Sulle carceri, basta lacrime di coccodrillo.

 

La (seconda) condanna dell’Italia da parte della Corte Europea  dei diritti umani per trattamento inumano e degradante nei confronti di un gruppo di detenuti che vi avevano fatto ricorso, ha suscitato un coro di paradossali adesioni, recriminazioni, avvilimento, ammissioni di impotenza nei politici italiani.

Siamo stanchi di queste lacrime di coccodrillo.

Occorre, come richiamato anche dalla sentenza, che si attuino soluzioni strutturali, di cui non si trova traccia nei programmi elettorali della maggior parte dei partiti. La soluzione non può essere la costruzione di nuove carceri, ma una netta inversione delle politiche securitarie praticate negli ultimi decenni e una revisione/abrogazione delle leggi – da quella sulle tossicodipendenze a quelle sulla recidiva e sull’immigrazione clandestina  – che hanno determinato il sovraffollamento. E' indispensabile, inoltre, che venga praticato sistematicamente, in ogni situazione in cui questo sia possibile, il ricorso a pene alternative al carcere già praticabili, dalla detenzione domiciliare alla messa in prova. Insomma l'affermazione di una cultura della pena come possibilità di ammenda e di reintegrazione sociale, così come contenuto nella nostra Carta costituzionale all'articolo 27.

Psichiatria Democratica richiama tutti i partiti ad un reale impegno programmatico per la risoluzione dei problemi del carcere – dal sovraffollamento all’eccesso della carcerazione preventiva -  e li invita a farne un tema discriminante e prioritario di ogni futura azione di governo: su questo impegno saranno da noi valutati. 

COMUNICATO STAMPA

 

Non deve stupire l’eccezionale misura di sequestro, parziale o totale, negli OPG di Montelupo F.no e Barcellona Pozzo di Gotto (oltre che di alcuni containers adibiti ad attività di assistenza psichiatrica a L’Aquila). Non è certamente con dubbi interventi cosmetici, da noi stessi denunciati dopo una recente visita a Montelupo, che si assicurano le condizioni di vivibilità ed assistenza sanitaria in strutture che la Legge vuole chiuse entro il prossimo febbraio.

La “gravosa responsabilità” assunta dalla Commissione di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale deve richiamare Regioni e Dipartimenti di Salute Mentale ad una conseguente responsabilità per riprendere, in tutte le sedi, nazionali e regionali, il processo di chiusura degli OPG che negli ultimi mesi, col pretesto di attendere l’emanazione di ulteriori atti regolamentari da parte del Ministero, ha segnato il passo: in questo modo non solo non sono sti utilizzati i finanziamenti esistenti ma nemmeno si è dato compiuto seguito alla dimissione di quegli internati considerati immediatamente dimissibili fin dalla prima indagine della Commissione.

Occorre che i DSM formulino i progetti terapeutico-riabilitativi in vista della dimissione di tutti i soggetti internati provenienti dal loro territorio: solo così sarà possibile ipotizzare e realizzare nel tempo delle risposte personalizzate senza appiattirsi sulla realizzazione, a priori, delle strutture destinate ad accoglierli. Senza conoscere quali sono i bisogni assistenziali di ciascun paziente, la realizzazione di strutture, tanto più se identificate con quelle a maggiore capienza (20 p.l. a prescindere dalle reali necessità assistenziali) non potrà che tradursi in una trans-istituzionalizzazione.

Occorre che le alternative all’OPG offrano invece una gamma di soluzioni, dal rientro al proprio domicilio all’appartamento protetto, dall’inserimento in qualcuna delle strutture territoriali della salute mentale già esistenti alla realizzazione di piccole comunità di accoglienza, fino a soluzioni a maggior grado di protezione, come prevede la legge. Va altresì ribadito che tutte queste soluzioni devono essere aperte ad accogliere anche pazienti in misura di sicurezza diversa dall’invio in OPG.

Appare evidente che se in questo processo è determinante il ruolo giocato dai DSM (come delle altre Unità Operative in grado di rispondere ai bisogni prevalenti dell'utenza) è altrettanto necessario che le Regioni, tutte ed in particolare quelle sedi di OPG e pertanto coordinatrici di bacino, svolgano la loro funzione di promozione  e di vincolo nella richiesta di finanziamenti, tanto di parte corrente che in conto capitale, ai progetti dipartimentali.  

