Associazione Società Italiana di Psichiatria Democratica o.n.l.u.s.

E' convocato il giorno  14 OTTOBRE 2011, alle ore 8,00 in prima convocazione e alle ore 11,00 in seconda convocazione, il DIRETTIVO DI PSICHIATRIA DEMOCRATICA.

Alle ore 12,00 in prima convocazione e alle ore 13,00 in seconda convocazione dello stesso giorno è convocata l’ASSEMBLEA DEI SOCI.

Sede: Roma - Via Monza n.2, presso la Sede del DSM Roma C.

O.d.G. :
1. Iniziative per il superamento degli OPG;
2 .Ricognizione andamento attività programmate: Merano, Firenze, Verona e Basilicata;
3. Programmazione nuove attività;
4. Rilancio sito PD;
5. Rapporto con le altre Associazioni;
 6. Varie ed eventuali

Il Presidente del Consiglio Direttivo
      Dott. Luigi Attenasio

Roma 29 settembre 2011

Aggiornato 11 Ottobre, 2011

Aggiornamento mesi : maggio-settembre febbraio2007

Tra poco il nuovo sito!
Notizie dalle sezioni regionionali
Galleria di FOTOGRAFIE

bo24. Conferenza Annuale Europea
delle imprese sociali in Europa CEFEc
“LAVORO, DIGNITÁ e RESPONSABILITÁ SOCIALE”
La  Mission delle Imprese Sociali
Merano 5 - 7  Ottobre 2011 Sala Civica – Via Otto Huber
Form di registrazione Programma in italiano Programma in tedesco Programma in inglese

Giovedì 22 settembre 
Evento conclusivo della seconda edizione 
del  corso di formazione per volontari L’altra TV

Appello per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Leggi sotto tutto l'appello!

fFIRMA IL NOSTRO GUESTBOOK!

In evidenza: Visita OPG  Montelupo 31.8.2011 e lettera di Maria Pesce

PROGRAMA
de la visita a Mentalia Puerto
 de los estudiantes del ISIS  “C. PERCOTO”. Udine. Italia.
Del 7 al 13 de Octubre de 2011

Programma

 


Libreria FELTRINELLI, Napoli - Via S. Tommaso D'Aquino n. 70
lunedì 17 Ottobre, 2011 0re 18:00
INCONTRO CON SERGIO STAINO

 

 

imm

Un anno fa scompariva, prematuramente, il compagno Ernesto MELLONE, direttore della CGIL Campania e storico iscritto alla nostra Associazione.
Psichiatria Democratica (PD) lo ricorda con grande affetto per la costante attenzione ai temi delle persone in difficoltà di vita e dei giovani, e per la assidua partecipazione alle attività di PD, in tutte le sue articolazioni. Alla famiglia, alla CGIL ed a quanti ne hanno potuto apprezzarne il rigore etico, la sensibilità e la grande passione civica, Psichiatria Democratica vuole fare giungere - in questo momento - i sensi della più viva partecipazione.

 

 

ULTIME NOTIZIE

Convegno: No restraint come qualità
Bolzano
CONTENZIONE e DIRITTI

SABATO     15 ottobre 2011

Martedi 4 ottobre: COMUNICATO STAMPA
La risoluzione n° 6 sugli OPG approvata dal Senato nella seduta del 27 settembre scorso rappresenta un punto fermo e l’inizio di una nuova fase nella battaglia per la chiusura  degli OPG. leggi tutto

Domenica 25 settembre 2011
Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli
Mozione finale

Napoli, lunedì 3 OTTOBRE
 IL VALORE DELLA TERRITORIALITA’ DELLA PENA NEL PROCESSO EDUCATIVO Sala Consiglio Regionale 1° piano
Centro Direzionale - Isola F 13 

SALGONO A 124 I MORTI NEGLI ISTITUTI DI PENA ITALIANI DALL'INIZIO DELL'ANNO . 42 I SUICIDI
 NEL MESE DI AGOSTO E IN QUESTI PRIMI GIORNI DI SETTEMBRE, 10 MORTI
 
