Associazione Società Italiana di Psichiatria Democratica o.n.l.u.s.
E' convocato il giorno 14 OTTOBRE 2011, alle ore 8,00 in prima convocazione e alle ore 11,00 in seconda convocazione, il DIRETTIVO DI PSICHIATRIA DEMOCRATICA.
Alle ore 12,00 in prima convocazione e alle ore 13,00 in seconda convocazione dello stesso giorno è convocata l’ASSEMBLEA DEI SOCI.
Sede: Roma - Via Monza n.2, presso la Sede del DSM Roma C.
O.d.G. :
1. Iniziative per il superamento degli OPG;
2 .Ricognizione andamento attività programmate: Merano, Firenze, Verona e Basilicata;
3. Programmazione nuove attività;
4. Rilancio sito PD;
5. Rapporto con le altre Associazioni;
6. Varie ed eventuali
Il Presidente del Consiglio Direttivo
Dott. Luigi Attenasio
Roma 29 settembre 2011
| Aggiornato 11 Ottobre, 2011 | Aggiornamento mesi : maggio-settembre febbraio2007 |
Tra poco il nuovo sito! | |||
24. Conferenza Annuale Europea
delle imprese sociali in Europa CEFEc
“LAVORO, DIGNITÁ e RESPONSABILITÁ SOCIALE”
La Mission delle Imprese Sociali
Merano 5 - 7 Ottobre 2011 Sala Civica – Via Otto HuberForm di registrazione Programma in italiano Programma in tedesco Programma in inglese
Giovedì 22 settembre
Evento conclusivo della seconda edizione
del corso di formazione per volontari L’altra TV
Appello per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Leggi sotto tutto l'appello!
PROGRAMA
de la visita a Mentalia Puerto
de los estudiantes del ISIS “C. PERCOTO”. Udine. Italia.
Del 7 al 13 de Octubre de 2011
Libreria FELTRINELLI, Napoli - Via S. Tommaso D'Aquino n. 70
lunedì 17 Ottobre, 2011 0re 18:00
INCONTRO CON SERGIO STAINO

Un anno fa scompariva, prematuramente, il compagno Ernesto MELLONE, direttore della CGIL Campania e storico iscritto alla nostra Associazione.
Psichiatria Democratica (PD) lo ricorda con grande affetto per la costante attenzione ai temi delle persone in difficoltà di vita e dei giovani, e per la assidua partecipazione alle attività di PD, in tutte le sue articolazioni. Alla famiglia, alla CGIL ed a quanti ne hanno potuto apprezzarne il rigore etico, la sensibilità e la grande passione civica, Psichiatria Democratica vuole fare giungere - in questo momento - i sensi della più viva partecipazione.
ULTIME NOTIZIE
Martedi 4 ottobre: COMUNICATO STAMPA Domenica 25 settembre 2011 Napoli, lunedì 3 OTTOBRE |
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Per...Corriamo insieme il miglio d'oro |
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SOCIETA' ITALIANA DI PSICOTERAPIA CONCRETA
SOCIETA' TOSCANA DI PSICHIATRIA DEMOCRATICA
1) - Venerdi' 25 novembre, ore 17, Firenze,Presso Chille de la Balanza, ex OP San salvi:SCOPERTE, UTOPIE, PROMESSE NEL PENSIERO DI VIERI MARZI.Verrà presentato il testo di Vieri Marzi:ANTOLOGIA DI SCRITTIbibliografie inediti, manoscritti, testi rari69 interventi, pag. 505 (FOTOCOPIA) (VEDI PRESENTAZIONE IN ALLEGATO)(Acquistabile per contrassegno su richiesta: Euro 50)2) - Giovedì 15 dicembre, ore 21, Firenze,Presso Chille de la Balanza, ex OP San salvi:CHIUDERE GLI OPG.partecipano Cesare Bondioli e Alessandro MargaraSi discuterà del grave problema degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e si
continuerà la raccolta di firme per la loro chiusura.
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Associazione Tutela Salute Mentale (ATSM) SPERANZA
70029 Santeramo in Colle (Bari)
28 settembre 2011
Gentile Dottor Lupo,
come Presidente di un'Associazione che tutela la Salute Mentale e si batte per il recupero di chi soffre di disturbi mentali, condivido e sostengo l'iniziativa a favore della chiusura degli OPG: una vera vergogna per il nostro Paese.
Invio la raccolta firme, sperando che possa servire a restituire ai detenuti la dignità che è dovuta ad ogni essere umano, anche a chi ha sbagliato.
Maria Pesce
Visita OPG Montelupo 31.8.2011
Mercoledì 31 u.s. l’On. Maria Antonietta Coscioni, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, accompagnata dal Dr Alessandro Margara, garante dei detenuti della Regione Toscana e dal dr Cesare Bondioli, responsabile nazionale carceri e opg di Psichiatria Democratica, ha effettuato una visita ispettiva all’Opsedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino.