In questo  complesso processo non può essere estranea la Magistratura, giudicante e di sorveglianza, cui certamente compete la determinazione della forma in cui applicare al misura di sicurezza, almeno fino a che non interverrà in merito la modifica dei codici, cui devono essere offerte certamente collaborazione da parte dei DSM ma anche soluzioni concrete alternative all’invio in OPG.

Vogliamo sottolineare che per chiudere presto e bene gli OPG, la strada maestra resta - lo  andiamo ribadendo da mesi  - produrre progetti individualizzati per ciascun utente, in quanto così si garantisce concretamente l'utente. Inoltre e solo così, le Regioni, gravate dai debiti, potranno correttamente allocare tutte le risorse a loro disposizione evitando sprechi: è' necessario,perciò, che i gruppi di lavoro delle Regioni rifuggano dalla tentazione di attivare strutture/caserme ma si impegnino, con tutte le realtà territoriali, a fare crescere luoghi di vita modulati, secondo le esigenze e i bisogni.

 Il percorso tracciato dalla Commissione Marino - a cui tutti dobbiamo essere grati -  è netto e chiaro:  il Paese volti pagina, si doti al più presto di strumenti di accoglienza che garantiscano la presa in carico globale degli utenti. Si chiuda definitivamente questa brutta pagina della nostra storia contemporanea  perchè, come è stato ribadito nella Conferenza stampa da parte della Commissione che annunciava i sequestri delle strutture " si tratta della vita di più di mille persone e la chiusura degli OPG è un passo di civiltà irrinunciabile”.

19 Dicembre 2012

        Dott. Emilio LUPO; Dott. Luigi ATTENASIO; Dott. Cesare BONDIOLI; dott. Salvatore Di FEDE 

Psichiatria e carcere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuova visita di Psichiatria Democratica all'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Napoli - Secondigliano.

 

Comunicato Stampa

 Giovedì 8 novembre 2012, una delegazione di Dirigenti nazionali Psichiatria Democratica (composta dai dottori E. Lupo, S. Di Fede, A. Morlicchio e G. Ortano) ha visitato nuovamente l’O.P.G. di Secondigliano (NA) per verificare lo stato di sviluppo del processo di dismissione  che, a norma della legge 9/2012, dovrebbe esaurirsi non oltre il marzo dell'anno prossimo.

La delegazione, accompagnata dal Magistrato di Sorveglianza, dalla Direzione, dal personale Medico e dalla Polizia penitenziaria dell'Istituto, ha così incontrato e discusso con le persone ancora lì recluse, rilevando - nonostante l'impegno profuso dagli operatori dell’OPG - una evidente quanto preoccupante condizione di stallo e, quindi, un ritardo dell'intero processo di superamento della struttura. Risulta, difatti, persino maggiore il numero dei detenuti presenti rispetto alla precedente visita, nel mentre si sono progressivamente ridotte le risorse a disposizione e scarsi o del tutto inesistenti i Progetti individualizzati terapeutico-riabilitativi in ragione di una persistente latitanza delle Aziende Sanitarie Locali e delle Regioni responsabili.

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CARCERI E OPG: DUE FERITE APERTE

 

La drammatica condizione delle carceri italiane nelle quali sono "ospitate"circa 67.000 persone a fronte di una capienza massima di 45.000, rischia di diventare  - secondo i Dirigenti di Psichiatria Democratica, Emilio Lupo e Cesare Bondioli -un luogo comune.

Una periodica quanto asfittica denuncia che - in un rituale sempre più macabro - fa la conta del grande disastro di questo pianeta separato.A contrastare il dolore lacerante, ed a squarciare questo velo di rimozione collettiva, soltanto gruppi di testarde associazioni, giornalisti, singoli deputati, intellettuali, operatori del sociale e della giustizia, ed il Presidente Napolitano.