http://www.ilcarcerepossibileonlus.it/images/no_pic.jpg

Napoli, 7 settembre 2011_______________Continuano inarrestabili le morti nelle carceri italiane. La media resta quella di un morto ogni due giorni, un suicidio ogni cinque.  Dopo i digiuni e le visite di ferragosto e in attesa del promesso "pacchetto" del neo Ministro della Giustizia, che dovrebbe risolvere il problema del sovraffollamento, nulla è stato concretamente programmato per arrestare quest' "epidemia" indotta da una situazione d'illegalità permanente. Si muore al nord, come al sud del Paese. Dall'inizio di agosto:
il 2 agosto a PERUGIA: suicidio di un detenuto di 36 anni;
l'8 agosto a CATANZARO: suicidio di un detenuto di 66 anni;
l'8agosto a PONTREMOLI (MASSA CARRARA): suicidio di un ragazzo di 28 anni, nella cella di sicurezza della stazione dei Carabinieri;
il 10 agosto a PALIANO (FR): un detenuto di 54 anni muore di infarto;
l'11 agosto a ROMA: un detenuto di 30 anni si suicida;
il 18 agosto a MILANO (OPERA): suicidio di un detenuto di 32 anni;
il 22 agosto a REGGIO CALABRIA : una detenuta di 31 anni si suicida;
il 3 settembre a MACERATA: un uomo di 35 anni esce dal carcere e il giorno dopo scopre di avere una malattia infettiva, si suicida in ospedale;
il 2 settembre a CALTANISSETTA: un detenuto di 35 anni muore per meningo-encefalite;
il 6 settembre a AGRIGENTO: suicidio di un detenuto di 27 anni

 
  Per...Corriamo insieme il miglio d'oro

 

 

SOCIETA' ITALIANA DI PSICOTERAPIA CONCRETA

SOCIETA' TOSCANA DI PSICHIATRIA DEMOCRATICA
 

 
1)  - Venerdi' 25 novembre, ore 17, Firenze,
          Presso Chille de la Balanza, ex OP San salvi:
 
SCOPERTE, UTOPIE, PROMESSE NEL PENSIERO DI VIERI MARZI.
 
Verrà presentato il testo di Vieri Marzi:
 
ANTOLOGIA DI SCRITTI
bibliografie inediti, manoscritti, testi rari
69 interventi, pag. 505 (FOTOCOPIA)   (VEDI PRESENTAZIONE IN ALLEGATO) 
(Acquistabile per contrassegno su richiesta: Euro 50)
 
2) - Giovedì 15 dicembre, ore 21, Firenze,
        Presso Chille de la Balanza, ex OP San salvi:
 
 
CHIUDERE GLI OPG.
partecipano  Cesare Bondioli e  Alessandro Margara
Si discuterà del grave problema degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e si
continuerà la raccolta di firme per la loro chiusura.
 
cordialmente  Paolo Tranchina 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Clicca sulla pagina per nascondere

Associazione Tutela Salute Mentale (ATSM)  SPERANZA
                                        70029 Santeramo in Colle (Bari)

                                                                                                             28 settembre 2011
Gentile Dottor Lupo,

come Presidente di un'Associazione che tutela la Salute Mentale e si batte per il recupero di chi  soffre di disturbi mentali, condivido e sostengo l'iniziativa a favore della chiusura degli OPG: una vera vergogna per il nostro Paese.
Invio la raccolta firme, sperando che possa servire a restituire ai detenuti  la dignità che è dovuta ad ogni essere umano, anche a chi ha sbagliato.

                                        
                                                                                             Maria Pesce

 

