, della psichiatria intramuraria, con il prevalere della funzione di controllo che la caratterizza.

 

I Servizi eclettici si sono trasformati, nel corso degli anni, secondo due direttrici completamente diverse, così che, attualmente, possono essere descritti due tipi ideali di Servizio di Salute Mentale: il Servizio di tipo clinico, o ermeneutico ed il Servizio di tipo etico¹, o dialettico.

Questi Servizi, apparentemente non si differenziano: ambedue i tipi sono dotati di ambulatori, strutture residenziali, centri diurni, appartamenti, possibilità di erogare sussidi e borse lavoro. Ambedue hanno la stessa dotazione di professioni: medici, educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri, assistenti sociali, psicologi, amministrativi. Essi, tuttavia, sono incommensurabili per quanto riguarda la definizione dell’oggetto del proprio agire, per il tipo di relazioni che intercorrono all’interno dell’equipe e con i pazienti, per il tipo di relazioni con il

contesto umano e sociale nel quale agiscono, per il modo in cui declinano le proprie pratiche e per la concezione implicita della cura che ispira ognuno di essi.

 

¹Ad evitare confusioni, si fa presente che <<etico>> viene qui usato in contrapposizione a <<tecnico>> e non come sinonimo di <<equo>>.

 

 

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Vieri Marzi

FILM ANARCHICO E IMPOPOLARE

Giovedì 17 novembre ore 18.30
alla libreria Rinascita di Viale Agosta 36, a Roma

Piero Cipriano presenta il romanzo
FILM ANARCHICO E IMPOPOLARE
Nella terra dei lupi e dei santi
Manni Editori - 2011
con le voci narranti di Massimo Urbani e Irene Tomio e gli interventi 
musicali del percussionista Davide Conte.
Seguirà la proiezione di due cortometraggi di Cipriano.

(Piero Cipriano è nato nel 1968 in Irpinia.
Psichiatra, ha lavorato nei dipartimenti di salute mentale del Lazio, 
del Friuli, della Campania.
Da alcuni anni è rientrato a Roma dove è nata la sua esperienza 
basagliana e un’attività parallela di regista di corti.
Questo è il suo primo romanzo.)