Il Capo dello Stato ha, nei giorni scorsi, levato la sua voce sulla drammatica situazione carceraria italiana che, ha detto: "non fa onore al nostro Paese e anzi ne ferisce la credibilità internazionale”, auspicando, poi, che "si acceleri sulle proposte, già in avanzato stato di esame, per rafforzare l'uso delle pene alternative", aprendo anche a un possibile speciale ricorso a misure di clemenza.

Psichiatria Democratica ricorda che al 14 ottobre sono già 127 i morti e ben 47 i suicidi, per il 2012, nelle carceri italiane ( l'ultimo nell'inferno di Poggioreale ), e che per fermare queste stragi, occorrono provvedimenti urgenti e concreti da parte del Governo e del Parlamento. Le condizioni di legalità e la praticabilità del diritto, necessitano di risposte concrete ed estremamente diffuse nelle diverse realtà italiane (dalla messa alla prova, alla depenalizzazione dei reati minori, al lavoro sociale esterno ed alle misure alternative) soluzioni che condividiamo, e che erano, peraltro, già state avanzate, all'indomani del terremoto in Emilia.

Al tempo stesso Psichiatria Democratica ( PD) vuole denunciare, con forza, che  un'altra ferita non solo non verrà rimarginata ma si estenderà, incancrenendosi ancor più. Ci riferiamo agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), alla disapplicazione della legge 9/2012 ed al pericolo - ormai fin troppo evidente - di uno slittamento della loro chiusura, a dopo il marzo 2013!

P D, aveva già evidenziato - a chiare lettere - lo scorso 3 aprile u.s. nell'audizione presso la Commissione Marino al Senato, il pericolo dell'affossamento della legge, criticando anche le proposte avanzate circa le dimensioni delle strutture dove ospitare gli utenti e rimarcando, altresì,il timore che il vuoto del Servizio pubblico potesse favorire derive privatistiche. Saltava agli occhi, che gran parte di AASSLL e Regioni erano (e sono) del tutto ferme, non avendo posto mano all'elaborazione condivisa,tra tutti gli attori in campo, di programmi personalizzati per ciascun internato. Per sconfiggere definitivamente questi mostri, occorre uno scatto ed uno sforzo  immediato e collettivo ma, prioritariamente, interventi operativi determinati ed urgenti da parte del Governo nei confronti delle Aziende Sanitarie e delle Regioni acchè entro il 31 marzo 2013 - così come previsto dalla legge- gli OPG chiudano i battenti.

Per evitare l'onta del rinvio della chiusura a dopo il termine indicato nella legge, Psichiatria Democratica propone un percorso chiaro e semplice:istituire, da parte dei Ministeri della Salute e della Giustizia, un Ufficio di dismissione, una task-force operativa, che possa avvalersi - per il solo tempo necessario- dell'esperienza di alcuni funzionari. Questo organismo - che proponiamo, a tempo e a costo zero - dovrebbe affiancare Regioni ed AASSLL, concordando la migliore allocazione delle risorse umane ed economiche e monitorando, altresì, lo sviluppo dei singoli progetti, sia dal punto di vista abitativo che progettuale, per singolo utente.

Lanciamo un pressante appello a raccogliere questa nostra proposta ai Ministri Severino e Balduzzi,  e, ci auguriamo, sostenuta da quei Deputati e Senatori che più si sono impegnati, in questi anni, a fianco delle fasce più diseredate, gli stessi che non si sono risparmiati e - come si dice - che ci hanno messo la faccia,ed a quella parte del Paese che non vuole rassegnarsi a questa malattia                    .

L'ingiustizia è di per sè una malattia.

 

Contro ogni alibi, la proposta di Psichiatria Democratica per chiudere presto,bene (e veramente) gli OPG

 

Ospedali psichiatrici giudiziari

Subito un Ufficio per chiuderli

 

 Emilio Lupo

Segretario Nazionale di Psichiatria Democratica

L'Unità domenica 14 ottobre 2012 (pagina 18)

 

L'ITALIA SPEGNE LE LUCI PER RISPARMIARE. SUI GIORNALI SI LEGGE OGNI PASSO DELLA MANOVRA ECONOMICA PRESENTATA IN Consiglio dei ministri,ma non si parla di una legge importante che rischia di rimanere nel cassetto ina. e la chiusura degli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari.E' la legge numero 9 del 2012,che tra l'altro prevede, entro il prossimo marzo, l'entrata in vigore di una serie di misure per garantire diritti anche a questi reclusi.

