PSICHIATRIA DEMOCRATICA

 

La Società Italiana di Psichiatria sezione di Puglia e Basilicata, la Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale sezione Puglia, la Società italiana di Ecologia Psichiatrica e Salute Mentale di Puglia e Basilicata, il Dipartimento di Scienze Neurologiche e  Psichiatriche dell’Università di Bari, La Società Italiana di Psichiatria Democratica sezione Puglia, la Consulta Salute Mentale Puglia, la Funzione Pubblica CGIL, il Forum Salute Mentale Puglia, le ACLI Puglia, il Coordinamento Puglia degli Enti Gestori di Strutture Riabilitative Psichiatriche

 

esprimono

 

viva preoccupazione per la prossima iscrizione ai lavori della Camera dei Deputati di una riscrittura della proposta di legge della on. Burani Procaccini.

Tale ddl, se approvato, rappresenterebbe una grave violazione dei diritti fondamentali alla libertà ed alla salute dei cittadini italiani, ed alla professionalità e degli operatori psichiatrici. Il disegno di legge infatti

- con l’abrogazione degli articoli della L. 833/78 (riforma sanitaria) che, recependo la L. 180/78 e riconoscendo la psichiatria come specialità medica, hanno inserito l’assistenza psichiatrica nel Servizio Sanitario Nazionale, collocando chi soffre di una malattia mentale in posizione di parità rispetto a chi soffre di qualsiasi altra malattia; esso tende a definire un circuito separato per i pazienti psichiatrici, non solo Dal punto di vista dei percorsi di trattamento, ma anche dal punto di vista giuridico;

propone una concezione desueta ed arcaica della malattia mentale, assolutizzando e contrapponendo la dimensione biologica a quella psicosociale, operando una massiccia medicalizzazione dei disagio psichico, anche nelle sue forme meno gravi;

crea una normativa speciale per i Trattamenti Sanitari Obbligatori, eliminando di fatto le garanzie previste dalla L. 833 che sancisce l’eccezionalità del provvedimento e l’uniformità di trattamento per ogni tipo di malattia; al contrario, il ddl ne propone un uso spregiudicato e massiccio, anche in strutture non sanitarie, praticamente senza limiti di tempo e senza garanzie per il cittadino, con modalità lesive dei suoi diritti elementari;

legittima di fatto, a livello micro e macrosociale, gli atteggiamenti di rifiuto, espulsione ed emarginazione del malato, preordinando strumenti e percorsi assistenziali che ripropongono logiche di neomanicomializzazione diffusa, con la creazione di strutture residenziali, anche private, in cui effettuare trattamenti obbligatori senza un preciso limite temporale;

preconizzando la privatizzazione del Dipartimento di Salute Mentale, rappresenta un ulteriore passo avanti verso lo smantellamento dello Stato sociale;

in quanto legge quadro priva di una precisa definizione dei livelli essenziali di assistenza, rischia di amplificare le difformità purtroppo già esistenti, nel territorio nazionale, della qualità dell’assistenza offerta a livello delle singole regioni.

- propone un modello di prevenzione, basato quasi esclusivamente sullo screening di popolazioni a rischio presso le scuole, che genera stigmatizzazione ed esclusione;

 

Ribadiscono che

-la malattia mentale, come ogni altra malattia, deve continuare ad essere affrontata attraverso modalità e strumenti regolati dalle norme della L. 833/78 e seguenti, nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale;

la cultura psichiatrica ha storicamente tre radici, quella biologica, quella psicologica e quella sociale; la ricerca scientifica e l’esperienza quotidiana dei servizi non solo confermano la visione multidimensionsionale della psichiatria, ma indicano che solo l’approccio integrato a queste tre dimensioni consente di fornire trattamenti adeguati;

- il Trattamento e l’Accertamento Sanitario Obbligatorio sono, ai sensi dell’art. 32 della Costituzione, uno strumento eccezionale di delicatissima applicazione, in quanto hanno importanti ricadute sulla libertà personale del cittadino e sui suoi livelli di salute; i meccanismi organizzativi per una migliore utilizzazione di tali strumenti vanno ricercati nel pieno rispetto dei diritti costituzionali;

- la malattia mentale, in quanto problematica biopsicosociale, trova il suo naturale luogo di trattamento nella comunità e nelle strutture sociosanitarie deputate alla sua cura;

- solo un servizio sanitario pubblico, regolato da principi legislativi forti di livello nazionale, può garantire, in un settore così delicato che investe i diritti fondamentali, un adeguato livello di tutela della salute dei cittadini; l’integrazione delle strutture e delle attività svolte da pubblico e privato, sia esso sociale o imprenditoriale, non può prescindere da tale premessa fondamentale;

- la prevenzione si realizza nella comunità: il primo passo è la lotta allo stigma della malattia mentale;

 

IN CONCLUSIONE, IL DISEGNO DI LEGGE BURANI RISPOLVERA ARCAISMI INACCETTABILI E PROPONE MECCANISMI DA LEGGE SPECIALE IN APERTO CONTRASTO CON LE MODERNE CONOSCENZE SCIENTIFICHE IN TEMA DI TUTELA E PROMOZIONE DELLA SALUTE MENTALE. ESSO VA INTERAMENTE RIGETTATO, MENTRA VA RIAFFERMATA CON DECISIONE LA NECESSITA’ DI MIGLIORARE L’ASSISTENZA PSICHIATRICA, A LIVELLO NAZIONALE E REGIONALE, A PARTIRE DALL’ANNOSO E MAI RISOLTO PROBLEMA DELLE RISORSE.

 

INVITANO

tutte le organizzazioni scientifiche, politiche e di tutela dei diritti dei cittadini a condividere il presente documento ed a sostenere le iniziative necessarie ad impedire l’ulteriore cammino parlamentare del disegno di legge.

 

 

 

 

 

La Società Italiana di Psichiatria sezione di Puglia e Basilicata (il Presidente Dr. Salvatore Cotugno)

La Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale sezione Puglia (il Presidente Dr. Giuseppe Saccotelli)

La Società Italiana di Ecologia Psichiatrica e Salute Mentale di Puglia e Basilicata (il Presidente Dr.Pina Labellarte)

Il Dipartimento di Scienze Neurologiche e  Psichiatriche dell’Università di Bari (Prof. Guido Di Sciascio)

La Società Italiana di Psichiatria Democratica sezione Puglia (Il coordinatore Dr.ssa Mariella Genchi)

La Consulta Salute Mentale Puglia (Il coordinatore Dr.ssa Maria Ruccia)

La Funzione Pubblica CGIL (Il segretario Regionale Sanità Dr. Massimo Mincuzzi)

Il Forum Salute Mentale Puglia (Dr. Salvatore Ferraro)

Le ACLI Puglia (Dr. Antonio Antonucci)

Il Coordinamento Puglia degli Enti Gestori di Strutture Riabilitative Psichiatriche (Sig.ra Nadia Antonaci)