Visita OPG  Montelupo 31.8.2011

Mercoledì 31 u.s. l’On. Maria Antonietta Coscioni, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, accompagnata dal Dr Alessandro Margara, garante dei detenuti della Regione Toscana e dal dr Cesare Bondioli, responsabile nazionale carceri e opg di Psichiatria Democratica, ha effettuato una visita ispettiva all’Opsedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino.
Come noto il 26 luglio scorso la Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’efficacia e efficienza del S.S.N. aveva disposto il sequestro di alcune strutture dell’opg, in particolare della “sala contenzioni” risultata “priva di idonei strumenti di monitoraggio a distanza e di segnalazione delle emergenze del soggetto coercito; nonché irraggiungibile in maniera sollecita ed autonoma da parte del personale sanitario, essendo le chiavi di accesso nella escluisva disponibilità del personale penitenziario” e di 21 celle della Sezione “Ambrogiana” per la “simultanea sussistenza di deficienze strutturali igienico-sanitarie e clinico-assistenziali”.
La Commissione aveva altresì rilevato “gravi e preoccupanti condizioni di degrado di tutte le altre sezioni attualmente operative, patentemente sprovviste dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente per le strutture psichiatriche” e  in “tutti i locali OPG inottemperanza alla normativa vigente in materia di prevenzione degli incendi” disponendo un termine di 15 giorni per l’adeguamento alla normativa antincendio e di 180 giorni per “conformare tutte le sezioni alla normativa nazionale e regionale per le strutture psichiatriche”, termini successivamente prorogati al 30 settembre p.v..
La delegazione, ha iniziato la sua ispezione visitando tutte le sezioni dell’opg e non ha potuto che constatare il già denunciato e noto gravissimo degrado generale: non solo della sezione Ambrogiana (in cui ha potuto verificare  il rispetto dell’ordine di sequestro) in cui non solo le celle sequestrate ma anche quelle tuttora utilizzate mostrano segni di degrado tanto nelle strutture murarie, quanto negli arredi per non parlare di una quasi totale mancanza di privacy degli internati costretti a vivere in spazi ridottissimi, in genere in celle da quattro, quasi prive di spazio di movimento per i reclusi – anche se abbiamo constatato che la maggior parte delle celle era aperta – e con servizi igienici (anche se questo termine sembra eccessivo!) “a vista”.
Analoga situazione si è constatata nell’altro reparto in uso: anche qui l’aspetto carcerario prevale su quello sanitario (il degrado appare fin da fuori del reparto per la presenza di numerosi rifiuti – stracci, indumenti, oggetti, piatti di plastica – lanciati dai reclusi nel cortile attraverso le sbarre delle celle) con l’aggravante che, dopo la chiusura delle celle sequestrate, questo reparto ha accolto buona parte dei loro ospiti creandosi condizioni di sovraffollamento con la perdita anche di alcuni spazi comuni precedentemente adibiti ad attività di socializzazione, come laboratori espressivi e sale comuni.
In questo reparto era ubicata la “stanza delle contenzioni” che abbiamo trovato occupata da un internato, non contenuto, che nei giorni precedenti aveva sfasciato alcune suppellettili creando pericolo anche per gli altri ricoverati e necessitando di una cella individuale: il personale che ci accompagnava, il Direttore sanitario Dr Scarpa e quello amministrativo Dr.sa Michelini ci informava che era stata chiesta alla commissione una deroga per utilizzare la stanza senza peraltro ricevere risposta.
Al di là delle condizioni strutturali quello che ha maggiormente colpito la delegazione nel contatto con gli internati  è stata la percezione, peraltro verbalizzata da alcuni di loro, di un clima di incertezza sul loro futuro alla scadenza del 30 settembre: è quindi percezione diffusa che questa data rappresenti un punto di non ritorno nella storia dell’opg e gli internati si preoccupano del loro destino dopo quella data (un internato ha scongiurato di “non mandarlo ad Aversa”) né valgono a tranquillizzare le rassicurazioni fornite dal personale sanitario e penitenziario.
L’origine di questo clima, invero assai preoccupante perché aggrava la condizione dell’internato caricandola di ulteriori angosce e crea le condizioni perché all’interno dell’istituzione si verifichino incidenti (l’esperienza della chiusura dei manicomi ci dice che le fasi di transizione, quando non definite nella loro realtà, rappresentano un momento delicatissimo della vita istituzionale), è probabilmente legata da un lato all’eccezionalità del provvedimento di sequestro, dall’altro alla mancata risposta, visibile, delle istituzioni a questo provvedimento.
Nelle aree sequestrate non è attivato nessun intervento di restauro e questo ci è stato confermato anche dai Direttori nella riunione al termine della visita ai reparti.
Nessun provvedimento concreto è stato ancora adottato in ottemperanza al disposto dell’ordinanza della Commissione né né dal PRAP né dalla regione per quanto di competenza.
Inoltre da parte della Regione Toscana, non è stato emanato alcun atto ufficiale rispetto alla chiusura dell’opg e alla gestione della fase intermedia: gli stessi Responsabili sembrano soffrire di questa mancanza di progetti e di obbiettivi a medio e a lungo termine.
Nonostante queste incertezze, non certamente imputabili al personale sanitario e penitenziario che direttamente è a contatto con gli internati cui si dedica, come riconosciuto anche dalla Commissione di Inchiesta, con una dedizione straordinaria, secondo i dati presentati dal Direttore Scarpa il processo di regionalizzazione della struttura secondo gli indirizzi del DPCM e i programmi di dimissione sono significativamente progrediti.
Dai 146 internati presenti alla fine di aprile si è passati agli attuali 128, quasi tutti provenienti dal bacino di utenza di competenza (Toscana, Liguria, Sardegna e Umbria): il processo di territorializzazione della struttura è quindi quasi completato anche se resta irrisolto il problema delle donne, attualmente internate a Castiglione delle Siviere.
Il programma “Oltrelesbarre” che, negli anni scorsi ha potuto usufruire di un finanziamento ad hoc, ha consentito la dimissione di circa 20 soggetti tra quelli immediatamente dimissibili ed altri progetti potrebbero essere attivati se venissero erogati i fondi che sono nella disponibilità regionale.