Una ferita quella degli OPG, come è per le carceri italiane, che ci si augurava potesse rimarginarsi dopo le continue e sempre più incalzanti denunzie sulla violazione dei diritti costituzionali, da parte non solo delle associazioni che come la nostra se ne interessano, ma anche delle stesse autorità politiche, come la Commissione presieduta dal Senatore Marino. Anche il Capo dello Stato ha espresso il suo sdegno.

Il video promosso dalla Commissione e girato nelle strutture manicomiali, è penetrato negli occhi, nel cuore e nella mente dell'opinione pubblica, producendo, con un impegno costante ed esemplare di tutti e grazie alla sensibilità del Ministro della Giustizia, il varo della suaccennata legge numero 9.

Da allora tavoli tecnici, gruppi di studio e iniziative a doppia velocità non hanno prodotto niente di quanto si doveva, ovvero programmi individualizzati per ciascun recluso, accompagnamenti nelle residenze territoriali (che devono essere secondo Pd di piccole dimensioni e a tempo), progetti di ritorno: al lavoro, agli affetti. Di risposte sinergiche, insomma, nemmeno l'ombra. Come Psichiatria Democratica, avevamo già evidenziato - a chiare lettere - lo scorso 3 aprile nella seconda audizione presso la Commissione Marino al Senato, il pericolo dell'affossamento della legge. Sia per quel che riguardava le proposte avanzate circa le dimensioni delle strutture che non configuravano case bensì caserme, sia per l'attivismo registrato -  pare - da parte di grandi strutture psichiatriche private per accogliere gli ex internati.

Ora bisogna decidere, e presto, se costruire rapidamente con uno sforzo, finalmente comune, risposte di civiltà oppure stare ancora a guardare.

La nostra proposta è  semplice, chiara, netta e nel pieno rispetto della spending review: l'attivazione immediata  di un Ufficio Speciale per la dismissione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), da parte dei Ministri di Giustizia e Salute, che ne governi e porti a termine - entro la data prestabilita del 31 marzo 2013 -  l'intero programma. L'Ufficio Speciale è ormai una necessità quanto mai urgente ed inderogabile in ragione dei gravissimi ritardi accumulati da tutti i responsabili del procedimento. Uno strumento, a tempo, quello dell'Ufficio Speciale di cui sollecitiamo il varo e che si interessi dell'allocazione delle risorse umane ed economiche, incastonate, beninteso, all'interno dei progetti individualizzati. Un gruppo di lavoro snello ed in grado di garantire l'omogeneità degli interventi, per evitare che ci siano realtà che, restando indietro vanifichino - fino a bloccare - l'intero programma.

Una realtà operativa che informi puntualmente le famiglie e che svolga con i servizi pubblici, una attività di raccordo con le agenzie presenti sui territori laddove dovranno essere accolte le persone attualmente rinchiuse negli OPG.

Psichiatria Democratica propone, pertanto, ai Ministri Severino e Balduzzi, di adottare questo strumento di intervento, che, potendo avvalersi delle sicure competenze che ciascun Dicastero possiede, sarebbe a costo zero. Avvalendosi dell'apporto delle migliori energie di Regioni e Aziende Sanitarie, l'Ufficio da un lato potrebbe annullare le sacche di resistenza e, dall'altro, garantire il mantenimento della centralità del Servizio pubblico. Tale centralità rimane, nel tempo, strumento principe di garanzia di equità ed omogeneità, ma anche di argine contro nuove possibili spinte privatistiche e "concentrazionali".

E' questa un'occasione per scrivere, insieme, una bella pagina della nostra storia contemporanea, non perdiamola.

 

DAL 1° AL 5 OTTOBRE L'OTTAVA EDIZIONE DELLA RASSEGNA DI TEATRO "IL CARCERE POSSIBILE"

 

Parteciperanno otto Compagnie e le rappresentazioni si terranno al Ridotto del teatro Mercadante di Napoli, con l'unica eccezione per quello proposto dai detenuti di Secondigliano, che sarà messo in scena in Istituto.
 

