"il manifesto" del 09 Novembre 2000
Un Core per la salute mentale
Si apre oggi a Vico Equense il congresso di Psichiatria democratica. Tre giorni contro i "moderni" manicomi
ANNA PIZZO - ROMA
Sullo sfondo del programma si intravvede la fisionomia di Franco Basaglia, a cui il congresso di Psichiatria democratica è dedicato.
Oggi, domani e sabato, nel Castello Giusso di Vico Equense, il mondo della salute mentale che ha dato vita al grande movimento di deistituzionalizzazione degli anni '70 e '80, della psichiatria "liberata", si è dato appuntamento per discutere di "Pratiche oltre le parole: salute mentale, soggetti collettivi e politiche di liberazione".
I congressi solitamente sono un'autoconferma, un rito da consumare collettivamente tra simili. Invece, questo soggetto "mutante" rappresentato dagli psichiatri che hanno teorizzato e praticato in modo irriducibile l'unica via possibile per costruire salute mentale, cioè la chiusura dei manicomi, ha deciso di fare di questa tre giorni una sorta di laboratorio.
E' lo stesso titolo dell'iniziativa a suggerirlo, e che viene svolto nel Manifesto per la salute mentale del 2000 dall'evocativo titolo, "Il Core di Psichiatria democratica", di cui ci parla il segretario nazionale, Emilio Lupo:
"Le parole d'ordine sulle quali si vogliono fondare le scelte di Psichiatria democratica e che ne costituiscono la sua identità, il suo codice genetico, sono il frutto di un lungo lavoro di riflessione e di pratiche sul campo, nella quotidianità delle relazioni e degli scambi con i pazienti psichiatrici". Comunità, Opportunità, Responsabilità, Etica, ecco le quattro parole la cui prima lettera forma Core, una sigla che diviene essa stessa significato e veicolo di comunicazione. Comunità "come naturale sede di relazioni significative"; Opportunità "significa scelta, possibilità, negoziazione e salvaguardia dei diritti di cittadinanza". Responsabilità è dunque "favorire la cittadinanza, riconiugare i poteri con i saperi" e, infine, etica, che è "lavorare per la liberazione dell'uomo, di tutti gli uomini".
Chi non dimentica neppure uno dei congressi di Pd è uno dei fondatori del movimento, nonché amico e sodale di Basaglia, Agostino Pirella: "E' certo un congresso di rilancio - dice - dovuto alla volontà di un gruppo dirigente colto che si ritrova unito sui temi fondamentali. Psichiatria democratica è dentro le pratiche sociali ed è questa la sua forza in un momento in cui c'è chi ripropone una psichiatria rinsecchita, separata.
E' questa la ragione della nostra distanza dalla Società italiana di psichiatria, anche se abbiamo lavorato insieme per l'applicazione della 180. Non vogliamo la beatificazione di Basaglia, non ne abbiamo bisogno. Vogliamo sconfiggere le nuove tendenze, che assomigliano troppo spesso a semplici umanizzazioni del manicomio. Infine, ci rivolgiamo ai giovani perché c'è necessità di un aggiornamento che non consente di richiudersi dentro le scatole degli specialismi, una nuova strategia del potere psichiatrico".
Furio Di Paola è ricercatore universitario, ma il suo ultimo libro, L'istituzione del male mentale (manifesto libri), ha il valore della teoria che si confronta con la materialità di una condizione umana. Se gli si chiede dove sta andando la psichiatria, dice che il suo "è un giudizio molto negativo: neoistituzionalismo, globalizzazione. Un binomio che dà luogo a una modellistica astratta di efficienza e qualità. E' tempo che siano gli ex utenti a prendere la parola".
Luigi Attanasio è responsabile di un servizio pubblico a Roma ed è fiero di poter annunciare che proprio il giorno prima ha inaugurato la prima casa famiglia nel suo territorio. Anche lui ha un lungo passato di militanza in Psichiatria democratica e, da medico del territorio, vede il pericolo maggiore, in questo momento, in quello che chiama "il terricomio", cioè la nascita, sotto mentite spoglie, di piccoli, "moderni" manicomi.
Anche l'assessore alla salute del comune di Roma, da sempre dentro il movimento degli psichiatri democratici, fiuta un'aria minacciosa che potrebbe dar luogo a nuove forme camuffate di internamento: "Il rischio è che la cultura efficientista dia luogo a un nuovo paradigma dell'internamento".