L’impressione che la delegazione ha tratto dalla visita e dall’incontro con gli operatori è che l’opg di Montelupo, anche attraverso interventi di riqualificazione delle sue strutture, ben difficilmente potrà assumere caratteristiche di tipo sanitario essendo tutta la struttura “pensata” e realizzata, sia all’origine che con i successivi interventi di restauro anche recenti,  come struttura custodiale e non sanitaria.
Occorre che la Regione esca dall’ambiguità sulla volontà di chiudere l’opg, facendosi carico, fino in fondo di una scelta politica qualificante e in linea con l’attuale normativa, rifiutando di restare paralizzata dai veti campanilistici che l’hanno frenata fino ad oggi.
Questa chiarezza contribuirà grandemente a rasserenare il clima di preoccupazione sul futuro, che si traduce in angoscia per gli internati e, a lungo andare, in demotivazione e burn-out per gli operatori, e consentirà di realizzare quegli interventi di tipo ambientale imposti dalla Commissione per rendere, minimamente vivibile la struttura nella fase di transizione.
Occorre che la Regione faccia, finalmente, un Progetto Obbiettivo per la chiusura di Montelupo, fissandone modalità e tempi che siano vincolanti per tutti i soggetti coinvolti nel processo: oggi sia i Servizi di Salute Mentale della Toscana che quelli delle altre Regioni del bacino non si sentono sufficientemente coinvolti nel processo di chiusura, e quindi di presa in carico degli internati di propria competenza, per il diffuso convincimento (speculare e contrario a quello degli internati!) che a Montelupo un Reparto rimarrà sempre (la famigerata Ambrosiana, ristrutturata, come ipotizzato in un recente convegno più volte richiamato dagli operatori nel corso dell’incontro?).
Nell’immediato va comunque fatto un progetto di riqualificazione delle strutture (per il quale ci risulta esistano in Regione fondi per l’edilizia penitenziaria utilizzabili) per renderle decentemente vivibili nel periodo di transizione verso la chiusura o vanno individuate alternative per un trasferimento immediato degli attuali internati in altre strutture in cui si possa realizzare con maggiore adeguatezza una gestione totalmente sanitaria dei soggetti internati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

locandina (interno)

locandina (esterno)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sciopero

Psichiatria Democratica, in tutte le sue articolazioni territoriali, aderisce allo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il prossimo 6 settembre.
P.D si riconosce nelle motivazioni che hanno portato allo sciopero contro la manovra economica varata dal Governo nell’agosto scorso, e tuttora indefinita, che lungi dall’affrontare e risolvere i problemi legati alla crescita, all’occupazione e allo sviluppo del Paese si traduce, specie attraverso i tagli imposti agli Enti Locali, nell’ennesimo attacco allo stato sociale scaricando le inefficienze governative sulle fasce più deboli della società che vedono minacciati servizi essenziali da quelli per l’infanzia a quelli per i disabili.

Psichiatria Democratica impegna quindi tutti i suoi aderenti ad una partecipazione di massa allo sciopero.

 

 

 

31° della morte di Franco Basaglia.

 

Il Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni.
Presentazione del libro "Quando hanno aperto la cella Stefano Cucchi e gli altri"

Per saperne di più

COMUNICATO STAMPA Napoli 28, luglio 2011 

Per Psichiatria Democratica la chiusura di diversi spazi nell'OPG di Montelupo Fiorentino e di Barcellona Pozzo di Gotto, disposta dalla Commissione di indagine presieduta dal Senatore Ignazio Marino, è un atto assai importante che va nella giusta direzione:chiudere presto e bene tutti gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. 
Questo è quanto hanno sostenuto i Dirigenti Nazionali della Associazione di Psichiatria Democratica, Emilio Lupo e Cesare Bondioli, Associazione che proprio al Senato, in una recente audizione, ha presentato un progetto/percorso articolato e dettagliato per il pieno superamento delle sei strutture giudiziarie esistenti sul territorio nazionale. Per Psichiatria Democratica (PD) la conferenza Stato/Regioni deve essere promotrice e garante dell'intero progetto di dismissione ed una seria alternativa sul territorio dovrà contare su risorse economiche adeguate, su personale ben formato e su progetti individualizzati per ciascuna persona, oggi rinchiusa in OPG.

PD perciò plaude all'iniziativa della Commissione e si augura che il cammino continui con fermezza e costanza.

Lettera aperta di PD al Presidente Enrico Rossi.

 

Appello per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Intervista al Segretario di P.D. Emilio Lupo
Psichiatria Democratica lancia un appello per chiudere subito i sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari (O.P.G.) nei quali, in condizioni spesso disumane, sono costrette a vivere circa 1500 persone. I cittadini italiani hanno potuto, difatti, vedere in TV e leggere sulla stampa, il resoconto dei sopralluoghi effettuati esemplarmente dalla Commissione Parl. d'inchiesta sul SSN (presieduta dal Prof. Ignazio Marino) che ha mostrato, all'intera nazione, questi terribili luoghi dove  uomini si disperano e chiedono aiuto per uscire, finalmente,da quell'inferno. Negli O.P.G. quotidianamente, vengono calpestati i diritti elementari dei detenuti, divenuti così persone senza volto, senza nome e soprattutto senza futuro. Ti chiediamo con la tua firma, di aiutarci a sostenere le nostre proposte, che tendono a smantellare, definitivamente,  gli O.P.G.  attraverso la creazione di piccole strutture di accoglienza e la definizione di progetti personalizzati significativi per l’inclusione sociale, lavorativa, ecc. dei tanti che sono attualmente rinchiusi.
 Al Governo chiediamo con fermezza di stabilire, per legge, la data precisa entro la quale chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Alle Regioni rinnoviamo la richiesta di supportare i Dipartimenti di Salute con risorse umane  ed economiche sufficienti e durature consentendo così di attivare programmi concreti a favore degli utenti, come alla Commissione Marino  di determinare le condizioni operative per chiudere, definitivamente, questa brutta pagina di storia contemporanea. Alla Magistratura di adoperarsi per una applicazione evolutiva delle misure di sicurezza, di cui esistono già i presupposti legislativi.
PER SOTTOSCRIVERE L'APPELLO
FIRMA IL NOSTRO GUESTBOOK!