Napoli, 18 settembre 2012. Giunge all'ottavo anno consecutivo la Rassegna di Teatro organizzata da "Il Carcere Possibile Onlus" con spettacoli dai laboratori  tenuti negli Istituti di Pena. Malgrado le difficoltà crescenti dovute alle sempre più ridotte risorse, il Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria della Campania ha approvato e finanziato alcuni progetti che sono stati  visionati dalle singole Direzioni. Il Teatro Stabile di Napoli  ha ancora una volta messo a disposizione la sala Ridotto del Mercadante e il Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Campania ha assicurato il suo contributo.
Dal 2005, la Rassegna ha visto oltre 60 lavori teatrali messi in scena nello Stabile della città, con la partecipazione anche di Istituti provenienti da altre Regioni, come Rebibbia e Padova 2 Palazzi. Molti spettacoli hanno avuto ottime recensioni a conferma dell'impegnativo lavoro svolto nei laboratori, nei mesi preced! enti. Le compagnie che hanno partecipato hanno attraversato i testi di Brecht, Beckett, Moscato, Camus, Pasolini, sperimentando a volte anche la scrittura collettiva e le storie autobiografiche per raccontare e raccontarsi.

Il programma di quest'anno:

LUNEDI' 1° OTTOBRE: ore 20.00 - Ridotto teatro Mercadante
 Casa Circondariale di Poggioreale
PULCINELLA, CON RISPETTO PARLANDO
Liberamente ispirato a Samuel Beckett

MARTEDI' 2 OTTOBRE: ore 18.30 - Ridotto teatro Mercadante
Istituto di Ariano Irpino
UN RAGAZZO PER MODELLO
Omaggio a Peppino De Filippo

MARTEDI' 2 OTTOBRE: ore 20.00 - Ridotto teatro Mercadante
L'Icat di Eboli;
UN SOGNO DI LIBERTA'
a cura di Gaetano Stella e Elena Parmense

MERCOLEDI' 3 OTTOBRE: ore 18.30 - Ridotto teatro Mercadante
Istitutio Minorile di Airola
IO VULESSE TRUVA' PACE
frammenti di opere e pensieri di Eduardo de Filippo

MERCOLEDI' 3 OTTOBRE: ore 20.00 - Ridotto teat! ro Mercadante
Istituto Minorile di Nisida
CORNICELibera mente ispirato a "Cuore Nero" di Calvino

GIOVEDI' 4 OTTOBRE: ore 20.00 - Ridotto teatro Mercadante
O.P.G. di Aversa
CHE NE SARA' DEI FIORI
di Gesualdi/Trono

VENERDI' 5 OTTOBRE: ore 11.00 - Teatro Istituito di Secondigliano
Istituto di Secondigliano
BECHER e GODO'
incontro con un Beckett sconosciuto

VENERDI' 5 OTTOBRE: ore 20.00 - Ridotto teatro Mercadante
Casa Circondariale di Lauro
SEMPRE LA STESSA STORIA
Liberamente ispirato a "Esercizi di stile" di Queneau

L'ingresso a teatro è gratuito. Per lo spettacolo che si terrà presso l'Istituto di Secondigliano è necessario inviare, entro il 28 ottobre, richiesta all'ingresso in Istituto, specificando i propri dati anagrafici completi, all'indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Alleghiamo la locandina, con le notizie sulle singole rappresentazioni

 

La distorsione delle relazioni genitoriali -­‐ la P.A.S.


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Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-07554 presentata da DELIA MURER giovedì 26 luglio 2012, seduta n.673

NO ALL'ELETTROSHOCK

Psichiatria Democratica appoggia e fa sua questa iniziativa perchè è impegnata da sempre, senza se e senza ma, contro queste pratiche di "spegnimento" degli utenti, contro una psichiatria di tipo manicomiale, che propugna l' ineluttabilità della malattia mentale, quella stessa psichiatria che è stata irrimediabilmente sconfitta dalle pratiche di Salute Mentale che si sono andate sviluppando, con successo e sempre più, sul territorio dopo l'approvazione della legge di riforma psichiatrica del 1978.