Come noto il 26 luglio scorso la Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’efficacia e efficienza del S.S.N. aveva disposto il sequestro di alcune strutture dell’opg, in particolare della “sala contenzioni” risultata “priva di idonei strumenti di monitoraggio a distanza e di segnalazione delle emergenze del soggetto coercito; nonché irraggiungibile in maniera sollecita ed autonoma da parte del personale sanitario, essendo le chiavi di accesso nella escluisva disponibilità del personale penitenziario” e di 21 celle della Sezione “Ambrogiana” per la “simultanea sussistenza di deficienze strutturali igienico-sanitarie e clinico-assistenziali”.
La Commissione aveva altresì rilevato “gravi e preoccupanti condizioni di degrado di tutte le altre sezioni attualmente operative, patentemente sprovviste dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente per le strutture psichiatriche” e in “tutti i locali OPG inottemperanza alla normativa vigente in materia di prevenzione degli incendi” disponendo un termine di 15 giorni per l’adeguamento alla normativa antincendio e di 180 giorni per “conformare tutte le sezioni alla normativa nazionale e regionale per le strutture psichiatriche”, termini successivamente prorogati al 30 settembre p.v..
La delegazione, ha iniziato la sua ispezione visitando tutte le sezioni dell’opg e non ha potuto che constatare il già denunciato e noto gravissimo degrado generale: non solo della sezione Ambrogiana (in cui ha potuto verificare il rispetto dell’ordine di sequestro) in cui non solo le celle sequestrate ma anche quelle tuttora utilizzate mostrano segni di degrado tanto nelle strutture murarie, quanto negli arredi per non parlare di una quasi totale mancanza di privacy degli internati costretti a vivere in spazi ridottissimi, in genere in celle da quattro, quasi prive di spazio di movimento per i reclusi – anche se abbiamo constatato che la maggior parte delle celle era aperta – e con servizi igienici (anche se questo termine sembra eccessivo!) “a vista”.
Analoga situazione si è constatata nell’altro reparto in uso: anche qui l’aspetto carcerario prevale su quello sanitario (il degrado appare fin da fuori del reparto per la presenza di numerosi rifiuti – stracci, indumenti, oggetti, piatti di plastica – lanciati dai reclusi nel cortile attraverso le sbarre delle celle) con l’aggravante che, dopo la chiusura delle celle sequestrate, questo reparto ha accolto buona parte dei loro ospiti creandosi condizioni di sovraffollamento con la perdita anche di alcuni spazi comuni precedentemente adibiti ad attività di socializzazione, come laboratori espressivi e sale comuni.
In questo reparto era ubicata la “stanza delle contenzioni” che abbiamo trovato occupata da un internato, non contenuto, che nei giorni precedenti aveva sfasciato alcune suppellettili creando pericolo anche per gli altri ricoverati e necessitando di una cella individuale: il personale che ci accompagnava, il Direttore sanitario Dr Scarpa e quello amministrativo Dr.sa Michelini ci informava che era stata chiesta alla commissione una deroga per utilizzare la stanza senza peraltro ricevere risposta.
Al di là delle condizioni strutturali quello che ha maggiormente colpito la delegazione nel contatto con gli internati è stata la percezione, peraltro verbalizzata da alcuni di loro, di un clima di incertezza sul loro futuro alla scadenza del 30 settembre: è quindi percezione diffusa che questa data rappresenti un punto di non ritorno nella storia dell’opg e gli internati si preoccupano del loro destino dopo quella data (un internato ha scongiurato di “non mandarlo ad Aversa”) né valgono a tranquillizzare le rassicurazioni fornite dal personale sanitario e penitenziario.
L’origine di questo clima, invero assai preoccupante perché aggrava la condizione dell’internato caricandola di ulteriori angosce e crea le condizioni perché all’interno dell’istituzione si verifichino incidenti (l’esperienza della chiusura dei manicomi ci dice che le fasi di transizione, quando non definite nella loro realtà, rappresentano un momento delicatissimo della vita istituzionale), è probabilmente legata da un lato all’eccezionalità del provvedimento di sequestro, dall’altro alla mancata risposta, visibile, delle istituzioni a questo provvedimento.
Nelle aree sequestrate non è attivato nessun intervento di restauro e questo ci è stato confermato anche dai Direttori nella riunione al termine della visita ai reparti.
Nessun provvedimento concreto è stato ancora adottato in ottemperanza al disposto dell’ordinanza della Commissione né né dal PRAP né dalla regione per quanto di competenza.
Inoltre da parte della Regione Toscana, non è stato emanato alcun atto ufficiale rispetto alla chiusura dell’opg e alla gestione della fase intermedia: gli stessi Responsabili sembrano soffrire di questa mancanza di progetti e di obbiettivi a medio e a lungo termine.
