Al
via oggi a Vico Equense il congresso di Pischiatria Democratica. Lupo: «Ricorderemo
anche Basaglia, uno dei più lucidi intellettuali del dopoguerra»
Salute
mentale, nasce un progetto di «cura» delle città
di STEFANO
DE STEFANO
arte oggi pomeriggio al
Castello Giusso di Vico
Equense il congresso
nazionale di Psichiatria
Democratica. Alle 16,
dopo i rituali saluti delle
autorità, prenderà la parola
Emilio Lupo, segretario nazio-
nale dellassociazione e psi-
chiatra napoletano attivo da
anni sul territorio campano. Quale
sarà il tema centrale della
sua relazione? «Il
tema del congresso è Le
pratiche oltre le parole: salute
mentale, soggetti collettivi e
politiche di liberazione, un ti-
tolo molto eloquente che ri-
propone al centro della nostra
iniziativa la priorità del fare. Io
personalmente aprirò i lavori
con un intervento sulla psichia-
tria democratica come forza di
trasformazione». Un
tema non nuovo ma evi- dentemente
ancora attuale. «Psichiatria
Democratica
giunge a questo congresso a
ventisette anni dalla sua fonda-
zione a Bologna, aggiornando
ai nostri giorni quelle ragioni P
che ispirarono
allora
la battaglia antistitu-
zionale contro le prati-
che manicomiali e le
politiche di restrizio-
ne. Siamo ancora oggi
contro forme di con-
trollo vecchie e nuove.
Come testimoniato,
ad esempio, la nostra
lotta contro lelettro-
shock, uno strumento
non terapeutico ma le-
gato a vecchie e supe-
rate concezioni psico-
biologiche. In quel ca-
so riuscimmo a dimo-
strare la sua non uti-
lità». Con
quali ricadute legali?
«Quella
ad esempio
del consenso informa-
to, un principio riconosciuto
oggi per legge e che conferma
la assoluta centralità della per-
sona, che resta in ogni situa-
zione soprattutto una straordi-
naria risorsa». Questo
congresso è dedica- to
a Franco Basaglia. Cosa rappresenta
la sua figura per
la vostra organizzazione? «Franco
oltre ad essere sta-
to uno dei nostri fondatori, è
stato anche uno dei più lucidi
intellettuali del secondo dopo-
guerra. Ha detto e praticato
cose tuttora attualissime. Ave- va
infatti una capacità
tutta personale di
guardare lontano, di
anticipare i tempi
mantenendo sempre
una visione complessi-
va dei problemi legati
allesistenza umana.
Eredità che noi racco-
gliamo in pieno e che ci
ha guidato anche nella
nostra battaglia per
chiudere i manicomi». Non
è un mistero che
la vostra organiz-
zazione sia sempre sta-
ta vicina alla visione
politico-culturale della
sinistra. Come ha vis-
suto tutta la trasfor-
mazione che ha segna-
to quelluniverso a
partire dallinizio degli
anni Novanta? «Qualche
problema laveva- mo
avuto negli anni Ottanta.
Ma con gli anni Novanta cè
stata una forte ripresa. La dif-
ferenza con i partiti sta nel non
aver fatto mai dellideologia fi-
ne a se stessa. Al contrario ci siamo
sempre occupati di pro-
blemi concreti, legati alla vita
quotodiana della gente, e di
persone con ambiti di soffe-
renza particolare» Può
farci qualche esempio? «Sì,
lidea che lanceremo og-
gi dal congresso. Ovvero Le
città sociali, un progetto che
coinvolgerà tutte le aree urba-
ne nella loro complessità ed in
cui i mille bisogni della gente
possano trovare finalmente ri-
sposte adeguate: questioni le-
gate ai minori, agli anziani, al-
le patologie mentali. Non è un
caso che scegliamo lespressio-
ne di salute mentale per espri-
mere il nostro obiettivo più ge-
nerale. E poi in Parlamento è
in discussione una nostra pro-
posta di legge che introduce la
figura dellAmministratore di
sostegno, che andrebbe a sosti-
tuire la figura del tutore. Que-
sti si occupa soprattutto di fat-
tori economici del tutelato, al
contrario la nuova figura avrà
compiti più generali, legati a
tutti i singoli aspetti dellesi-
stenza del paziente». Una
vignetta di Staino disegnata per il congresso
Corriere
del Mezzogiorno 9 Novembre 2000