 

MURER, BOSSA e FARINA COSCIONI. - 

Al Ministro della salute.

 - Per sapere - premesso che: 

con circolare del 15 febbraio 1999 dell'allora Ministro della sanità, inviata agli assessori alla sanità delle regioni e delle province autonome, si stabilivano le linee di indirizzo circa le pratiche della cosiddetta terapia elettroconculsivante (TEC) sottolineando come «nonostante la grande quantità di ricerche condotte negli ultimi decenni, non è stato ancora chiarito in maniera precisa il meccanismo d'azione della TEC. Inoltre, contrariamente a quanto ritenuto in passato, si ritiene oggi che la convulsione generalizzata sia insufficiente a spiegare l'efficacia terapeutica del metodo, e che siano fondamentali altri fattori, al di là della convulsione (Sackeim, 1994)»; 

il contesto in cui si è andata sviluppando ed affermando l'intera esperienza territoriale italiana nel campo della psichiatria pubblica e la cospicua legislazione nazionale e regionale, oltre che il sapere diffuso che è maturato in oltre trent'anni, in questo settore, non lasciano alcuno spazio a un ritorno al passato: questa pratica non può che essere in fortissima dissonanza con quanto fin qui realizzato. È doveroso continuare a contrastare la semplificazione delle risposte - che di norma producevano, prima della legge n. 180 del 1978, la costrizione e la chiusura del paziente - più che farsi carico della complessità dei bisogni e dei diritti inalienabili di quanti esprimono disagio e sofferenza, così come avviene oggi in tante realtà; 

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ASSEMBLEA NAZIONALE stopOPG


Roma 12 giugno ore 10  Centro Congressi via dei Frentani, 4

 

per chiudere (senza trucchi) gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: mai più internati …

per fermare il disegno di legge (Ciccioli & c) contro la legge Basaglia: mai più manicomi ...

per il diritto costituzionale alla Salute e alle cure: rispettare la persona umana (e basta tagli al welfare)


Non esistono persone normali e non, ma donne e uomini con punti di forza e debolezza ed è compito della società fare in modo che ciascuno possa sentirsi   libero, senza sentirsi solo” (Franco Basaglia)

 

Contro la riapertura dei manicomi

Comunicato stampa

 

La proposta dell'On. Ciccioli di riforma della legge 180/78, approvata ieri in commissione Affari sociali e Sanità da una rinata accoppiata parlamentare PDL - Lega, reintroduce - nei fatti -  null'altro che pesanti segmenti di custodia neo-manicomiale. Perla tra le perle, all'articolo 5 del dispositivo si può leggere: " Il trattamento necessario extraospedaliero prolungato ha la durata di sei mesi..." e prolungato sino ad un anno! in barba a tutte le leggi vigenti, a partire dalla nostra Carta costituzionale.

Insomma tutte le significative e concrete esperienze di presa in carico del disagio sul territorio, diffuse in maniera capillare ormai in tantissime parti del Paese, promosse dal 1978 in poi, dai Servizi pubblici in collaborazione con il privato sociale e gomito a gomito con  Associazioni di familiari e utenti, Istituzioni locali, verrebbero sostituite da questa melassa rancida che sa tanto di revanscismo e di stato sanitario di polizia. La filosofia di controllo sociale si rileva in tutto l'impianto: ne è un esempio lampante l'art.4, dove nella pratica al comma 2 si riesumano - all'interno dei DEA- nientemeno che le vecchie Osservazioni dei defunti, e mai rimpianti, Ospedali Psichiatrici.

Sono i fatti, le ricerche scientifiche, le attestazioni di gruppi e commissioni di studio - anche internazionali - che danno ragione ai tanti che, come Psichiatria Democratica (PD), si battono da anni perchè i dettami della riforma psichiatrica possano sempre più trovare piena applicazione nelle Unità territoriali, oggi falcidiate nelle risorse essenziali, da indiscriminati tagli della spesa.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: ritorno all'ospedalizzazione, tendenza crescente alla medicalizzazione e alla burocratizzazione e riduzione progressiva di spazi per un nuovo protagonismo degli utenti senza alcuna progettualità per il riscatto attraverso il lavoro e l'abitare.