Firmatari:  
Vincenzo   CONSOLO  
Sergio
STAINO      

Carla 

FRACCI  
Corradino  MINEO    
Luca    ZEVI   
Nando DALLA CHIESA          
Corrado STAJANO      
Attilio  BOLZONI  
Claudio BISIO   
Luigi  
CIOTTI       
Ermanno REA   
Sandro    RUOTOLO  
Erri   DE LUCA     
Franco 
CASSANO    
Alex ZANOTELLI  
Maurizio  COSTANZO   
Stefania  SANDRELLI  
Livio    PEPINO  
Fabrizio GIFUNI     
Simone   CRISTICCHI  
Piero  DORFLES  
Amanda  SANDRELLI     
Giulio  MANFREDONIA  
Emilio

LUPO Segr. Naz. Psichiatria Democratica
Luigi    ATTENASIO   Pres.Naz. Psichiatria Democratica 
Cesare  BONDIOLI   Resp. Carceri e OPG  Psichiatria Democratica
Salvatore  DI FEDE Resp. Organiz. Psichiatria Democratica
Maurizio CAIAZZO Tesoriere Psichiatria Democratica
Ilario   VOLPI  Resp. Formazione Psichiatria Democratica
Lella  ROMAGNO Resp. Cooperazione Psichiatria Democratica
GianCarlo  PERA   Resp. Immigrazione  Psichiatria Democratica
Luciano  SORRENTINO  Pres. PD Europa
Lorenzo  TORESINI Segr. PD Europa
Giuseppe   ORTANO  Comm. OPG Psichiatria Democratica
Gaetano   INTERLANDI  Comm. OPG Psichiatria Democratica
Danilo MONTINARO Comm. OPG Psichiatria Democratica
 

 

Altre Informazioni  

(programma) Festa Nazionale della Salute Mentale il 2 luglio a L'Aquila. Partecipa Nichi Vendola.

(programma) E-DAYS FERRARA 2011 - 10 anni di Emergency a Ferrara

SI AVVICINA FERRAGOSTO.....POLITICI RESTATE A MARE

Abbandonati da una Giustizia senza qualità e dall'indifferenza sulla violazione dei diritti, i detenuti stanno affrontando un'altra ennesima terribile estate, con ulteriori ingiuste sofferenze.

 