Nonostante queste incertezze, non certamente imputabili al personale sanitario e penitenziario che direttamente è a contatto con gli internati cui si dedica, come riconosciuto anche dalla Commissione di Inchiesta, con una dedizione straordinaria, secondo i dati presentati dal Direttore Scarpa il processo di regionalizzazione della struttura secondo gli indirizzi del DPCM e i programmi di dimissione sono significativamente progrediti.
Dai 146 internati presenti alla fine di aprile si è passati agli attuali 128, quasi tutti provenienti dal bacino di utenza di competenza (Toscana, Liguria, Sardegna e Umbria): il processo di territorializzazione della struttura è quindi quasi completato anche se resta irrisolto il problema delle donne, attualmente internate a Castiglione delle Siviere.
Il programma “Oltrelesbarre” che, negli anni scorsi ha potuto usufruire di un finanziamento ad hoc, ha consentito la dimissione di circa 20 soggetti tra quelli immediatamente dimissibili ed altri progetti potrebbero essere attivati se venissero erogati i fondi che sono nella disponibilità regionale.
L’impressione che la delegazione ha tratto dalla visita e dall’incontro con gli operatori è che l’opg di Montelupo, anche attraverso interventi di riqualificazione delle sue strutture, ben difficilmente potrà assumere caratteristiche di tipo sanitario essendo tutta la struttura “pensata” e realizzata, sia all’origine che con i successivi interventi di restauro anche recenti, come struttura custodiale e non sanitaria.
Occorre che la Regione esca dall’ambiguità sulla volontà di chiudere l’opg, facendosi carico, fino in fondo di una scelta politica qualificante e in linea con l’attuale normativa, rifiutando di restare paralizzata dai veti campanilistici che l’hanno frenata fino ad oggi.
Questa chiarezza contribuirà grandemente a rasserenare il clima di preoccupazione sul futuro, che si traduce in angoscia per gli internati e, a lungo andare, in demotivazione e burn-out per gli operatori, e consentirà di realizzare quegli interventi di tipo ambientale imposti dalla Commissione per rendere, minimamente vivibile la struttura nella fase di transizione.
Occorre che la Regione faccia, finalmente, un Progetto Obbiettivo per la chiusura di Montelupo, fissandone modalità e tempi che siano vincolanti per tutti i soggetti coinvolti nel processo: oggi sia i Servizi di Salute Mentale della Toscana che quelli delle altre Regioni del bacino non si sentono sufficientemente coinvolti nel processo di chiusura, e quindi di presa in carico degli internati di propria competenza, per il diffuso convincimento (speculare e contrario a quello degli internati!) che a Montelupo un Reparto rimarrà sempre (la famigerata Ambrosiana, ristrutturata, come ipotizzato in un recente convegno più volte richiamato dagli operatori nel corso dell’incontro?).
Nell’immediato va comunque fatto un progetto di riqualificazione delle strutture (per il quale ci risulta esistano in Regione fondi per l’edilizia penitenziaria utilizzabili) per renderle decentemente vivibili nel periodo di transizione verso la chiusura o vanno individuate alternative per un trasferimento immediato degli attuali internati in altre strutture in cui si possa realizzare con maggiore adeguatezza una gestione totalmente sanitaria dei soggetti internati.

Psichiatria Democratica, in tutte le sue articolazioni territoriali, aderisce allo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il prossimo 6 settembre.
P.D si riconosce nelle motivazioni che hanno portato allo sciopero contro la manovra economica varata dal Governo nell’agosto scorso, e tuttora indefinita, che lungi dall’affrontare e risolvere i problemi legati alla crescita, all’occupazione e allo sviluppo del Paese si traduce, specie attraverso i tagli imposti agli Enti Locali, nell’ennesimo attacco allo stato sociale scaricando le inefficienze governative sulle fasce più deboli della società che vedono minacciati servizi essenziali da quelli per l’infanzia a quelli per i disabili.
Psichiatria Democratica impegna quindi tutti i suoi aderenti ad una partecipazione di massa allo sciopero.
Presentazione del libro "Quando hanno aperto la cella Stefano Cucchi e gli altri" |
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| COMUNICATO STAMPA Napoli 28, luglio 2011
Per Psichiatria Democratica la chiusura di diversi spazi nell'OPG di Montelupo Fiorentino e di Barcellona Pozzo di Gotto, disposta dalla Commissione di indagine presieduta dal Senatore Ignazio Marino, è un atto assai importante che va nella giusta direzione:chiudere presto e bene tutti gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
PD perciò plaude all'iniziativa della Commissione e si augura che il cammino continui con fermezza e costanza. Lettera aperta di PD al Presidente Enrico Rossi.
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Firmatari:
Altre Informazioni
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