PD che continua, senza sosta, il proprio impegno affinchè gli Ospedali  Psichiatrici Giudiziari,  possano essere superati "presto e bene" attraverso l'attuazione di programmi individualizzati per ciascuna persona ristretta, chiama a raccolta gli operatori della Salute mentale, il mondo politico democratico, dell'informazione e della cultura, le forze sindacali ed il mondo dell'associazionismo e del volontariato a rispondere a muso duro ai tentativi di riportare indietro il Paese intero di decenni, agli anni bui della custodia, in nome della sicurezza e della normalizzazione.

 

18, maggio, 2012

 

Tutte le iniziative che verranno intraprese come le comunicazioni su questo blitz, saranno tempestivamente pubblicate sul sito di Psichiatria Democratica.

 

Riaprire i Manicomi in Italia!

Giovedì 17 maggio 2012, nella Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati, PDL e Lega Nord, votano per fare riaprire i Manicomi in Italia.

Psichiatria Democratica (PD) si opporrà senza risparmiarsi in tutte le sedi, a qualsivoglia tentativo di riportare l'intero Paese agli anni bui della segregazione e dell'oblio manicomiale.

Questo funesto abbraccio PDL-Lega su di un tema così delicato è, per PD, rivolto non solo contro le persone in diffficoltà, le loro famiglie e gli operatori ma contro l'intero Paese. L'Italia infatti dall'approvazione della legge 180 nel 1978 ad oggi, ha scritto a chiare letttere  che curare non potrà mai significare rinchiudere come accadeva in passato e che la Salute Mentale di comunità, così come si è delineata negli anni con risultati più che lusinghieri, è l'unica strada da continuare a percorrere.

Si riportano le prime dichiarazione al voto dei Deputati MariaAntonietta Faina Coscioni, Margherita Miotto e della Senatrice Donatella Poretti.

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FATE PRESTO

 

LO STRISCIONE "FATE PRESTO" ANCHE A L'AQUILA, PALERMO E BARI
Dopo Napoli, S.Maria Capua Vetere e Nola, da oggi lo striscione è anche a L'Aquila. Il 16 maggio sarà collocato a Palermo e il 24 maggio a Bari.
 

Napoli, 11 maggio 2012

Il Governo ha dimenticato gli annunci di immediati interventi per affrontare le problematiche relative alla detenzione, mentre nelle carceri si continua a morire e a sopravvivere in condizioni vergognose. Se è giusto intervenire per migliorare lo stato della Giustizia in Italia, è assolutamente prioritario affrontare definitivamente l'illegalità quotidiana che si consuma nei nostri Istituti di Pena, così come aveva affermato il Ministro Severino, appena nominata.
Già dal 15 marzo u.s. nella sede della Camera Penale di Napoli, su iniziativa de "Il Carcere Possibile Onlus" sono collocati due striscioni di 5 metri con la scritta "FATE PRESTO" e l'indicazione della media delle morti in carcere: un decesso ogni 2 giorni, un suicidio ogni 5. Il 29 marzo u.s. anche la Camera Penale di S.M.Capua Vetere ha affisso lo striscione all'ingresso della sua sede nel Palazzo di Giustizia. Il 20 aprile  è stato collocato nel Palazzo di Giustizia di Nola dalla locale Camera penale. Da oggi lo striscione è anche a L'Aquila al Convegno organizzato dall'Unione Camere Penali Italiane e dalle Camere Penali di Sulmona e L'Aquila (programma sul sito dell'U.C.P.I.) Il prossimo 16 maggio analoga iniziativa - a cura della Delegazione di Palermo de "Il Carcere Possibile Onlus" - si terrà a Palermo, presso la Chiesa Santi Elena e Costantino, Piazza Vittoria, dalle ore 15,00.
Nell'occasione sarà tenuta una tavola rotonda  dal titolo "FATE PRESTO. MISURE URGENTI E INDIFFERIBILI PER LE CARCERI ITALIANE".Interverranno: 
Dott. ATTILIO CAPUTO, magistrato del Tribunale di Sorveglianza di Palermo; Dott.ssa MARINA PETRUZZELLA, Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Palermo;  avv. RICCARDO POLIDORO, avvocato, presidente de "Il Carcere Possibile Onlus", avv. LINO BUSCEMI, Presidente dei difensori civici italiani; avv. CARMELO FRANCO, responsabile Unione Camere Penali Italiane - Osservatorio Carceri; 
modererà l' avv. FABIO CALDERONE, Responsabile Delegazione "IL CARCERE POSSIBILE ONLUS" di Palermo, con l'introduzione dell' avv. SILVANO BARTOLOMEI, membro Delegazione "IL CARCERE POSSIBILE ONLUS" di Palermo.
Saranno proiettate due video-inchieste girate all'interno degli istituti di pena.
È stata inoltrata al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati d Palermo richiesta di riconoscimento crediti formativi per la partecipazione all'incontro.