Napoli, 25 luglio 2011 _______________________ La mancanza di ?qualità? si avverte in ogni settore della Giustizia ed in particolare modo in quello penitenziario, dove alla privazione della libertà si accompagna spesso la vera e propria illegalità dello stato di detenzione. Una violazione di diritti, di cui pochissimi si fanno carico e, nell?indifferenza collettiva, si continuano a calpestare principi costituzionali e di elementare civiltà.
Nel 2010 sono morti negli Istituti di pena 173 persone ( all?incirca una ogni due giorni), di queste 66 si sono suicidate (una ogni cinque giorni).  I tentati suicidi sono stati 1.134, mentre 5.603 gli atti di autolesionismo.
Nel 2011 la situazione si è aggravata. Ad oggi, i morti sono 113, i suicidi 38, la maggior parte giovani al di sotto dei 35 anni. A fronte di una capienza regolamentare di 44.877 posti, vi sono nelle carceri italiane circa 70.000 detenuti (di cui quasi la metà in attesa di giudizio), presenze che superano di gran lunga il dato che costrinse, nel luglio 2006, il Parlamento ad emanare l?indulto.
Si avvicina Ferragosto e molti politici sono pronti a ripetere il rito di ?Ferragosto in carcere?. Una meritevole iniziativa promossa due anni fa dai Radicali, che doveva rappresentare un momento di aiuto e solidarietà per la popolazione detenuta in vista di immediati interventi parlamentari ed è divenuta, invece, l?emblema dell?inefficacia della politica . Più di duecento Parlamentari e Consiglieri Regionali, di vari partiti di maggioranza e opposizione, hanno trascorso  il ferragosto in carcere, per verificare le condizioni in cui vivono i detenuti. Hanno visto quello che già dovevano conoscere e, ritornati al mare e poi al lavoro, hanno presto dimenticato. Ripetiamo quanto dicemmo due anni fa, in occasione del primo ingresso dei politici a Ferragosto:
<Se fossi rinchiuso in una cella, di pochi metri quadri, insieme ad altre dieci persone, con un solo servizio igienico a vista ed un lavabo! in cui ci si lav! a e si l avano gli alimenti, che vengono cucinati nel medesimo spazio; con letti a castello che arrivano all'unica finestra che da luce alla stanza, dove si fa a turno a scendere dal letto per poter stare in piedi; con la televisione sempre accesa, quale unico diversivo oltre alle sigarette che vengono fumate senza sosta; se dovessi sopportare tutto questo per ventidue ore al giorno, mentre per le restanti due mi è consentito passeggiare in un cortile assolato, cosa chiederei al "politico" che mi viene a "fare visita", mentre in cella con gli altri detenuti bagno le asciugamani da mettere vicino la finestra per filtrare l'insopportabile caldo che rende tutto ancora più difficile ? Gli direi "Onorevole ha visto, quello che si dice è vero; quello che tantissime associazioni di volontariato hanno denunciato non è fantasia, qui si muore davvero; lo sa che ormai anche il Ministro della Giustizia ha dichiarato ufficialmente che gli istituti penitenziari sono "incostituzionali"; onorevole ha voluto verificare di persona, bene. Se poi mi vuole compatire, mi compatisca pure, ma la prego faccia davvero qualcosa".
Sarei certamente scostumato ed ingeneroso verso colui che nel giorno di ferragosto, invece di stare in famiglia al mare viene a trovarmi. Il politico mi darà comunque ragione, mi dirà che si è reso conto dell'effettiva emergenza, che si farà promotore d'iniziative concrete.Intanto il suo addetto stampa ha giàpreparato il comunicato da inviare ai giornali affinchè il sacrificio personale sia reso pubblico.
Queste considerazioni valgono per la maggior parte dei politici che hanno aderito all'iniziativa, che nel corso dell'anno nulla hanno fatto, o comunque poco, per risolvere effettivamente quella che ormai è uno scandalo nazionale. Dal condono ad oggi non vi è stato un serio dibattito politico sul sistema penitenziario. Il Governo ed il Parlamento sono  indifferenti dinanzi alla conclamata illegalità vigente in parte del territorio della nazione e questa rinnov! ata atte nzione! della p olitica nel solo giorno di ferragosto, è diventato un ulteriore inutile e insopportabile appuntamento nell?agenda di coloro che ci dovrebbero rappresentare>.
Un anno e mezzo fa, il 14 gennaio, il Consiglio dei Ministri dichiarò lo ?stato di emergenza? nelle carceri italiane, per tutto il 2010. Il Ministro della Giustizia  affermò ?Quella che ci accingiamo a compiere è una missione che non ha precedenti nella storia della Repubblica, perché per la prima volta si vuole risolvere il problema del sovraffollamento carcerario senza dover ricorrere all?ennesima amnistia o a provvedimenti d?indulto, ma volendo dare dignità a chi, comunque, deve scontare una pena detentiva?.
Il programma del Governo prevedeva di ?restituire dignità? ai detenuti  sulla base di 4 punti essenziali, che il Ministro definì ?pilastri? della riforma: 1) Edilizia Penitenziaria; 2) Detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua; 3) Messa alla prova delle persone imputabili fino a tre anni; 4) Assunzione di 2.000 nuovi agenti di Polizia Penitenziaria.
In realtà nulla in concreto è stato fatto ed il 13 gennaio scorso, lo ?stato di emergenza? è stato prorogato a tutto il 2011.
La sola ?detenzione domiciliare? ha trovato una limitatissima applicazione con la Legge N. 199/2010, c.d. ?svuotacarceri?, entrata in vigore il 16 dicembre u.s. , che per le esclusioni oggettive e soggettive e per il richiesto requisito dell??idoneità del domicilio?, non ha ?svuotato? assolutamente nulla, illudendo ancora una volta migliaia di detenuti, già afflitti da insopportabili tensioni psicologiche, per le condizioni in cui sono costretti a vivere.
Nell?annunciare l?entrata in vigore il Ministero della Giustizia aveva rilevato che ne avrebbero usufruito circa 7.000 detenuti, invero ad oggi,  sono  pochissimi i detenuti che sono stati posti agli arresti domiciliari.
Va altresì puntualizzato che non tutti i ! detenuti che hanno lasciato il carcere dovevano scontare e! ffettiva mente ancora un anno di pena, tra loro c?è chi aveva solo pochi giorni che lo separavano dalla libertà.
Tale dato rende ancora più evidente l?inganno della legge, che ha, tra l?altro, contribuito ad aumentare le competenze e il lavoro dell?Amministrazione Penitenziaria e dei Tribunali di Sorveglianza già con organici carenti e non ha affatto tenuto in debito conto le realtà territoriali.
Il Dipartimento dell?Amministrazione Penitenziaria, dopo l?emanazione della norma, è stata costretta a chiedere ai Provveditorati Regionali d?invitare le Associazioni di Volontariato, a comunicare ?la presenza sul territorio di soluzioni abitative, anche presso strutture comunitarie e di accoglienza, atte a costituire domicilio idoneo ed effettivo per i detenuti sprovvisti di fissa dimora, che si trovino nelle condizioni di poter usufruire della detenzione domiciliare?.
La legge rappresenta, per lo scopo che si proponeva, un vero e proprio fallimento, che costituisce l?ennesima prova che manca una  coscienza politica per affrontare seriamente l?emergenza-carcere e un?adeguata preparazione per contrastare il fenomeno, se si attribuiscono ad un legge effetti che non potrà mai avere.
Inutile dichiarare, oggi, come fa qualche politico, che la legge non doveva ?svuotare? le carceri, perché altrimenti sarebbero usciti i delinquenti o addirittura, affermazione surreale, che sono i detenuti che non vogliono aderire al beneficio perché in carcere si lavora e fuori no.  Mistificazioni che, ancora una volta, beffano i detenuti a cui si prospettano false soluzioni  per le vergognose condizioni in cui sono costretti a sopravvivere. Ne è prova la stessa relazione del Ministro, sull?Amministrazione della Giustizia nell?anno 2010, svolta al Senato il 18 gennaio u.s., in cui  si auspica che la predetta legge possa ?far registrare un?incidenza positiva? sul problema del sovraffollamento. Speran! ze che v anno immediatamente riposte, perché ne è palesemente evidente la sua inefficaci! a.
L a legge, inoltre, nella confusione creata nell?opinione pubblica, è stata vista come l?ennesimo attacco alla certezza della pena. E? stata definita  un ?indulto occulto?, senza capire che non si beneficia di uno sconto di pena e della libertà (come l?indulto), ma solo di una diversa modalità di esecuzione della pena , gli arresti domiciliari, per la quale, tra l?altro, sono anche state contestualmente inasprite le sanzioni in caso di evasione.
Per il 2011, il Ministro ripropone  i medesimi argomenti e soluzioni dell?anno precedente, su cui fa, come sempre, da padrone il ?Piano Straordinario d?interventi di Edilizia Penitenziaria?.  Un piano, varato nel febbraio 2009, che più ?piano? non può andare. L?Edilizia Penitenziaria è stata da sempre un?emergenza, ma questa volta è stata definita ?straordinaria?, circostanza che consente di derogare a norme vigenti, di nominare, il 23 gennaio 2009, un Commissario, che altri non è che il Capo del Dipartimento dell?Amministrazione Penitenziaria e di affidare alla Protezione Civile la vigilanza sull?attuazione del Piano Carceri.
Un passo della Relazione del Ministro è significativo per comprendere come all?organizzazione formale non corrisponda un apparato pronto ad operare. Si legge. ?Sempre in attuazione del Piano Carceri, il Commissario Delegato, esercitando i poteri straordinari conferitigli, ha potuto richiedere e ottenere la collaborazione di tutte le amministrazioni interessate e, in particolare, del Dipartimento dell?Amministrazione Penitenziaria?? (pag.194) . In pratica, grazie ai poteri straordinari, il Commissario ha ottenuto la collaborazione del Dipartimento di cui è Capo.
L??Edilizia Penitenziaria? dovrebbe essere affrontata seriamente e vista non come soluzione al sovraffollamento, ma per costruire edifici moderni che possano sostituire quelli esistenti, ormai fatiscent! i, di cu i l?80% è stato costruito più di 100 anni fa.
Allarmante poi il previsto ampliamento e/o la costruzione di nuovi padiglion! i all?in terno delle vecchie strutture, perché riduce ancora di più lo spazio all?aperto dei detenuti e allo stesso tempo, con il numero di agenti e personale rimasto invariato, incide negativamente sull?organizzazione di una situazione già al collasso.