 

E' alto lo spread tra le necessità delle persone rinchiuse negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e Stato e Regioni.

 

E' a livelli di guardia la preoccupazione dei Dirigenti di Psichiatria Democratica Emilio Lupo, Cesare Bondioli e Salvatore Di Fede sui gravi ritardi nel processo di chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e su come, temono, saranno le strutture che accoglieranno le persone fin'ora recluse negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Le notizie apparse su quotidiani e le voci raccolte negli ultimi giorni sui "requisiti" delle nuove strutture, delineate dal Regolamento in itinere,  rinforzano i grandi timori che PD va manifestando da tempo, ovvero che è assai  grande  il differenziale,  lo spreadtra le necessità delle persone recluse e le risposte che si appresterebbero a dare i Ministeri e  le Regioni.  Non è questa una preoccupazione aprioristica, pregiudiziale, sostengono in Psichiatria Democratica perchè ben oltre levoci  intorno airequisiti (attesi invano entro il 30 marzo, così come prevede la legge 9/2012) che avranno le strutture del dopo OPG, ci sono i fatti. Nessuna delle realtà associative che da anni sostengono la chiusura delle sei strutture giudiziarie, a differenza di come ha fatto la Commissione Marino, è stata fin'ora ascoltata nelle sue proposte, nè tantomeno - ci risulta - le Regioni stanno attuando, come si dovrebbe- i progetti individualizzati insieme alle persone interessate.

Ecco perchè il timore sta diventando grave preoccupazione, significando che le strutture più che essere piccole e intermedie e perciò in grado di porsi, da un lato, come luoghi di attenzione ai reali bisogni e dall'altro ponte verso un futuro deistituzionalizzato, saranno grandi e cronicizzanti. Insomma per Psichiatria Democratica più che essere piccoli condomini e  luoghi di liberazione e riscatto saranno simili a carceri, casermee ospedali .

Strutturesmalle non largecon lo sguardo e le risorse proiettate fuori e non nuovi reparti di custodia. Gli spazi per queste persone devono essere occasioni di vita e non nuovi cronicari asettici e normalizzanti attraverso un regime custodialistico per nulla rispettoso delle individualità e dei bisogni concreti.

Bondioli, Lupo e Di Fede perciò fanno appello ai Senatori e Deputati, alle Associazioni, agli Organi di informazione ed a quanti  si richiamano ai dettami della nostra Carta Costituzionale, perchè insieme ad una accelerazione del  processo di superamento degli OPG, si metta mano a progetti personalizzati per le persone recluse. Per PD significa - lo si ribadisce, con forza,  ancora una volta - centralità e coordinamento dei Servizi psichiatrici pubblici, personale sociale e sanitario formato ed in numero adeguato e finanziamenti  idonei vincolati. Programmi tesi allo sviluppo costante di pratiche di inclusione, fortemente orientate all'abitare come alla possibilità di lavorare per le persone temporaneamente ospitate nelle piccole strutture.

Secondo PD, in definitiva, una chiusura degli OPG burocratizzata, come quella che si va delineando, senza pulsioni al cambiamento nel fare quotidiano, vanificherà lo sforzo prodotto dalla Commissione presieduta dal Senatore Marino e la presa di coscienza collettiva che ne è scaturita eche ha fatto gridare a tutti che curare non deve mai significare rinchiudere e negare i diritti elementari delle persone. Mai e comunque. 

Convegno chiusura opg


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