Senza tener conto che vi sono almeno 40 Istituti Penitenziari già costruiti e mai utilizzati. Alcuni esempi: a Gela, in Sicilia, il carcere è stato progettato nel 1959, i lavori sono iniziati nel 1982, sono durati 25 anni, ma non è ancora operativo. A Morcone, in Campania, l?Istituto è stato completato nel 1995 e non è stato mai utilizzato perché ritenuto antieconomico. A Buschi, in Sardegna il carcere è costato 5 miliardi di lire e non è mai andato in funzione. A Castelnuovo della Daunia, in Puglia, l?Istituto è arredato, inutilmente da 15 anni. A Cropani, in Calabria, vi abita solo il custode A Pescara, il penitenziario di san Valentino, pronto da 15 anni, non è mai stato collaudato. Pronti e mai collaudati anche gli Istituti di Licata in Sicilia e quello di Codigoro (Ferrara). Dopo 17 anni dall?inizio dei lavori, attende di essere completato l?Istituto di Revere (Mantova), costato fino ad ora 5 miliardi di lire.
E? dichiarata ancora una volta  imminente l?assunzione di nuovi agenti di Polizia Penitenziaria, con la ?riprogettazione della pianta organica?. Con l?art. 4 della L.199/2010 è stata autorizzata l?assunzione di 1.800 unità , non ancora però finanziata. E? stata, infatti, allo stato, congelata in attesa di risorse. Alcun cenno all?assunzione di educatori - nonostante vi siano vincitori di concorso in attesa da anni ? psicologi ed operatori, figure essenziali per l?opera di rieducazione e trattamento. Le risorse per l?area trattamentale sono state ridotte del 30%.
A proposito di risorse, il progetto dei  braccialetti elettronici pe! r i dete nuti agli arresti domiciliari, costa allo Stato Italiano 11 milioni di euro all?anno, che, dal 2001, vengono versati alla Telecom, con un contratto vincolante fino al! 2011. C oloro che effettivamente ne usufruiscono sono una decina di persone, con un costo di circa un milione di euro all?anno per ciascun braccialetto.
?Il Carcere Possibile Onlus?, il 13 aprile u.s., ha depositato un esposto alla Corte dei Conti affinché si faccia luce su tale spreco di danaro pubblico, in un settore come quello della Giustizia dove mancano i beni di prima necessità.
La situazione nelle carceri italiane è allarmante per le condizioni di vita dei detenuti e degli stessi operatori dell?amministrazione penitenziaria. Al fine di ripristinare, nei limiti del possibile, la capienza tollerabile negli Istituti, sono stati effettuati, nel corso dell?anno 2010, 6.565 trasferimenti di reclusi comuni, che vanno ad aggiungersi a quelli disposti dai Provveditorati in ambito regionale . Tali trasferimenti sono in netto contrasto con il principio della territorialità della pena previsto dall?ordinamento, per consentire un effettivo recupero della persona detenuta, che richiede relazioni stabili e assidue sul territorio, con i propri familiari e i servizi territoriali della regione di residenza.
Le Camere Penali, in questa continua emergenza, hanno, da tempo e in innumerevoli occasioni, indicato la strada da seguire.
RICORSO A PENE ALTERNATIVE AL CARCERE E A SANZIONI DIVERSE DALLA DETENZIONE
Le statistiche hanno costantemente dimostrato che il detenuto che sconta la pena con una misura alternativa ha un tasso di recidiva bassissimo, mentre chi sconta la pena in carcere torna a delinquere con una percentuale del 70%. Occorre convincere l?opinione pubblica che con le pene alternative si abbattono i costi della detenzione, si riduce la possibilità che il detenuto commetta nuovi reati, con aumento della sicurezza sociale. Senza misure alternative recidiva e insicurezza aumentano.
LA RIFORMA ORGANICA ! DEL PROC ESSO PENALE
La metà dei detenuti sono in attesa di giudizio. Il ricorso sempre più ricorrente alla misura cautelare in carcere e la durata dei processi produce questo dato ! abnorme con ?presunti innocenti? che scontano pene disumane. Occorrono urgentemente nuovi investimenti nel settore Giustizia, sia in tecnologie avanzate, sia aumentando l?organico degli Amministrativi e dei Magistrati, anche richiamando al ?processo? quelli impegnati altrove.
Evitare che la misura cautelare sia la vera pena da scontare. Inoltre, sarebbe opportuno razionalizzare le risorse, responsabilizzando i dirigenti degli Uffici, ai quali va impartita un?adeguata formazione.
L'EFFETTIVO VALORE DELLA RILEVANZA PENALE
Nonostante l'emergenza la politica del Governo va sempre più verso una maggiore carcerazione, con una riduzione proporzionale della discrezionalità del Magistrato. Molte ipotesi di reato vengono inutilmente aggravate per facili consensi sull?onda di fatti di cronaca che hanno allarmato l?opinione pubblica. Alcune fattispecie vanno poi depenalizzate, perché troverebbero, nella sanzione amministrativa, un corretto deterrente.
Si rispettino i principi costituzionali e le norme in vigore, si inizi a ragionare su prevenzione e rieducazione. Una maggiore repressione e una maggiore carcerizzazione, non solo non migliorano la vita dei cittadini ?liberi?, ma non dovrebbero trovare applicazione in un Paese civile.
Il rinnovato ?stato di emergenza? preveda un tavolo permanente, dove non occupi due sedie la stessa persona, ma vi siano rappresentanti dell?amministrazione giudiziaria, degli enti locali, Avvocati e Magistrati, per individuare finalmente la strada da seguire.
Avv. Riccardo Polidoro - Presidente "Il Carcere Possibile Onlus" - Camera Penale di Napoli
                                                                                    

 

   
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